Mi presento

Ciao, sono Papavero3, sesso solitamente femminile, giornalista, talvolta moglie di un marito viaggiatore e MAMMA, TANTO MAMMA. E si perché come tante donne di oggi la divisione tra l’essere mamma e la voglia di crescere i miei figli, giustappunto perché sono la loro madre mi logora alquanto.

La mia amica Giulia mi ha chiesto di tenere un blog sul suo super portale. Inizialmente ho gentilmente declinato l’invito in quanto, come credo anche tu che in questo momento mi stai leggendo, sono letteralmente a -88  delle cose che dovevo fare ieri: praticamente quando sei mamma la lista delle cose urgenti si divide a sua volta in cose urgenti e cose che se non faccio oggi mi raddoppiano la multa. C’è da dire che Le Poste Italiane non sono proprio mammafriendly, e neppure la burocrazia varia. Comunque senza dilungarmi alla fine ho detto di si, ho accettato: questo per me sarà un diario terapeutico, un luogo dove raccontare i miei pensieri, le mie vicissitudini di mamma del 2000, un po’ irrequieta, un po’ storditella dopo 4 anni di notti insonni. Qui non doserò parole, non baderò alla sintassi, all’italiano alle ripetizioni: scriverò un flusso di pensieri, spesso credo contorti. Questo è una chiacchierata tra amiche al telefono. Non so voi ma io da quando sono mamma TOGLIETEMI TUTTO MA NON INTERNET E IL TELEFONINO. Credo che siano strumenti fondamentali al pari delle associazioni a sostegno della prevenzione della depressione post partum.

Non sono abituata a scrivere di cose mie, personali: nella mia quotidianità scrivo di sport. Ho sempre sognato di fare la giornalista, volevo essere l’eroina della verità con la V maiuscola. Prima di diventare mamma lavoravo in una famosa rivista a tiratura nazionale, poi con la nascita della mia prima bimba ho deciso di trovare soluzioni che si conciliassero maggiormente con la mia ispirazione di crescere lei, la mia piccola pupa. Ora appunto sono giornalista freelance e mi occupo aimè principalmente di sport: dico aimè perché l’unico sport che pratico più o meno assiduamente è il sesso. Da piccola hanno provato a farmi fare danza ma ero alquanto imbarazzante. Il mio compromesso è però questo, per cui per ora faccio quello che mi passa il convento. Essere giornalista freelance significa che quando devi fare un articolo (anche se sei a casa e la tua bimba ha la febbre e ti si accozza al collo per 22 ore su 24 e non dormi da due giorni) tu DEVI FARLO, altrimenti chiameranno qualcun altro. E ovviamente se sei già di tuo poco poco ansiosa c’è da divertirsi… In questo spazio invece non c’è ansia, non c’è competizione, non c’è prestazione. Non devo essere veloce, efficiente, non devo convincere nessuno. Sono solo io, una donna, una mamma e un foglio bianco.

Papavero3

p.s. dico solitamente femminile perchè non ho ancora capito se sono io un uomo mancato quando vorrei farmi i cazzi miei come fa mio marito o se è mio marito che è semplicemente egoista prima che uomo. Lo scopriremo mai?

 

foto tratta da hdwallsource.com

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