Forse ci sbagliamo, magari è una nostra impressione, ma l’autunno a noi sembra proprio la stagione più Hygge di tutte, insieme all’inverno: certo che anche l’estate e la primavera possono essere coccolose, ma l’autunno è davvero, davvero hygge, con i suoi colori, le prime zuppe calde, il freddo di fuori e la luce calda in casa.

Non sapete cosa significa Hygge? Per dirla in breve, è una parola danese che letteralmente significa “pensare o sentirsi soddisfatti e che presuppone uno stile di vita accogliente, confortevole e coccoloso, empatico e non egoistico. Ma se vi interessa questo curioso e affascinante argomento, qui trovate il nostro articolo dedicato proprio al concetto di Hygge.

Ma vediamo insieme quali sono gli elementi che rendono ancora più Hygge il nostro autunno. Insomma: come possiamo rendere ancora più accogliente, coccoloso, inclusivo e soddisfacente il nostro autunno in famiglia?

L’Hygge in autunno, ovvero come abbracciare la cultura danese in questa stagione coccolosa: i nostri consigli pratici per rendere la nostra casa una vera isola felice della filosofia Hygge

Partiamo da uno degli elementi fondamentali: le bevande calde! Sembra banale, ma bere una bevanda calda tutti insieme sul divano è uno dei consigli più spassionati che potremmo darvi, poiché le bevande calde scaldano le mani, il corpo e il cuore e diventano pretesto per passare dei momenti di qualità insieme.

A noi piace preparare la star delle bevande calde autunnali, e cioè il Pumpkin Spice Latte (ma nella nostra versione più sana!). Altre bevande super coccolose sono poi il Chai Smoothie alla zucca e datteri, la tisana rilassante alla lavanda, il tè rosso alla rosa e cannella, l’estratto di mele caldo speziato e la tisana per favorire il sonno.

Anche l’arredamento, poi, può contribuire a rendere il nostro autunno sempre più Hygge. La regola più indicata è il “portare dentro la natura”, ma non tanto con le piante verdi come faremmo in altre occasioni. L’autunno si caratterizza per i colori caldi delle foglie secche che cadono dagli alberi e per i rami che iniziano a spogliarsi: possiamo quindi creare un tavolo della natura ispirato da questi colori, oppure arredare con dei vecchi tronchi di recupero.

Per decorare possiamo poi portare in casa queste foglie cadute e creare dei quadretti con il zentangle oppure giocare in mille maniere differenti.

Oltre a portare la natura autunnale in casa, un’attività molto Hygge è il passare il tempo in famiglia all’aria aperta immergendoci nei veri colori caldi dell’autunno: usciamo a giocare in giardino o andiamo a fare delle belle passeggiate rinvigorenti nel bosco, cercando dei giochi che è possibile fare all’aperto durante le stagioni fredde.

Infine, facciamo una lista delle cose più belle da fare in autunno, stampiamola e appendiamola al frigo: ci ricorderà quali sono le meravigliose attività autunnali e ci spronerà a viverci fino in fondo con spirito Hygge insieme alla nostra famiglia questa favolosa stagione dai colori caldi che riempiono il cuore. Questa, ad esempio, è la nostra!

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Se vi piace il modo di vivere Hygge, qui trovate i nostri articoli dedicati:

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Il "reframing" danese

 

 

Quando l’ossitocina favorisce la fedeltà

Giovedì, 16 Novembre 2017 14:10

Ovvero: come si comportano gli uomini sposati o in una relazione stabile quando vengono approcciati o vedono una donna secondo loro attraente? A quanto pare un gioco fondamentale lo gioca l’ossitocina, un ormone che sembra tenerli distanti da esse e che quindi è un alleato potente della fedeltà!

Quando l’ossitocina favorisce la fedeltà: come questo ormone aiuta gli uomini a tenere le distanze dalle donne attraenti quando sono in una relazione stabile, secondo la scienza

“Gli uomini in relazioni stabili scelgono di tenere una distanza maggiore tra loro e una donna sconosciuta che trovano attraente grazie all’ormone ossitocina, secondo la nuova ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience”. I risultati suggeriscono che l’ossitocina possa aiutare ad aumentare la fedeltà nelle relazioni monogame”: lo si legge su Society of Neuroscience, e anche se non è un articolo troppo recente la ricerca è ancora valida e decisamente interessante.

L’ossitocina è un ormone che conosciamo soprattutto in relazione alla gravidanza. Nelle donne, infatti, è responsabile delle contrazioni durante il parto e facilita il travaglio; non solo: durante l’allattamento stimola le cellule dei dotti lattiferi e la secrezione del latte. Importante anche il suo ruolo nella maternità: vari studi hanno infatti dimostrato come sia proprio l’ossitocina a stimolare il senso materno nei mammiferi.

