Lutto perinatale e il progetto fotografico "Madri Sospese"

CiaoLapo da sempre sostiene, aiuta e diffonde le terribili situazioni legate alla mostre in utero. Un tabù ancora troppo tenuto in ombra, un problema poco trattato che tuttavia ha conseguenze psicologiche devastanti sulle famiglie.

Spesso parlarne è difficile. Esternare è dura. Ecco perché al posto delle parole stavolta hanno scelto di utilizzare le immagini, per dare un aiuto concreto alle madri che hanno vissuto questo dramma, così stimolate a esternare il dolore, e una dolce diffusione al tema.

Lutto perinatale e il progetto fotografico "Madri Sospese": nelle fotografie di Alessandra Fuccillo i volti delle mamme che hanno subito il lutto in utero per sensibilizzare su questo tema poco conosciuto

L'idea è quella di portare il progetto in giro per l'Italia attraverso mostre ed eventi (così come era stato fatto per il primo lavoro, "Piccoli Principi di Giovanni Presutti"). E già il 27 febbraio si partirà da Mestre, presso la Torre Civica, con un'esposizione visibile fino al 6 marzo (organizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Anadiomene).

Delicati ritratti di madri che hanno subito sulla propria pelle il dolore della perdita del loro bambino mai nato: Alessandra Fuccillo ha raccolto le loro volontarie testimonianze visive, mettendole di fronte all'obiettivo e scattando con dolcezza, senza invadenza, solo con rispetto.

Un lutto che è devastante: come ogni perdita, le famiglie vivono il dolore per la morte di un caro, ma a differenza delle normali situazioni si trovano ad affrontarlo nel silenzio, sentendosi poco comprese, isolate da un mondo e da persone che non hanno provato quella stessa sensazione che loro si potreranno dietro per tutta la vita.

Mettere in fila sulle pareti di una torre, di una galleria, di una sala queste immagini di madri sospese in posa, in studio, nella natura o tra le pareti di casa, significa voler dare la possibilità a tutti di conoscere e dare un'occhiata a queste situazioni, strappando così le famiglie colpite dal silenzio pesantissimo che le avvolge, facendole sentire meno sole, meno incomprese, meno nascoste.

Ma la straordinarietà dell'evento non sta nella pietà; quella non è il soggetto, così come non lo è la compassione. La straordinarietà sta nella bellezza delle immagini, che vogliono in ogni caso trasmettere l'amore che vive in seno a queste madri e a queste famiglie.

L'amore che scaturisce dalle immagini è palpabile, complice l'esperienza della stessa fotografa Alessandra Fuccillo, madre sospesa come le madri sospese che sistema davanti alla sua macchina fotografica. E il titolo, "madri sospese", lo ha preso direttamente dalla sua esperienza: già dal test di gravidanza una donna si sente mamma; non quando il bambino nasce, non quando apre gli occhi. No. Già dal test.

Perdere il bambino prima del parto non significa non essere mamma. Lo si è, ma senza il proprio bimbo tra le braccia. E la sensazione di sospensione è esattamente quella che ha provato lei, madre senza il suo bambino, incompresa dalla gente che pensa ingenuamente che provare a farne un altro sia il modo per non soffrire.

Così, ora, ascolta le altre madri, ne conosce la storia, lascia loro la libertà di esprimere con il loro volto il sentimento che preferiscono, sia esso la rinascita dopo le riflessioni, il vuoto lasciato da quel bambino mai nato, il dolore, la gioia che la famiglia comunque riesce a infondere; insomma, le sensazioni di madri normali eppure in bilico. E il sottotitolo le riassume tutte: "Percorsi di lutto perinatale e recupero del femminile".

Il 27 febbraio alle 15.30, quindi, Ciao Lapo e Alessandra aspetteranno il pubblico che voglia dare uno sguardo a questo profondo progetto presso la Torre Civica di Mestre.

La redazione di mammapretaporter.it

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