Perchè è importante fasciare il neonato

Fateci caso: nelle rappresentazioni classiche, Gesù Bambino appare sempre in fasce. Sì, ci sarà certamente dietro un’iconografia specifica, ma il motivo vero è abbastanza banale e semplice, quanto importante: fasciare i bambini è una pratica che esiste praticamente da sempre, e in effetti i nostri antenati avevano delle buone ragioni per farlo!

Oggi questa pratica sta tornando in voga, e noi ne siamo contente: è benefico, sicuro e tradizionale, e per questo spingiamo sempre le mamme a imparare i pochi passi per comprendere come fasciare un neonato, una modalità che lo aiuta a calmarsi e a sentirsi al sicuro.

Fasciare il neonato: come e perchè è importante fasciare il neonato per la sua sicurezza, il sonno e le colichette

 

Se nei tempi antichi si usava utilizzare la fasciatura per curare o prevenire le malformazioni degli arti inferiori dei neonati, subito dopo si è scoperto che in realtà questa pratica è benefica anche a livello psicologico, e non solo fisico. Il motivo è semplice: così fasciato e ben stretto il bambino si sente protetto e coccolato, al sicuro, ed è una sensazione assolutamente indispensabile per i primi mesi di vita.

Il primo motivo della validità della fasciatura è quindi il senso di contenimento che il bambino prova, che lo porta a sentirsi al sicuro come nell’utero della mamma. Pensateci: anche da adulti essere stretti da qualcuno può fare benissimo, come ad esempio in caso di attacco di panico. La mente sente questa sensazione fisica e immediatamente ci fa sentire protetti.

Il secondo motivo è la conciliazione del sonno che ne segue. Questo senso di protezione porta con sé calma e serenità, e la conseguenza è quindi una maggior probabilità di regalare sonni sereni ai bambini. Questo anche perché la fascia, stringendo al petto le braccia e costringendo le gambe ad una sola posizione (anche se, tranquilli, il bambino non è estremamente fisso o innaturalmente costretto: le fasciature sono sì strette, ma non tanto da risultare pericolose) lascia dormire il bimbo più a lungo (evitando che si svegli per movimenti repentini e involontari degli arti) e ne consegue un riposo più ristoratore.

Spesso, poi, la fascia è un ottimo alleato contro i pianti serali, quelli della stanchezza. Essendo uno strumento che è possibile utilizzare sempre, durante ogni ora del giorno, la sera è perfetto e spesso basta mettere il bimbo in fascia per placare i suoi pianti, farlo sentire più rassicurato e far sì che si rassereni. Perché a volte quando i pianti non cessano (una volta che ci siamo assicurati che non siano causati da fame, pipì o altro) si tratta semplicemente di trovare la giusta dimensione per far sì che il bimbo, sovreccitato magari dagli stimoli esterni, si calmi, tornando in luogo caldo e familiare come l’utero materno.

Anche quando a causare i pianti sono le coliche: da una giusta fasciatura (che non sia troppo soffocante ma nemmeno troppo fredda) i bimbi traggono beneficio dal calore, che placa i dolorini della pancia.

Se, infine, la fasciatura è fatta bene, in modo che non sia né troppo stretta (da non permettere un’adeguata respirazione), né troppo allentata (in modo da slegarsi e permettere al bambino di soffocarsi con essa), è in grado anche di ridurre la Sids, la sindrome della morte in culla in quanto il bambino non ha la possibilità di rotolarsi a pancia in giù. L’importante è mettere il bambino supino e mai prono, in modo che abbia tutto lo spazio per respirare e che il torace non sia compresso. 

 

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