È anche importantissimo, però, per tutta la sessualità, poiché è grazie ad esso se viene liberata dopamina durante l’orgasmo (che ne regola l’intensità).

Anche il maschio, tuttavia, è influenzato dai livelli di ossitocina nel suo organismo. Bassi livelli di questo ormone provocano aggressività, indifferenza al distacco e assenza di attaccamento sociale. Un buon livello di ossitocina, invece, è responsabile di una buona vita sessuale (regola il piacere ma influenza anche il volume del liquido seminale e la motilità degli spermatozoi), e allo stesso tempo aiuta a stabilire relazioni sentimentali più stabili e durature e un buon livello di istinto parentale (proprio come accade nelle donne).

Anche per questo l’ossitocina è detta “ormone del legame”: si trasmette dalla mamma al figlio durante il parto, ma soprattutto viene rilasciata maggiormente quando compiamo atti di generosità, quando facciamo o riceviamo complimenti, quando ci tocchiamo vicendevolmente (attraverso carezze o massaggi), quando proviamo gratitudine… Insomma, quando abbiamo un buon rapporto con chi ci sta di fronte, occasionale o duraturo.

Essendo un ormone che accresce quando ci abbracciamo, ci tocchiamo e ci coccoliamo, è strettamente legato alla nostra relazione. E il dottor Rene Hurlemann dell’Università di Bonn e il suo team con la loro ricerca hanno provato come abbia un legame diretto anche con la fedeltà e la monogamia.

Semplicemente, gli scienziati hanno fatto inalare per via nasale ad un gruppo di uomini impegnati e ad un gruppo di uomini single questo ormone. Dopo 45 minuti, tutti gli uomini venivano approcciati da una bellissima donna. Gli studiosi hanno quindi chiesto loro quale pensassero fosse la distanza ideale tra loro e quella donna, indicando quando l’avvicinamento diventava troppo disagevole per loro.

Gli uomini single lasciavano avvicinare molto di più la donna, quasi arrivando a toccarla, mentre gli uomini impegnati in una relazione stavano a più debita distanza. Questo perché, secondo i ricercatori, essendo l’ossitocina un ormone “del legame” connesso direttamente con il tocco, il legame tra gli uomini impegnati e le loro partner viene proprio rafforzato dall’ormone, come in un circolo virtuoso, aumentando in loro il sentimento di fiducia familiare.

La conclusione è quindi chiara: l’ossitocina aumenta notevolmente la fedeltà nell’uomo (e nella donna), e un buon livello di questo ormone in corpo aiuta certamente la buona riuscita di una relazione. Ecco perché dovremmo sempre lasciarci andare al tocco, abbracciare, fare i complimenti, essere generosi, coccolarci e baciarci, tutti comportamenti che aumentano decisamente i livelli di ossitocina nel sangue.

 

8 snack in a jar per adulti e bambini

Giovedì, 16 Novembre 2017 10:05

Vanno di moda, ma non è solo questione di essere cool. I pasti in barattolo sono davvero comodi, soprattutto per chi lavora lontano da casa o si trova a fare merenda in ufficio, al parco o a scuola.

La merenda, soprattutto, con i barattoli diventa ancora più sana e interessante, perché al posto delle merendine confezionate possiamo preparare in casa degli spuntini decisamente più sani e altrettanto comodi da trasportare!

8 snack in a jar per adulti e bambini: le ricette in barattolo per merende sane, gustose e super comode

Per ognuno di questi snack, ci serviranno semplicemente dei barattoli e dei vecchi, piccoli contenitori dei fruttini.

Per intenderci: basterà poi infilare il piccolo contenitore nel barattolo e chiudere con il coperchio. L’unica regola, quindi, è che il contenitore si infili perfettamente nel barattolo.

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(Healty Grocery Girl)

1) Partiamo conil classico pinzimonio, che rappresenta lo snack più salutare. Per renderlo più gustoso noi al posto dell’olio con il sale utilizziamo come salsa l’hummus.

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(Refinery29)

2) Per una merenda dolce, perfetta è la cheesecake in barattolo, da preparare direttamente lì dentro, da conservare in frigo e da portare in borsa quando usciamo di casa.

3) Nachos e guacamole: un connubio insuperabile. Prepariamo la nostra guacamole (seguendo la nostra ricetta) e infiliamola nel contenitore, e adagiamo i nachos all’interno del barattolo. Il contenitore si appoggerà quindi sui nachos, e il barattolo potrà essere chiuso.

