Cosa ci hanno insegnato le nostre mamme

Venerdì, 11 Agosto 2017 14:07

Ci sono cose che quasi tutte le noste mamme ci dicevano e che in qualche modo ci hanno cambiato la vita. Ce l'hanno cambiata perché dopo averle sentite ci siamo sentite più confidenti in noi stesse, più forti o più serene. E che nel momento in cui siamo diventate a nostra volta ci sono tornate in mente. Ecco, sono quelle frasi che, come loro le hanno dette a noi, noi dovremmo dirle ai nostri figli, per farli crescere adulti consapevoli, sereni, forti e determinati, con la consapevolezza che essere se stessi è sempre una buona idea.

Cosa ci hanno insegnato le nostre mamme: le frasi che ci hanno trasmesso le nostre madri e che dovremmo dire sempre ai nostri figli per far sì che crescano in armonia

1) Sei bellissimo/a.

Magari non ci credevamo, perché ogni scarrafone è bello a mamma sua. Ma alla fine ci faceva piacere. E sentirselo dire anche di prima mattina, o quando siamo un casino, quando abbiamo i capelli disordinati o non ci piacciamo quel nuovo taglio di capelli fa tanto. Fa capire che la bellezza è interna, che la bellezza è innata, che la bellezza sta negli occhi di chi guarda e che belle lo saremo davvero sempre.

2) Perché ti senti così?

A volte invece di sgridarci le nostre mamme ci chiedevano di spiegare, piuttosto, i nostri sentimenti. Se l'hanno fatto anche le vostre saprete che è in quei momenti che trovi la forza di reagire alle cose, di tirarti su, di fronteggiare la realtà e di immedesimarti con gli altri. Dovremmo sempre chiedere questo, ai nostri figli, prima di inveire nervosamente perché ci stanno facendo perdere le staffe con il loro pianto apparentemente inutile.

3) So che farai la scelta giusta.

Indipendentemente da quale questa scelta sarebbe stata. Da piccoli, da grandi. Questa è una frase che colpisce al cuore, perché fa capire che la mamma ha fiducia in noi, e che indipendentemente dalle nostre idee ci vorrà sempre bene.

4) Divertiti! 

Che bello sentire queste parole! Anche da piccoli, quando iniziavamo ad uscire con gli amici il pomeriggio, quando andavamo a dormire da un amichetto, quando insomma i genitori non c'erano. Significava avere l'approvazione del fatto che era giusto staccarsi e vivere la propria vita. Una frase apparentemente innocua che quindi ci portiamo dentro per sempre per avere sempre serenità!

5) Mi raccomando.

Ogni mamma sa che i figli sbaglieranno, che faranno qualcosa di testa loro, che disubbidiranno e non seguiranno le regole. Il "Mi raccomando" racchiude questo: il sapere che farai qualcosa che non approveranno, ma che in ogni caso si è consapevoli che non supererai la linea invisibile del troppo. Insomma: "mi fido, ma fino a un certo punto; tuttavia ti lascio libero: non deludermi!".

6) Sono orgogliosa di te.

Come l'ultima frase di questo elenco, questa fa parte di quelle che non tutti i genitori riescono a dire, perché magari più chiusi. Ma sentirsela dire, per un bambino o un ragazzo, è meraviglioso. Soprattutto dopo i grandi traguardi, quelli istituzionali o quelli meno "importanti" ma fondamentali ai suoi occhi. Approvazione: un concetto difficile, ma che un figlio ha bisogno di sentire da parte di un genitore.

7) Sarai un bravo genitore.

Questa forse ce l'hanno detta quando eravamo più grandicelli, quando passavano i momenti di scontro e di contrasto e iniziavamo a capire che fare il genitore non è così semplice come credevamo quando eravamo piccoli. Una frase semplice, ma che fa tanto, perché entra nella nostra coscienza, e se viene fuori nei momenti giù, allora ha la forza di farci sentire davvero forti. Perché tutti i genitori sbagliano, lo faremo anche noi. Ma ciò non significa mai essere cattivi genitori.

8) Ti voglio bene.

