Qual'è la posizione che previene il pianto?

Se seguite il mio blog credo che siate consapevoli che il neonato non pianga per fare dispetto alla sua mamma o perchè sia viziato, ma semplicemente perchè esprime un bisogno fisiologico che non viene appagato in quel momento oppure un disagio. Ma quali strumenti concreti abbiamo per limitare il pianto del nostro bambino? Lo svela Licia Negri, autrice di Lasciati Abbracciare, libro edito da Mental Fitness Publishing

"Vi propongo uno studio a cura di K. ed E. Christensson, T. Cabrera, K. Uvnas-Moberg, J. Winberg (1995, Department of Women and Child Health, Karolinska Hospital, Stoccolma). Questi ricercatori dai nomi impronunciabili hanno osservato e analizzato il pianto dei bambini appena nati e hanno cercato di comprendere le cause.

 

 

 

Questi i risultati:

i neonati riconoscono la separazione fisica dalla madre e reagiscono piangendo

▪ il pianto smette quando vengono riavvicinati alla mamma.

▪ Il pianto postnatale osservato potrebbe essere l'equivalente umano del "separation distress call", fenomeno che si osserva fra alcune specie di mammiferi e che ha la funzione di riportare in prossimità dei cuccioli la madre.

Lo studio fa pensare, concludono i ricercatori, che nella specie umana il pianto dei neonati non dipenda da esperienze vissute in precedenza, anzi potrebbe essere una reazione genetica alla separazione. I risultati sono compatibili con la convinzione che la posizione più adatta, dopo la nascita, di un neonato sano (nato a termine della gravidanza) sia a contatto con la madre."

Licia Negri in Lasciati abbracciare, Mental Fitness Publishing

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