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(Google)

4) Nel barattolo versiamo dello yogurt di soia o di cocco, mentre il contenitore riempiamolo con della frutta fresca (o dei cereali, in base a come più amiamo il nostro yogurt).

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(Mason Jar Crafts Love)

5) Buonissima anche l’accoppiata sedano (tagliato a tronchetti) e burro di mandorle: quest’ultimo possiamo tranquillamente farlo in casa (qui la nostra ricetta), se non lo troviamo nei supermercati bio.

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(Deliciously Living)

6) Una cosa semplice, senza salse: la frutta secca mischiata nel barattolo. Non solo noci, nocciole e mandorle, ma anche mela disidratata, zenzero e kiwi essiccati: un mix perfetto di gusti aciduli, dolci e amari.

7) Chips, chips, chips: infiliamo nel barattolo un po’ di chips diverse (quelle di topinambur, di mela, di cavolo riccio, di cavolo viola...), e completiamo con un po' di salsa di humus nel contenitore.

8) Infine, la vecchia, buona frutta: scegliamola di stagione e tagliamola o infiliamola secondo la procedura più comoda (l’uva ad acini, i mandarini a spicchi, la banana a fette, le fragole intere…) e chiudiamo il barattolo. Se vogliamo, possiamo condirla come macedonia (con del succo di limone e un cucchiaino di zucchero di canna integrale).

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(Pinterest)

 

Dopo aver parlato del fatto ormai assodato che la musica in tutte le sue forme fa benissimo ai bambini per uno sviluppo neurologico armonico, possiamo introdurre un altro argomento, e cioè l’insegnamento di una lingua attraverso la musica.

Sì, anche attraverso le canzoncine passa l’insegnamento di una lingua: nella loro semplicità e nel loro essere “infantili”, le filastrocche e canzoncine in inglese sono un metodo validissimo per insegnare questa lingua ai bambini.

Le canzoncine in inglese per bambini per imparare la lingua: quali filastrocche e canzoni per bambini sono utili per insegnare l’inglese ai nostri bimbi

Rock, pop, classica, swing. La musica fa bene ai bambini. Ma “musica” non è solo quella intesa come “alta”. Lo sono anche le canzoncine per bambini, semplici e “banali” alle orecchie di qualcuno, ma che in realtà portano in loro moltissimi benefici.

Il ritmo e i suoni delle canzoncine in inglese per bambini, infatti, stimolano moltissimo le orecchie dei bambini e i loro cervelli, che si attivano in maniera esponenziale. Attraverso questi elementi i bambini possono vedere la loro memoria stimolata, così come i neuroni atti ad imparare cose nuove.

Di canzoncine in inglese per bambini ce ne sono moltissime, e le possiamo trovare anche online (noi utilizziamo il servizio di streaming musicale offerto da Amazon, Amazon Music Unlimited, i cui primi due mesi di abbonamento sono gratis! C’è davvero moltissima musica di tutti i tipi, quindi lo sfruttiamo sia per ascoltare la musica tutto il giorno sia per proporre ai bambini le canzoni che piacciono a loro e che risultano educative).

Per iniziare, se i bambini non conoscono l’inglese possiamo cominciare scegliendo delle canzoni che già conoscono in italiano. Ad esempio? “Nella vecchia fattoria”, che in inglese diventa “Old MacDonald had a farm”; oppure “Happy Birthday”, la versione inglese (semplicissima) di “Tanti auguri a te”; c’è anche la versione anglofona di “Se sei felice tu lo sai batti le mani”: basterà cercare “If you’re happy”.

Ci sono poi le canzoncine che conosciamo principalmente in inglese, come “Jingle Bells”, che possiamo tradurre insieme per capire cosa dicano realmente. Idem “We wish you a merry Christmas”. Sembrano banali, ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare!

Dopo aver preso confidenza con le canzoni che già conoscevamo, possiamo passare a quelle originali in inglese. Ce ne sono dedicate ai numeri (ai numeri normali o a quelli ordinali come primo, secondo, terzo ecc…), alle lettere dell’alfabeto, alle parti del corpo

E poi ci sono quelle un pochino più complesse, che raccontano piccole storielle, come ad esempio “My name is John Johnson” (che si ripete continuamente, permettendo di impararla facilmente a memoria, e che parla di un signore che lavora in un pub londinese vicino alla stazione), oppure “I’m a little teapot”, una filastrocca in musica che descrive una piccola teiera in tutti i suoi componenti.