Non tutti esprimono i loro sentimenti a parole. Ma se i vostri genitori erano fatti della pasta di chi invece al contrario dice in faccia ciò che prova saprete anche che fa benissimo sentirselo dire. E probabilmente ora non farete fatica a dire ai vostri figli "ti amo": ricordate quanto faceva bene a voi e continuate così.

Vi avevamo già proposto la nostra ricetta dei samosa indiani di verdure: i samosa sono dei triangolini di pasta sottile ripieni di verdure e fritti. Ci piacciono tantissimo, anche per il loro particolare sapore dato dalle spezie!

Oltre alla ricetta tradizionale, tuttavia, ci piace sperimentare nuove combinazioni. Come questa, dei samosa a base di yogurt naturale!

Samosa allo yogurt: la ricetta tradizionale indiana rivisitata e sempre buonissima

 

8 lavoretti in spiaggia

Venerdì, 11 Agosto 2017 08:29

Anche voi siete al mare o avete in programma di partire a breve? Bene. La creatività non va in vacanza, e i nostri bambini non dovrebbero farne a meno! Lasciate che giochino con la sabbia, che creino castelli inimmaginabili, che giochino ai travasi e che inventino le attività più disparate sul bagnasciuga.

E se non hanno idee? Ve ne proponiamo alcune!

8 lavoretti in spiaggia: come trasformare i materiali naturali in ingredienti per stimolare la creatività, anche al mare

1) Partiamo da un’attività non esattamente creativa, ma che ai bambini piace molto, li stimola e li appassiona: il seashell sorting, ovvero la classificazione delle conchiglie. Siamo certi che ne porterete a casa un sacco, dalla spiaggia. La sera, quindi, proponete ai bimbi di dividerle per colore, per forma o per dimensione, aiutandoli anche con delle muffin tin o delle carte colorate.

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(Living Montessori Now)

2) Sempre con le conchiglie portate a casa dalla spiaggia possiamo creare dei quadretti-fossili bellissimi. In alcune tortiere in alluminio versiamo del gesso mescolato con acqua (in proporzione sempre 2 a 1), quindi, non appena il composto inizia ad indurirsi, appoggiamo, premendole un po’, le conchiglie sulla superficie. Lasciamo asciugare del tutto per almeno un giorno, quindi estraiamo dai contenitori.

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(Alpha Mom)

3) I castelli di sabbia possono essere realizzati anche in modi più creativi: perché non lasciarglieli disegnare con i sassolini trovati sul bagnasciuga?

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(Artful parent)

4) Sul bagnasciuga, poi, non troviamo solo sassi o conchiglie. Bellissimi sono anche i pezzi di vetro levigati dall’acqua, opachi, lisci e per niente taglienti. Raccogliamone un po’ e utilizziamoli per i nostri lavoretti creativi!

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(Crafting Timeout)

5) Altro materiale naturale che troviamo al mare sono i pezzetti di legno portati in spiaggia dalle onde. Sono perfetti da interpretare e da trasformare in pesci! Basta un pennarello ad inchiostro liquido con punta larga!

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(Creative in Chicago)

6) Con la sabbia possiamo preparare della terracotta marina fatta in casa: mescoliamo una tazza e mezza di sabbia con una tazza e mezza di amido di mais, due tazze di bicarbonato di sodio e una tazza e mezza di acqua. Versiamo il composto in una vecchia pentola e accendiamo il fuoco (medio) continuando a mescolare finché non prenderà la consistenza del purè. Togliamo dal fuoco e versiamo su una teglia coperta da carta forno per fare raffreddare. Riprendiamolo, facciamone una palla e utilizziamolo come se fosse della normale pasta modellabile! Creiamo quindi dei fossili premendo le mani, i piedi o i giocattoli, quindi trasferiamoli in forno sempre su carta forno e cuociamo a 100 gradi per due ore.

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(Paging fun moms)

7) Non buttate i vasetti dello yogurt: in spiaggia possono trasformarsi in perfette base per ricreare ambienti in miniatura!

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(Budget Savvy Diva)

8) Infine, old but gold, un classico intramontabile: le conchiglie colorate. Utilizziamo gli acquerelli liquidi e lasciamo che i bambini si sbizzarriscano. Un’attività divertente e creativa, ma anche un modo per portare il mare in casa: le conchiglie staranno infatti benissimo a centrotavola!

