I temperamenti dei neonati: come riconoscerli

Ogni neonato è diverso dall'altro così come ognuna di noi è differente e ineguagliabile; spesso sono le nostre aspettative a rendere il nostro per corso di mamme più complesso. Sono cresciutra in una famiglia di sole donne e l'unica neonata con cui mi fossi rapportata prima di avere figli mieieè stata mia nipote. Quindi il mio trascorso di bambina + i racconti dei miei parenti sulla mia infanzia + i miei ricordi di quando ero piccola = idea neonato come una bambina tranquilla e non troppo esigente, molto coccolona. Il mio primo figlio era un piccolo cinghialotto, estremamente vivace, richiedente e con un'energia travolgente. 

Ecco quindi che l'ostetrica Angela Dinoia nel suo libro "Il neonato e i suoi segreti", Mental Fitness Publishing, ci spiega come interpretare i primi mesi dei nostri piccoli, partendo dalla consapevolezza dei vari temperamenti che possono caratterizzarli: "Ogni bambino che nasce è diverso dall'altro e possiede già quelli che saranno i tratti salienti e distintivi della sua personalità. Nei primi mesi di vita del piccolo, la mamma dovrà tenere conto non solo dei fattori esterni che sicuramente lo influenzano, ma pure delle caratteristiche innate che gli appartengono. Chiaramente bisogna considerare che le descrizioni che seguono si riferiscono a un comportamento generale e non vanno consi- derate in alcuni momenti particolari della giornata del neonato, per esempio durante un disturbo come una colica gassosa. Anche il diverso temperamento di ogni mamma influenza a sua volta quello del bambino. Passiamo ora ad elencare le tipologie di bambino che, durante la mia esperienza professionale di ostetrica, ho incontrato più frequentemente:

A. Il bambino bambolotto – È il bambino che tutti i genitori sognano!

– Non rappresenta la media dei bambini, ma ne esistono!

– Ha bisogni facili da interpretare.

– Mangia e dorme con naturalezza.

– Ovunque lo si porti, si adatta bene all'ambiente e al contesto.

– È sempre tranquillo.

– Riesce a stare per diversi momenti della giornata nella sua culla anche da solo tranquillamente.

– Si lascia prendere in braccio da tutti.

– Piange poco.

– È dotato fin da subito di un buon meccanismo di auto-equilibrio.

B. Il bambino sensibile

– È un bimbo i cui bisogni vanno interpretati con attenzione.

- Non si adatta immediatamente alle situazioni nuove.

– Deve maturare con il tempo il suo meccanismo di auto-equilibrio.

– Si arrabbia se lo si porta troppo in giro e se gli stimoli sono numerosi ed eccessivi.

– Ha bisogno spesso dell'intervento dell'adulto per tranquillizzarsi: per esempio prenderlo in braccio.

– Nelle prime settimane è molto irregolare nei ritmi delle poppate.

– Dorme abbastanza.

– Piange molto.

C. Il bambino arrabbiato Per i genitori non è un neonato facile da accudire.

– La sua caratteristica principale è che piange molto e dorme poco.

– Ha un sistema di auto-equilibrio piuttosto carente.

– Il compito del genitore del bambino arrabbiato è quello di utilizzare tutte le modalità di consolazione che conosce per aiutarlo a raggiungere uno stato di maggiore calma.

– Non ama gli ambienti pieni di persone e ricchi di troppi stimoli.

– Desidera stare sempre in braccio.

– In genere poppa a lungo e numerose volte al giorno.

È probabile che ogni mamma riconosca il proprio bambino in una di queste descrizioni oppure potrebbe ritrovarsi anche in più di una delle caratteristiche che sono state descritte. Le descrizioni che ho appena elencato non hanno lo scopo di creare stereotipi, ma semplicemente di facilitare le mamme nell'accudimento dei "bambini più impegnativi".
Soprattutto a loro deve essere chiara una cosa: i primi mesi di vita del neonato rappresentano una delicata fase di passaggio e vanno compresi nei loro aspetti di fatica e di gioia. Potete andare a leggere il capitolo sul pianto e sul meccanismo di auto-equilibrio del neonato nel mio libro "Il neonato e i suoi segreti", Mental Fitness Publishing (lo trovate in tutte le librerie d'Italia): alcune cose si chiariranno."

Giulia Mandrino

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