E se volessimo provare, una volta presa ancor più confidenza con l’inglese, con canzoni pop semplici ma iconiche? I Beatles sono perfetti, perché hanno testi semplici e in inglese “british”, più lineare dell’americano. “Yellow submarine” è divertentissima per i bambini e molto comprensibile; altrimenti proviamo direttamente con le prime canzoni, come “Love me do” (ripetitiva e quindi efficace), per passare a “A hard day’s night” e a “Yesterday”, “Here comes the sun” e “Let it be”.

 

BookCity Milano è anche per bambini!

Mercoledì, 15 Novembre 2017 09:07

Le occasioni per appassionare i bimbi alla lettura (anche i meno propensi!) non mancano mai, basta cercarle. E una è in programma proprio in questi giorni: dal 16 al 19 novembre arriva a Milano BookCity, la fiera meneghina del libro, e se già non fosse bellissima di per sé, sappiate che non mancano nemmeno gli appuntamenti per i bambini, come quelli proposti dalla casa editrice Il Castoro.

Un’occasione davvero unica per coinvolgere i bambini nella passione per la lettura: perché come sempre proporre attività concrete è il modo migliore per educare i bambini, che a contatto con gli autori dei libri e con attività specifiche per loro potranno scoprire tanti risvolti divertenti e speciali che non pensavano potessero esistere.

BookCity Milano è anche per bambini: gli appuntamenti per i più piccoli alla fiera del libro di Milano

Bookcity Milano è la quattro-giorni dedicata alla lettura in tutte le sue forme: in città, quindi, dal 16 al 19 novembre verranno promossi incontri in vari luoghi, con presentazioni, letture, dialoghi, mostre e spettacoli per tutti gli appassionati della parola scritta.

Tra gli eventi che vogliamo segnalarvi c’è sicuramente l’incontro “Un mondo senza confini è possibile?”: organizzato dalla casa editrice Il Castoro in occasione della presentazione del libro “La valigia di Adou” dell’autrice Zita Dazzi, la conferenza si terrà domenica 19 novembre alle 17 presso la Casa dell’ArtEducazione in via Pontano 43 e sarà ad ingresso libero: sono invitati tutti i ragazzi e gli adulti interessati.

Oltre all’autrice Zita Dazzi saranno presenti Pierfrancesco Majorino, l’assessore alle politiche sociali, salute e diritti del comune di Milano; Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità; Simone Samuele Rizza, responsabile di Amnesty International Lombardia; e la presentatrice Daniela Bastianoni di Radio Popolare.

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“La valigia di Adou” è un libro meraviglioso che parla del piccolo Adou e del suo arrivo in Italia rinchiuso all’interno di una valigia. Un tema quanto mai attuale, quello dei migranti, raccontato ai ragazzi con dolcezza e profondità, per aiutarli a ragionare con la loro testa e per far sì che l’empatia entri nel discorso, per capire davvero a fondo la condizione di tutte quelle persone che da lontano arrivano nel nostro Paese piene di paure e speranze.

Per i bambini più piccoli, invece, ecco il laboratorio e la lettura di “Questa non è una papera!”, libro di Fulvia Degl’Innocenti e Maria Giron che parla della piccola Celeste e del suo cucciolo, che tutti si ostinano a chiamare “papera”.

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Una storia tenerissima che sabato 18 novembre alle 11 sarà letta proprio dall’autrice Fulvia Degl’Innocenti. L’incontro si terrà presso la Libreria dei Ragazzi in via Tadino 53, ed è consigliato ai bambini a partire dai 3 anni. Anche questo è ad ingresso libero, ma è meglio prenotare, inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Se volete consigli per appassionare i bambini alla lettura, ecco i nostri articoli a riguardo!

Come appassionare i bambini alla lettura

Come far appassionare alla lettura anche i bambini che odiano leggere

Qui invece troverete la nostra sezione dedicata ai migliori libri per bambini.

Già vi abbiamo parlato delle balance board, quindi non serve dire che le amiamo moltissimo: sono un gioco perfetto per i nostri bambini, divertente e stimolante, che li aiuta nella coordinazione e stimola il senso dell’equilibrio, abilità che gli serviranno moltissimo nel futuro.

Questo Natale, quindi, regaleremo sicuramente uno di questi strumenti, e vogliamo incoraggiare anche voi a farlo: un regalo intelligente non è solo mero divertimento, ma divertimento coniugato con la crescita e il benessere.

Santa Lucia, Babbo Natale e la Befana si stanno avvicinando, e staranno cominciando a leggere le letterine: ecco quindi il nostro primo consiglio di una lunga serie per suggerirvi i migliori regali intelligenti per bambini, i più divertenti, i più belli e i più stimolanti.