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(Fun a Day)

 

Li avrete visti a cestino o a mezzaluna nei ristoranti orientali, e ne avrete apprezzato tanto il sapore quanto il fatto che sono cotti al vapore, tecnica che permette di mantenerli più leggeri. Parliamo dei ravioli cinesi, detti anche jiaozi: farli in casa è più semplice di quanto crediate! Ecco quindi la nostra ricetta.

I Jiaozi, ravioli cinesi di verdure al vapore: la ricetta dei fagottini ripieni e cotti al vapore alla maniera orientale

 

Il segreto delle cose

Giovedì, 10 Agosto 2017 12:50

I disegni di Gaia Stella si intrecciano con le poetiche filastrocche di María José Ferrada. Si incontrano, si cercano, si scontrano e si completano, e nasce così uno dei libri più belli che i nostri bimbi dovrebbero avere sui loro comodini.

Il segreto delle cose: il libro scritto da María José Ferrada e illustrato da Gaia Stella che parla ai bambini di quanto il mondo sia poetico e fantasioso

"Il segreto delle cose" è un libro edito dalla piccola casa editrice (che è un gioiello!) Topipittori. Basta leggere la quarta di copertina per capire che è una minuscola meraviglia per occhi infantili (o per occhi grandi che non vogliono crescere): parla degli oggetti che affollano le nostre case. Li descrive. Ma non nella maniera a cui siamo abituati: ombrelli che sono fiori, lampade che sono piccoli soli adibiti a illuminare l'interno, quadri "che sono i francobolli delle case viaggiatrici". E poi ci sono la casa dello zucchero, le piscine molto piccole (le tazzine del tè, ça va sans dire), i semini del fuoco, da sfregare per accenderne uno grande...

Tutto è poetico, tutto è fantasioso, tutto è alla portata dei bambini, che se a volte possono sentirsi sopraffatti dalle cose e dalla vita degli adulti, possono essere tranquillizzati da questa magnifica storia: perché è proprio per loro, abitanti piccoli di case grandi, questo libro che farà loro capire che tutto ha un'anima, che tutto è divertente e che tutto può traformarsi in ciò che vogliamo che sia.

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Sapete qual è il bello? Ad una seconda lettura vi accorgerete che la poetessa cilena non utilizza metafore. I fiammiferi non sono come semini per accendere il fuoco, e i quadri non sono come francobolli per case che viaggiano. I fiammiferi sono semini, i quadri sono francobolli, le lampade piccoli soli e così per tutti i ventiquattro oggetti trasformati dalle ventiquattro poesia e altrettante illustrazioni (disegni semplici, geometrici, intuitivi e davvero deliziosi) in piccole magie. Lo "sono", non sono "come".

E così tutto, oltre che emozionante ed avventuroso (perché le nostre case a quanto pare hanno una vita tutta loro, nascosta ai nostri occhi!), diventa ancora più accogliente, intimo e confortante.

8 idee di roll vietnamiti

Giovedì, 10 Agosto 2017 08:22

Esistono degli involtini primavera più leggeri perché non fritti. Stiamo parlando dei roll vietnamiti, che a differenza della versione cinese non vengono fritti e mantengono così tutta la loro salute!

Ecco quindi otto idee per proporre in tavola i summer roll vietnamiti, perfetti tutto l’anno (anche in estate!) perché leggeri, saporiti e pieni di benessere.

8 idee di roll vietnamiti: da quello tradizionale a quello di frutta, le ricette più deliziose per spring roll vietnamiti leggeri e saporiti

1) Partiamo dalla ricetta base, quella tradizionale dei summer roll vietnamiti. Prendiamo 8 fogli di farina di riso, un po’ di germogli di soia, spaghetti di riso, 1 carota, 8 gamberi, un cipollotto e qualche foglia di lattuga (più qualche spezia: coriandolo, menta, curry...). Peliamo e tagliamo la carota a fiammifero, quindi tagliamo a rondelle il cipollotto. Cuociamo quindi per pochi minuti in acqua bollente i gamberi pelati, tagliamoli a metà per il lungo e lasciamoli da parte. Nella stessa acqua (una volta spenta) lasciamo ammorbidire per cinque minuti gli spaghetti di riso. Bagniamo poi i fogli di riso in acqua tiepida finché morbidi e componiamo i roll: al centro stendiamo i gamberi, le verdure e gli spaghetti e spolveriamo con le spezie, quindi chiudiamoli a involtino e rinforziamo avvolgendo intorno un altro foglio di riso.

