Gabriella, mamma psicoterapeuta

Gabriella è una madre "espansa", nel senso che l'ho sempre condivisa, con mia sorella prima e con tutti i suoi pazienti dopo... Non potevo non intervistare una mamma che tante volte, parlando con suoi ex-pazienti incrociati per caso, ho sentito valorizzare con affetto e trasporto. Mi sono lamentata tante volte del fatto che fosse una mamma poco "esclusiva", ma nel tempo ho saputo beneficiare dei suoi consigli e della sua capacità di darne di buoni, dispensati nel momento giusto e con sagacia.
È stato difficile rompere il guscio della sua voglia di rassicurarmi, ma alla fine, credo di esserci riuscita...
 

- Chi sei e che cosa fai?

In questo momeno sono donna di 60 anni, libero professionista, che si occupa di psicoterapia e psicologia clinica. Amo soprattutto lavorare con gruppi di terapia ed ho lunga esperienza di co-terapia e co-conduzione con altri colleghi.

 

- Quando hai capito che stavi per diventare mamma cosa è successo dentro di te?

Non è facile perché mi sta intervistando mia figlia...

... Cerca di essere piu sincera che puoi...

Ero determinata a far nascere questa figlia, l'avrei difesa comunque e diciamo che la gravidanza non era programmata e quindi ero da una parte determinata e dall'altra anche spaventata... È come se non mi fossi data il tempo per elaborare le paure legate alla gravidanza. 

Quali paure?

Erano soprattutto legate al rapporto con il padre di questa figlia.

Cioe?

Mi sentivo allo sbaraglio, mi sentivo da sola, anche se in quel periodo lui era altrettanto determinato a metter sù famiglia e proteggere questa figlia. 

 

- Com'è cambiata la tua vita? 

Radicalmente. Da persona che badava unicamente a se stessa, nel giro di poco tempo ho avuto una famiglia, una casa ed una figlia. Anche questo è stato una specie di onda anomala che entrava a fare parte della mia vita. Con gli aspetti anche positivi oltre che onerosi. Ero molto orgogliosa di questa bambina e gioiosa di questo nucleo famigliare che andava formandosi. Tutto era una sorpresa ed una scoperta. Questa figlia era tranquilla, sana, quindi aiutava molto a restare in equilibrio.

 

- C'è qualcosa che non rifaresti?

Farei diversamente tante scelte. Tipo? Rifiutare un'opportunità che mi era stata offerta di diventare socia di un centro. Allora avevo le bambine e non mi sentivo di sacrificare altro tempo per la professione. Invece se tornassi indietro accetterei. Oggi come oggi gestirei una scuola di formazione per psicoterapeuti. Quello che mi rimprovero è che è stato come se i figli riguardassero solo me. Come se i figli competessero esclusivamente me. Come se nn ci fosse una cointeressenza. 

 

- ti sei mai trovata sul punto di dire: "basta, adesso mollo tutto!!"

Si. Quando? Non ricordo esattamente, ma c'è stato un momento della mia vita matrimoniale in cui ero disposta a separarmi.

Perché non l'hai fatto? Son stata mal consigliata. Mi sentivo ambivalente, anche se la soffrenza era molto alta

 

- Come hai fatto fronte a questo momento, cosa e chi ti ha aiutato?

Le mie figlie. In che modo? Con la loro presenza, con la loro vitalità.

 

- Pensi di essere una buona madre?

Nel concetto di Bettelheim che sostiene che una madre perfetta è quella sufficientemente buona, si. Se la sufficienza vale una buona madre, si. Senza Bettelheim? 

Credo di avere fatto numerosi errori. Con il senno di poi mi comporterei in maniera diversa. Tipo? Mah, mi viene in mente Giorgia che aveva bisogno di essere valorizzata ed io l'ho trascurato. Oppure che Sara aveva bisogno di un tempo tutto suo che io allora non capivo e sottovalutavo. 

 

- Come pensi debba essere una buona mamma?

Credo che un aspetto fondamentale sia essere consapevoli dei propri limiti e pensare ai figli come persone rispetto alle quali condividere la responsabilità tra padre e madre. Io mi sono sentita spesso l'unica responsabile.

 

- Una buona moglie?

Mi viene da dire che non c'è nessuna buona moglie accanto ad un pessimo marito

 

- Ed una brava profssionista?

Competente, ma ancora prima di competente attenta all'etica e ricca di valori umani.

 

- Hai mai pensato di lasciare il tuo lavoro? Mai. A parte un momento in cui volevo sospenderlo per le mie figlie, ma non ho avuto la condivisione di questa scelta da parte di mio marito. 

 

- Dove hai trovato la spinta/forza a fare fronte a tutti gli impegni? Lavoro, casa, marito...

Nella fantasia, nella speranza, nell'amore. Amore per chi o cosa? Per mio marito e per le mie figlie.

 

- Ci sono momenti in cui ti senti afflitta, demotivata, cosa ti aiuta a stare in sella?

Afflitta si, demotivata mai. La curiosità mi aiuta a stare in sella, come quando vedi un film che vuoi sapere come va a finire...

 

- Quali aspetti del tuo carattere sono per te fondamentali nella vita di tutti i giorni?

La creatività, la fantasia ed il gusto per il bello e per le cose buone, intese come valori.

 

- Quali invece sarebbero da scartare?

La compiacenza.

 

- Cosa cambieresti della tua vita?

La percentuale con cui è presente la dimensione lavorativa.

 

-Ti sentiresti di dare un consiglio ad una giovane mamma? 

Ascoltarsi e valorizzare ciò che fa. E poi... che i bambini sono la forza del destino

 

Sara Donati

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