Un regalo intelligente per bambini: la balance board Wobbel

Di balance board ce ne sono davvero moltissime, ma c’è una forma classica e perfetta, che è quella dell’asse curva a mezzaluna. L’asse curva a mezzaluna è uno strumento utilissimo perché i bambini si divertono a cercare l’equilibrio standoci sopra in piedi, oppure possono lasciarsi cullare dal movimento.

In ogni caso, ad essere stimolati sono l’equilibrio e il bilanciamento, così come la coscienza del proprio corpo, un elemento fondamentale per il raggiungimento della perfetta coordinazione degli altri (che servirà nella vita quotidiana ma soprattutto nello sport, quale sia quello che sceglieranno i nostri bimbi).

Wobbel crea queste bellissime Balance Board per bambini in legno: grandi al punto giusto, si prestano a moltissimi giochi e a moltissime attività, non solo legate all’equilibrio ma a tutti i giochi e a tutta la quotidianità.

I bambini possono utilizzarle semplicemente come un giocattolo sul quale sbizzarrirsi con i movimenti…

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Oppure sdraiarcisi sopra, come fosse un lettino super affascinante, per fare pisolini oppure per leggere un buon libro…

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I bambini riusciranno anche a renderle parte del loro gioco libero, trasformandole con fantasia in ponti, strade, scivoli, caverne (per i giocattoli ma anche per loro, appoggiandole ai braccioli del divano e coprendole con dei teli), piste per le macchinine, troni per i peluche…

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Le si possono poi usare nella quotidianità in bagno o in cucina in maniera montessoriana, come sgabelli più cool dal punto di vista del design.

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E, perché no?, anche noi possiamo utilizzarle, prendendole in prestito dai bambini: testiamo il nostro equilibrio (che non fa mai male!) e sfruttiamole poi per i nostri esercizi di yoga e pilates (magari facendo yoga con i bambini! Avete letto il libro di Mark Singleton?). Sapete benissimo che lo yoga è super benefico sia per noi che per i nostri bimbi!

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Le balance board Wobbel vanno dai 99 ai 159 euro, ed è possibile comprarle direttamente sul loro shop online.

Noi lo sappiamo già: i nostri bambini troveranno sotto l’albero questo strumento bellissimo, un giocattolo in legno che stimolerà il loro equilibrio e la loro coordinazione aiutandoli nel loro sviluppo fisico, ma che piacerà loro moltissimo perché accenderà immediatamente la loro creatività e la loro immaginazione. Magari non gli diremo subito cos’è: lasciamoli provare da soli!

 

Qui trovate il nostro articolo dedicato alle balance board per bambini.

(Foto tratte da Wobbel)

 

Non è una novità, che la musica faccia molto bene ai bambini. Ma spesso diamo per scontato che sia solo quella classica ad essere benefica. Colpa di tutte le volte che le zie Ignazie (stavolta con un pizzico di verità, anche se limitatissima) ci hanno detto: “Ascolta Mozart in gravidanza e fallo ascoltare a tuo figlio già nei primi mesi: lo renderà più intelligente!”.

Sì, Mozart rende più intelligenti. Ma così anche Beethoven, Verdi, “Nella vecchia fattoria”, “Un elefante si dondolava”, “Bella” di Jovanotti e "Rocket Man" di David Bowie.

Tutte le canzoni, insomma, hanno qualcosa di grande da dare ai nostri figli: una marcia in più nella loro crescita

Canzoncine, musica classica, pop: tutta la musica fa bene ai bambini

Proprio così, tutta la musica fa bene ai bambini. Perché? Perché è dimostrato scientificamente che lo sviluppo cognitivo passa anche da essa, soprattutto nei primi 1000 giorni di vita (e cioè dagli 0 ai 3 anni).

Non solo la classica: anche il rock, il pop, le canzoncine, le ninna nanne, le filastrocche. E per capirlo meglio basta intendere la musica per quello che è (oltre ad una forma d’arte): la musica è comunicazione, e proporre la musica ai bambini è un’attività alla stregua del parlargli, del leggergli o narrargli storie e del proporgli giochi educativi. Ascoltando la musica, quindi, i bambini prendono gli elementi che gli forniamo e li trasformano in esempi di comunicazione. E anche le parole delle canzoncine e delle filastrocche aiutano in questo senso: pensiamo a quando impariamo parole nuove ascoltando canzoni in una lingua straniera, e pensiamo alle potenzialità di questa funzione in un individuo in sviluppo come un bambino, che assorbe informazioni e suoni come una spugna.