Serviamo con un po’ di salsa di soia!

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(White on rice couple)

2) Versione molto simile è quella che vede un’aggiunta di semi di sesamo sui fogli di riso: aggiungerà un sapore ancora più particolare ai nostri rolls.

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(Le petitoeuf)

3) Alla stessa ricetta possiamo aggiungere un super alimento come l’avocado: come le altre verdure non ha bisogno di cottura; basterà appoggiarlo sui fogli di riso insieme agli altri ingredienti, dopo averlo tagliato a fettine.

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(My invisible Crown)

4) Perfetti sia per merenda che come contorno a cena sono i roll vietnamiti di frutta. Dopo aver sbollentato i fogli di riso e gli spaghetti di riso, tagliamo a fette la nostra frutta preferita e creiamo i nostri involtini colorati!

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(Well and Good)

5) La frutta può essere però abbinata anche alla verdura: buonissimo è l’abbinamento fragole e spinaci. Le fragole sono tagliate a fette mentre gli spinaci sono lasciati a crudo, in modo da mantenerne tutte le proprietà.

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(Sweet peas and saffron)

6) Super veg sono i roll vietnamiti al tofu: basterà prendere un panetto di tofu, strizzarlo bene, tagliarlo a fette sottili e farlo saltare in padella qualche minuto, fino a che non dorerà. Dopodiché potremo aggiungerlo alla nostra solita ricetta dei rolls.

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(Delish knowledge)

7) La stessa ricetta non-veg prevede invece il petto di pollo, tagliato a pezzetti molto piccoli e saltato in padella con un filo di salsa di soia.

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(I wash you dry)

8) Infine, non una ricetta per spring roll, ma quella per la salsa a base di burro di arachidi per accompagnare gli involtini. Basterà mescolare cinque cucchiai di burro di arachidi con tre di salsa di soia, un paio di Sriracha (salsa chili), uno di salsa hoisin (salsa orientale speziata), uno di acqua calda e il succo di un lime.

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(RecipeTin Eats)

 

I figli crescono così in fretta che non ce ne accorgiamo. E facciamo fatica a ricordarci quali sono le cose importanti, su cosa dobbiamo concentrarci. Perché gli anni scorrono troppo velocemente, e quelle manine diventeranno mani forti, quelle voci squillanti si induriranno, quelle risate divertenti si diraderanno.

Facciamo un passo indietro. Rallentiamo. E ascoltiamo questa canzone.

“Slow down”, la canzone di Nichole Nordeman dedicata ai figli: una canzone delicata e poetica per ricordarci dell’importanza di fare tesoro del tempo passato con i nostri figli

“Questa è per te, per te che eri rosa o blu, e che eri tutto ciò che volevo.

Questa è per te, che non dormi mai da mezzanotte al mattino e che hai dovuto gattonare prima di camminare, prima di correre, ma che prima che me ne accorgessi stavi tentando di liberare le tue dita dalla mia mano, perché potevi farlo da solo, in qualche modo.

Rallenta. Non vuoi stare qui ancora per un minuto?

So che vuoi camminare fuori dalla porta, ma tutto è così veloce. Lasciamolo durare ancora un attimo. Ho puntato il dito al cielo, e tu ora vuoi volare.

Sono la tua fan numero uno, spero che tu lo sappia.

Ma non credi che in qualche modo potresti rallentare?

Questa è per te, per ogni dente caduto, per ogni storia della buonanotte. È per la macchina della Barbie, per le spade laser, per il dormire fino a tardi di domenica.

Hai dovuto gattonare prima di camminare, prima di correre, e prima che me ne accorgessi mi stavi insegnando l’unica cosa che l’amore sa fare.

