Mimi Stevenson, mamma sopravvissuta e paladina dell’allattamento

(foto credits: Ivette Ivens)

Mimi Stevenson aveva solo due anni quando la caldaia della casa in cui viveva esplose. L’incendio fu devastante, ma fortunatamente si salvò, cavandosela con estreme bruciature su tutto il corpo.

Ha lottato molto, da quel 1985, ma è riuscita a rimettersi in piedi e a vivere la sua meravigliosa vita che le ha portato anche due bellissimi figli. Ed ora, grazie ad un incredibile scatto, la sua storia sta diventando un esempio virtuoso e coraggioso per tutte le donne che soffrono e combattono contro le insidie della vita e per l’allattamento.

Mimi Stevenson, mamma sopravvissuta e paladina dell’allattamento: lo scatto della fotografa Ivette Ivens che sta facendo il giro del mondo mostra una mamma coraggiosa che lotta per l’allattamento al seno in pubblico

Forse conoscete già Ivette Ivens: le sue fotografie si concentrano sulle donne, sulle madri, sull’allattamento, e il suo portfolio online (così come il suo libro "Breastfeeding Goddesses") è una vetrina favolosa sulla bellezza e sulla naturalezza dell’allattamento al seno. Davanti al suo obiettivo sono passati così tanti tipi di madri da fare capire, ormai, come la normalità non esista, ma, anzi, come l’unicità di ogni essere umano sia un dono prezioso, un gioiello da conservare.

In realtà il suo scatto a Mimi Stevenson arriva solo in un secondo momento. Già, perché la prima a decidere di immortalare la bellezza della vita e dell’allattamento è stata proprio la protagonista di questa storia, Mimi, che ha postato su Facebook, sulla pagina “Black Women Do Breasfeed”, un selfie con suo figlio Josiah.

Lo scatto fa ancora più tenerezza se pensiamo che la donna all’allattamento ci è arrivata dopo un lungo percorso: la sua prima figlia, Paris, nacque quando lei aveva vent’anni, circa quattordici anni fa, e oltre alla paura per i cambiamenti del suo corpo già martoriato (che magari potevano inficiare anche la salute della bambina - cosa che invece non è accaduta!) l’allattamento era difficoltoso, doloroso e quindi irraggiungibile. Paris quindi non fu allattata, ma ora Josiah sì!

Sono rimasta ustionata in un incendio quando avevo solo due anni, nel 1985. Il 4 marzo è nato mio figlio e mi sento così fortunata per il fatto che il mio seno non abbia subito alcun danneggiamento e io possa così nutrire il mio piccolo principe!”: queste le parole di Mimi, che sono arrivate, insieme allo scatto, a Ivette. Che non ha potuto non contattarla.

“Quando ho visto per la prima volta il selfie di Mimi mentre allattava ho pensato: questa donna merita di avere un’opera d’arte che urli FORTE. DEVOTA. GUERRIERA. E l’abbiamo fatto. Ma questa superdonna non ha voluto fermarsi e ha voluto condividere con il mondo la sua storia, con la speranza che giunga a chi davvero ne ha bisogno.

Gli umani tendono a fermarsi dal raggiungere i loro obiettivi a causa delle loro insicurezze, tragedie, malattie... Mimi non ha avuto una vita semplice, eppure brilla si sicurezza, amore per se stessa e coraggio. Sono tutte caratteristiche con le quali nasciamo, ma quando la vita prende il sopravvento alcune di loro sembrano scomparire. Mimi è un grande esempio di come si possa combattere per esse. Una guerriera vera e umile”.

Ivette Ivens, sulla sua pagina Facebook, ha sottolineato il coraggio di questa madre, ma anche la sua generosità: non si è fermata alla semplice fotografia da appendere in casa, infatti, Mimi, ma ha voluto urlare al mondo che le difficoltà possono essere superate. E sappiamo tutte quanto ci sia bisogno di condividere le esperienze, per far sì che chi sta male là fuori non si senta solo.

 

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