La comunicazione passa infatti dall’ascolto e dall’imitazione: ascoltare musica (così come ascoltare le voci dei più grandi) aiuta i bambini a codificare i suoni e ad utilizzarli poi correttamente nel quotidiano. Insegna, quindi, la lingua. Oltre a questo, la musica aiuta il bambino a sviluppare le sue capacità creative e di immaginazione, aumenta la memoria e stimola il processo di concentrazione.

Concentrarsi però su un genere è sbagliato, come sempre quando si tratta di imparare qualcosa. Ogni genere, infatti, porta con sé qualcosa di completamente diverso dagli altri: ecco perché ai nostri bambini dovremmo proporre tutta la musica, tutti i generi, ascoltandoli durante la giornata, cantando, ballando sulle note (anche ballare infatti aiuta moltissimo! Il movimento del ballo aiuta la coordinazione, la memoria muscolare e la sensorialità, così come l’autocoscienza del proprio corpo), cantando le ninna nanne prima di dormire…

A livello cognitivo più specifico, poi, la musica dà un validissimo aiuto, perché spinge i bambini a sviluppare un’intelligenza musicale che influirà positivamente sul loro sviluppo emotivo, e soprattutto darà loro inconsciamente le basi per il pensiero linguistico, spaziale, logico e matematico.

Detto questo, è quindi bene rendere la musica un elemento fisso della nostra quotidianità. Uno sforzo piacevole, no? Un impegno che seguiamo volentieri. Fortunatamente, vivere in un’epoca tecnologica ha anche i suoi vantaggi, e sfruttare i nuovi media per questo scopo è nobile e assolutamente innocuo (dato che non stiamo piazzando i nostri figli davanti al tablet, ma semplicemente lo utilizziamo come stereo).

Da qualche giorno, quindi, abbiamo scaricato Amazon Music Unlimited (ne stiamo approfittando perché i primi due mesi sono gratis!), per poter ascoltare canzoni pop, rock, blues, swing, musica classica, canzoncine e filastrocche tutte il giorno, senza pubblicità e senza la preoccupazione che partano video pericolosi o inappropriati.

Naturalmente non lo ascoltiamo e non lo facciamo ascoltare in cuffia. Sappiamo che è meglio diffonderla, e conosciamo i pericoli delle cuffiette.

A casa, quindi, è diventato bellissimo, perché tutto il giorno, di sottofondo o come attività principale (perché balliamo tantissimo e cantiamo insieme a squarciagola!), c’è sempre della musica: tutte le filastrocche e le canzoncine per bambini che i nostri figli preferiscono, e poi la musica del momento e la sera, per rilassarci, quella classica. Fantastico, no?

 

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I bambini sono dotati di una grande fantasia e, man mano che diventano più grandi, questa fantasia si traduce in creatività. 

Nella mente dei piccoli, soprattutto durante i primi anni di vita, la voglia di scoprire il mondo si manifesta anche attraverso azioni quotidiane molto semplici come per esempio costruire un castello di sabbia al mare, ideare creazioni con il pongo, realizzare mini strutture con le costruzioni e tante altre ancora.

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Mini-architetti e mini-designer: dalle Baby house a The Sims

I bimbi hanno sempre questa grande voglia di realizzare qualcosa: ciò dipende appunto dalla loro istintività, caratteristica che durante la loro crescita viene rafforzata da una coscienza vera e propria, la quale consente al bambino di riflettere sulle proprie idee, in modo da permettergli di cercare un metodo corretto per poterle esprimere.

Solitamente il bambino inizia a manifestare questa voglia di creativitá disegnando qualche scarabocchio su un foglio bianco: il più delle volte vengono raffigurate delle piccole case, simbolo di famiglia e di protezione. Ed è proprio a questo punto che i piccoli iniziano a comprendere un primo concetto di struttura; la creazione della casa delle bambole, un giocattolo che rappresenta tutt'oggi la perfetta unione tra gioco ed architettura, è stato uno degli elementi principali che hanno aiutato i bambini a capire meglio questo meraviglioso mondo.

Abitazioni in miniatura con all'interno piani, scalinate e balconi: le case in miniatura nacquero in epoca romana e l'originalità delle case delle bambole consiste nel fatto che queste siano aperte su più lati, per consentire alle persone di poter arredare gli spazi. Il successo di tali riproduzioni partì da Norimberga, luogo in cui le case delle bambole non venivano considerate soltanto meri giocattoli, ma vere e proprie opere d'arte. I collezionisti di tutto il mondo, da prima del ‘900, iniziarono ad appassionarsi molto a tali realizzazioni, in particolar modo gli Inglesi, che divennero famosi per le "Baby House" da loro realizzate.