Tienimi le mani quando hai paura, io ci sono.

Rallenta. Non vuoi stare qui ancora per un minuto?

So che vuoi camminare fuori dalla porta, ma tutto è così veloce. Lasciamolo durare ancora un attimo. Ho puntato il dito al cielo, e tu ora vuoi volare.

Sono la tua fan numero uno, spero che tu lo sappia.

Ma non credi che in qualche modo potresti rallentare?

Per favore, non alzare gli occhi al cielo, so di essere imbarazzante. Ma un giorno capirai. Terrai anche tu una manina tra le tue. Domandagli se possono.

Sono la tua fan numero uno, spero che tu lo sappia.

Ma non credi che in qualche modo potresti rallentare?”

Un testo commovente, delicato, che strazia un po’ il cuore, è vero. Ma è tutta verità, e allora se loro non possono rallentare, almeno facciamolo noi. Concentriamoci su di loro, rendiamo preziosi i momenti insieme. Rallentiamo noi, per un attimo, lasciando che loro prendano comunque la loro strada.

 

Gigina e Gigetta, un libro sulla fraternità

Martedì, 08 Agosto 2017 14:39

Di una bambina che taglia i capelli alla sorellina; di quando le due sorelle portarono a casa un vigile urbano come un animale domestico; di una gita culturale in compagnia di un pesce rosso nella sua boccia; di una visita al museo naturale per rimediare un osso al cagnolino...

"Gigina e Gigetta" è un libro di Gek Tessaro, autore e illustratore, scritto per Carthusia Edizioni. E non servono molte parole: basta dire che è geniale.

 

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Parla di due sorelle, Gigina e Gigetta (appunto), il cui nome ricalca quello della nota filastrocca da bambini ma che pone le basi per impararne una completamente nuova! Il libro è infatti completamente in rima, ed è bellissimo leggerlo insieme ai bambini ripetutamente finché non si imparano a memoria tutte le avventure delle sorelline. Il testo è semplice eppure stimolante (ci sono frasi da capire pian piano, con varie letture) e la storia divertentissima.

È diviso in capitoli, ed è anche questo il bello: ci sono quattro diverse avventure, che possono essere lette una per sera in modo da non annoiare i bambini nemmeno dopo varie letture, e ogni storia è divertentissima e in qualche modo educativa. In primo luogo perché parla della fraternità, un tema che spesso i bambini si trovano ad affronatre con l'arrivo di un fratellino o di una sorellina. Gigina e Gigetta fanno capire che avere un fratello è quanto di più bello possa esserci, perché in questo modo le avventure si moltiplicano. E non importa la differenza di età!

Così insieme ai bambini possiamo leggere di quando Gigina vuole contare tutti i capelli di Gigetta, e non riuscendoci glieli taglia tutti; di quando escono e rimangono affascinate dal vigile urbano, che si portano a casa e che la mamma raccomanda di lasciare libero ("COSA STATE FACENDO? È QUASI ORA DI CENA. QUELLO RIPORTATELO DOVE L’AVETE TROVATO E LAVATEVI LE MANI SE L’AVETE TOCCATO"); di quando si divertono a uscire per gite culturali, scoprendo la città; e di quanto sia bello andar per musei.

Il punto di vista è sempre quello di Gigina e Gigetta, che scoprono il mondo "adulto" e che riescono a farlo sempre loro, esplorandolo e toccandolo con mano, con paura e curiosità che si trasformano sempre in piacere di giocare e scoprire cose nuove! E non dimentichiamo le illustrazioni di Gek Tessaro: semplici e buffe quel tanto che basta per appassionare tutti i bambini!

Essere donna, non solo mamma

Martedì, 08 Agosto 2017 13:52

La maternità ti cambia, è vero. È vero ed è giusto. Avere un bambino modifica tutta la tua vita, te la riempie, te la completa, e tu cambi insieme a lui. Ma troppo spesso si rischia anche di soccombere sotto a questo aspetto, dimenticando che siamo anche donne, con una personalità, una vita, un carattere e una nostra unicità.