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I Lego possono essere considerati come un'evoluzione delle case delle bambole: questi piccoli mattoncini colorati, inventati nel 1949, sono ormai famosissimi in tutto il mondo, grazie alla loro semplice struttura. Oggi Lego non si limita soltanto alla costruzione ed alla distribuzione dei giocattoli, ma organizza concorsi di architettura per bambini e produce film di animazione. Se il sogno di un bambino è quello di diventare un architetto è anche grazie a queste tipologie di giochi, che stimolano molto la loro creatività ed immaginazione, facendo sì che i piccoli siano concentrati e divertiti contemporaneamente.

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Trattando argomenti come l'architettura ed i giochi per bambini, non possiamo dimenticarci di citare il Meccano. I modellini realizzati da questa azienda sono perfettamente funzionanti ed hanno avuto un impatto fondamentale sui più piccoli: Harold Kroto è un premio Nobel per la Chimica e ritiene che i giocattoli Meccano abbiano avuto un'influenza talmente grande sulla sua vita da modificarne il corso, facendolo diventare un grande scienziato.

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Con il passare degli anni, la tecnologia ha quasi completamente preso il posto dei giocattoli, realizzando gli ormai famosi videogiochi. Uno dei videogiochi più scelti è The Sims, un simulation game che consente di "vivere una nuova vita" attraverso dei personaggi digitali. Oltre ad avere la possibilità di guidare questi personaggi nelle azioni quotidiane, come per esempio, andare al lavoro, trovare un amico e scegliere un animale domestico, questo gioco permette di costruire digitalmente una casa e di arredarla. Le soluzioni di arredo sono pressoché infinite, grazie alla disponibilità di una grandissima quantità di materiale personalizzato creato dagli utenti che giocano. The Sims è una sorta di "casa delle bambole di nuova generazione" ed è stato il primo simulatore di vita ad avvicinarsi così tanto alla realtà.

Fonte: Habitissimo.it

 

Le regole per una vita Hygge!

Martedì, 14 Novembre 2017 09:30

I nordici hanno tutti questi nomi strani eppure carinissimi, che ad ascoltarli creano in noi un senso esotico di confortevolezza. “Hygge” è certamente una di queste parole: ve lo avevamo già spiegato, si tratta della filosofia danese dello stare bene in famiglia, che si fonda sulla consapevolezza della sacralità del tempo passato insieme. “Hygge” indica letteralmente (anche se è abbastanza intraducibile) qualcosa di confortevole e accogliente. Ma come fare per renderlo parte concreta delle nostre giornate?

Le regole per una vita Hygge: come creare una famiglia davvero felice partendo dal concetto di confortevolezza danese

Confortevolezza, atmosfera accogliente, semplicità, coccolosità, sicurezza, familiarità, incanto, piacere nelle cose semplici, compagnia: non possiamo certo trovare un solo aggettivo per tradurre l’”Hygge”; ma in qualche modo possiamo comunque ricrearlo a casa, con poche e bellissime regole.

A livello architettonico, ci sono vari trucchi per rendere la nostra casa Hygge. Ad esempio, scegliere delle luci basse e molte candele, in modo da ammorbidire gli spigoli visivamente e metaforicamente.

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Scegliamo poi tessuti morbidi, accoccolanti, e riempiamo divani e letti con coperte e cuscini che facciano venire voglia di tuffarcisi in mezzo.

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Apriamo la nostra casa agli amici: cene intime (con le nostre solite luci soffuse e caldissime), piatti confortevoli, gustosi e leggeri, chiacchiere, abbracci, familiarità… Un’abitudine che fa davvero benissimo al cuore, che renderà la nostra famiglia un luogo sicuro e accogliente. Un luogo Hygge.

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Altra buona (anzi, buonissima) abitudine, è spegnere la tecnologia per concentrarci sull’analogico: spegniamo la tivù, silenziamo il telefonino e leggiamo un bel libro con una bella tazza di tisana fumante (o di cioccolata!). Giochiamo insieme, su un tappeto morbido. Stiamo semplicemente insieme, a tavola o sul divano. Ma concentriamoci sulla vita vera.

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In estate, passiamo più tempo nella natura. Ma soprattutto, in inverno non dimentichiamola: portiamo in casa quante più piante possibile: oltre a purificare l’aria, daranno un tocco accogliente e faranno compagnia.

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E poi non dimentichiamoci di tutte quelle attività che per loro natura sono “cozy”, e quindi “hygge”: sferruzzare (o fare del finger knitting con i bambini), leggere, bere le nostre bevande calde del cuore, farsi le coccole, prepararsi un bagno caldo con le candele, coccolare i nostri animali, preparare insieme i biscotti, mangiare una zuppa calda seduti alla tavola imbandita (e come sempre impreziosita con delle candele!), ascoltare la musica di vecchi vinili, arrivare a casa presto dal lavoro per stare in famiglia, girare in casa a piedi nudi con solo delle calze di lana caldissime…

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Come avrete capito non serve molto. Serve solo concedersi tutti quei dettagli che rendono le nostre giornate più confortevoli e accoglienti, scegliendo le cose semplici che ci fanno stare davvero, davvero bene. Per sentirci bene, e per fare sentire bene la nostra famiglia.

 

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Una guida alla mastoplastica riduttiva

Lunedì, 13 Novembre 2017 16:00

In molte la sognano, alcune non la conoscono, altre sono indecise. E purtroppo non se ne parla abbastanza. Ci riferiamo alla mastoplastica riduttiva, un intervento chirurgico per ridurre la grandezza del seno in particolari casi estetici o patologici, o in caso (frequentissimo e da non sottovalutare) di scomodità.

Esatto, scomodità: lasciamo da parte le squallide battute sul seno abbondante e concentriamoci invece per un attimo sui disagi che questo porta con sé. Disagi che sono sia fisici che psicologici e che non dobbiamo per niente etichettare come stupidi.

Una guida alla mastoplastica riduttiva: perché è bene parlare dell’intervento di riduzione del seno e quali sono le cose principali da sapere se lo stiamo prendendo in considerazione

Ma partiamo dall’inizio, cercando di capire di cosa si tratta nel dettaglio quando parliamo di mastoplastica riduttiva: è l’operazione chirurgica che ha lo scopo di ridurre la grandezza della mammella, in maniera professionale e sicura, in modo da mantenere sempre l’armonia del seno ma rimediando a problemi preesistenti come l’eccessiva scomodità e il peso del seno, soprattutto sulle donne esili (ma adatto in realtà a tutte).

Per capire ancora meglio, abbiamo parlato dell’intervento di mastoplastica riduttiva con alcuni esperti del settore, ovvero la community di guidaestetica.it, il luogo online nel quale è possibile trovare comodamente e professionalmente tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno riguardanti la chirurgia estetica. Testimonianze, medici, video, immagini… Tutto è racchiuso nel sito, strumento utilissimo per chiunque voglia informarsi al meglio senza buttarsi a occhi chiusi nell’avventura della chirurgia estetica, che è in tutto e per tutto un campo medico da conoscere e da non considerare frivolo ma utile.

Soprattutto nel caso della mastoplastica riduttiva, l’intervento è vivamente consigliato a tutte coloro che trovano il proprio seno troppo voluminoso e scomodo. Perché è certo un problema fisico, ma è anche una questione psicologica non da poco: è inutile girarci intorno, molte donne con seni importanti non lo trovano sexy o invidiabile, semplicemente vistoso, volgare o eccessivo. E non bisogna vergognarsi!

Anche le neomamme che hanno terminato di allattare sono potenziali pazienti che non dovrebbero pensarci due volte: un seno già voluminoso, infatti, con le gravidanza aumenta e si modifica in maniera negativa, e una mastoplastica riduttiva è una soluzione semplice e duratura, che risolverà un problema vero e tangibile.

L’operazione si svolge (parlando in termini molto semplici) in questo modo: il chirurgo effettua un’incisione a T che parte dall’areola (la parte circolare del capezzolo) e che arriva alla base del seno, seguendo la curva armonica di esso, svuotando le mammelle in modo da ridurne il volume. La cicatrice che resta è inizialmente visibile, ma con il tempo perde di intensità e visibilità e, ormai, i risultati sono davvero, davvero naturali, delicati e soddisfacenti.

L’intervento chirurgico di mastoplastica riduttiva, eseguito solitamente in anestesia generale, ha una durata di circa 3 o 4 ore a seconda del soggetto, e solitamente il paziente si ferma in ospedale per 24 ore, in modo da monitorare il post-intervento. Dopodiché il recupero a casa durerà circa 3 settimane.

Una cosa da sottolineare: l’intervento è in tutto e per tutto definitivo e duraturo, e pertanto nella maggior parte dei casi non ci sarà più bisogno nel corso della vita di ricorrere ad un’altra ospedalizzazione.

Ma qual è il costo di una mastoplastica riduttiva? Dipende. I prezzi variano da clinica a clinica, e anche per questo guidaestetica.it diventa un aiuto molto valido: sulla pagina dedicata alla mastoplastica riduttiva possiamo infatti trovare tutto ciò di cui abbiamo bisogno, come le domande dei pazienti e le risposte dei medici, così come le preziose promozioni che le varie cliniche private mettono a disposizione dei lettori della community.

 

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