Cambiare è giusto, soprattutto diventando mamma. Ma lasciare totalmente da parte la nostra identità è sbagliato. Purtroppo troppe mamme temono il giudizio, o loro stesse credono che nel momento in cui la maternità fa capolino nella loro vita debbano per forza dimenticarsi di se stesse. Smettono di andare a camminare con le amiche, in palestra; di uscire; di andare a cena con il proprio marito o compagno; di comprarsi vestiti per sé solo perché piacciono, e non perché ce n’è bisogno; di divertirsi, anche.

Ma proviamo a riprenderci un attimo, conciliando in maniera sana le nostre due identità!

Essere donna, non solo mamma: come far sì che il nostro essere mamma non ci faccia dimenticare la nostra identità

Il primo passo per non dimenticare mai la propria identità e per essere se stesse è quindi continuare a prendersi cura di sé. Sembra scontato, ma troppe mamme si nascondono dietro alla scusa del “non ho tempo”. Basta poco, a volte anche dieci minuti. Ma questi dieci minuti vanno sempre presi, è bene non rinunciarvi! Per il nostro benessere ma anche per quello della nostra famiglia: stare bene con noi stesse significa riflettere serenità e positività anche su chi ci sta attorno.

Essere mamma, poi, non significa dover per forza rinunciare a diventare ciò che vogliamo. I bambini arrivano quando arrivano, e non sempre (anzi, quasi mai!) quando siamo all’apice della carriera o quando abbiamo raggiunto i nostri obiettivi, che siano essi economici, lavorativi o sociali. Questo però non deve essere un problema, e non deve essere nemmeno il freno definitivo alla nostra spinta, il masso che troviamo sulla nostra strada e che ci costringe a fermarci: teniamo sempre a mente il nostro obiettivo. Nessuno dice di continuare a perseguirlo come se i figli non ci fossero: è sufficiente tenerlo a mente e fare piccoli passi che nel lungo termine ci porteranno comunque a raggiungerlo, anche se con lentezza! Questo obiettivo poi sarà ancora più goduto: i figli devono completare la vita, ma senza occuparla in ogni spazio, e quando avremo completato il nostro percorso saremo ancora più soddisfatte di tutto ciò che abbiamo!

Un’altra buona abitudine è quella di continuare ad uscire. Ma non solo con gli amici con bambini. Anche da sole, o in coppia, ma senza bimbi! Le uscite in famiglia sono stupende, ma a volte c’è bisogno di staccare, divertendosi in maniera spensierata.

Non lasciamo poi da parte le nostre passioni o i nostri hobby pre-maternità. C’è chi amava andare in palestra, chi leggere, chi andare ai concerti, chi sciare, chi fare uno sport estremo, chi fare shopping... Potremmo elencare all’infinito. L’importante è che questo amore non si trasformi in un verbo all’imperfetto, appunto: “amava”. No. Una mamma “ama” fare qualcosa, ed è giustissimo che continui a farlo!

Continuare ad ascoltarsi è un altro consiglio: a volte le voci e i bisogni dei nostri figli giustamente sovrastano i nostri. Ma perché zittire noi stesse? Basta prendersi qualche minuto per ascoltare le proprie emozioni, oppure tenere un diario. Insomma, è necessario non dimenticarci di chi siamo a prescindere dai bambini. Anche loro ameranno una mamma che è una donna, prima che una madre, con una personalità e degli interessi! E riflettendo il nostro esempio seguiranno anche loro la loro indole e i loro sogni.

Infine, non smettiamo di leggere, di leggere i giornali, di stare sul pezzo, di seguire l’attualità. Insomma: continuiamo ad imparare. Il mondo cambia, noi cambiamo, ed è giusto mantenere anche la mente attiva, non solo contando i grammi di farina che vanno nella pappa della sera.

 

La ricetta che vi proponiamo oggi è davvero interessante, perché ci permette di realizzare del gelato in casa variando sempre gli ingredienti (e quindi il gusto) ma mantenendo sempre la caratteristica di essere senza lattosio, e quindi più leggero, digeribile e sano.

Gelato fatto in casa senza lattosio: la ricetta veg per fare in casa il gelato senza lattosio e senza gelatiera

 

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