Pane soffice ma sottile (che ricorda delle crepes): potremmo definire così l'injera etiope, un pane a base di una farina particolare (il teff) che si fatica molto a trovare qui, ma che è buonissimo anche preparato con un mix di altre farine. Ecco la nostra ricetta. Ricordiamoci solo che l'impasto va preparato due giorni prima della cottura!

Il pane injera etiope: la ricetta del pane sottile e spumoso africano per accompagnare i nostri piatti etnici

 

Quante volte, quante volte la frustrazione ci prende e ci porta via. Quando vediamo i panni ancora da piegare, il lavandino pieno e la lavastoviglie ancora vuota, la polvere sul mobile, la pattumiera zeppa. Non era nostro compito, ma alla fine ci ritroviamo a farlo noi. E non stiamo parlando di mogli arrabbiate con i mariti. Anche i mariti possono sentire questa frustrazione, soprattutto quando i compiti in famiglia sono divisi tra i partner (come ormai è sempre più).

Ma l’equità non esiste mai. E il problema è che questo provoca arrabbiature, frustrazioni e incrinature. Il problema sta proprio nell’equità: è difficilissima da raggiungere; è un equilibrio molto precario. Ma non per forza deve significare arrabbiature. Basta fermarsi un attimo ed entrare in un diverso stato mentale.

Un matrimonio equo non è solo dividersi perfettamente le faccende di casa: la parità di genere in casa non la si raggiunge cercando la perfetta divisione dei compiti

Come diciamo nel titolo, la parità di genere in casa non la si raggiunge cercando la perfetta divisione dei compiti. Perché è difficilissimo, se non impossibile, e a volte più che gioire e rallegrarci della bellezza di dividersi i compiti ci ritroviamo a concentrarci su quanto faccia uno e quanto di meno faccia l’altro.

Non sono quindi i compiti non divisi equamente a portare frustrazione e litigi. È lo stato mentale, il ragionamento, il focus su questo disequilibrio. E bastano pochi gesti e pochi pensieri per tornare sul una via serena e tranquilla. Perché la frustrazione fa molto male non solo alla persona ma anche alla coppia. E per evitarla basta portare un nuovo equilibrio, non basato per forza sulla perfetta e granitica divisione dei compiti.

Innanzitutto, è bene non esitare a chiedere aiuto al partner nel momento in cui ne abbiamo bisogno. E non in maniera brusca. Con semplicità, esprimendo un bisogno, una necessità. Senza arrabbiarsi. Perché arrabbiandosi l’effetto è l’opposto: chi abbiamo di fronte magari ha altre priorità, o semplicemente ha più tolleranza rispetto al disordine o alla polvere e l’avrebbe fatto successivamente. E basta una parola detta con naturalezza e senza nervosismo per far sì che lo faccia, con altrettanta naturalezza. Meno nervosismo noi, meno nervosismo loro e più faccende concluse, insomma. Certo che capiterà il momento di fretta e caos e luna storta che farà arrabbiare entrambi; ma la normalità è ciò su cui dobbiamo lavorare.

In secondo luogo, a volte basta parlarne. Ma non in quel momento. Quando vediamo che qualcosa non è stato fatto quando non sarebbe stato nostro compito, respiriamo, calmiamoci, chiediamolo con gentilezza (come dicevamo prima). Ma non affrontiamo subito il discorsone. Facciamolo in un momento di tranquillità, magari durante una cena dopo una giornata “sì”, ponendo la questione per quella che è, e cioè qualcosa di cui parlare tranquillamente, con rispetto, tra adulti che si amano e che vogliono aiutarsi a vicenda. “Tu che riesci a fare? Perché mi sono accorto che per me è più comodo portare fuori la spazzatura prima del lavoro. Magari tu in quel momento puoi caricare la lavatrice”. Solo un esempio, per dire che a volte basta la tranquillità per rendere le faccende meno nervose e più piacevoli per la famiglia. Perché quando ognuno ha un compito è tutto più semplice.

Questi compiti, in ogni caso, non dovrebbero essere divisi “equamente”. O quantomeno non nel senso solito e assoluto del temine. Dividerli in maniera esatta e precisa è impossibile: ognuno ha i suoi orari, ognuno ha i suoi tempi, non sempre ce la si fa a fare tutto. Vediamo quindi ciò che riusciamo a fare noi e quanto riesce a fare l’altro, e non preoccupiamoci di essere poco “parità di genere”: la parità di genere non significa tutto esattamente uguale, ma rispetto nel fare ciò che ognuno riesce ad eseguire. Ognuno dei due partner può portare qualcosa alla famiglia, e deve arrivare dove può arrivare, senza strafare e senza andare oltre, Altrimenti eccoli gli squilibri frustranti!

Infine, non pretendiamo che l’altro faccia tutto come vogliamo noi. Come vi sentireste se vi imponessero un modo di eseguire i compiti che non vi va proprio? Magari a cucinare lui usa più olio, che a voi non piace, e voi utilizzate quell’ammorbidente che non ha un profumo per lui gradevole, oppure ognuno ha il suo copriletto preferito o lo spolverino prediletto. È inutile e deleterio imporre il proprio modo di lavorare: altrimenti sì che il partner farà le faccende svogliatamente! E avrà anche ragione! E poi, diciamo la verità: lasciare andare, dare all’altro delle responsabilità in maniera vera e completa, è davvero rilassante. Nel momento in cui saremo in grado veramente di lasciare fare, nervosismo, stress e tensioni se ne andranno, e alla fine, la sera, saremo tutti più rilassati, tranquilli e piacevoli.

 

Mindfullness, meditazione, rilassamento, respirazione: tutti concetti ed esercizi utilissimi, quasi necessari in una società come la nostra che si muove ad un ritmo così frenetico da farci spesso dimenticare di noi e del nostro corpo.

Sia per noi che per i bambini, la meditazione dovrebbe essere un punto costante, un’isola felice delle nostre giornate. Un momento di rilassamento e di concentrazione sul nostro respiro, sul nostro corpo e sulla nostra mente è infatti fondamentale per raggiungere prima la auto-consapevolezza e poi la calma, la serenità e l’allontanamento dallo stress.

Ecco perché questa App per smartphone dedicata alla meditazione ci piace moltissimo.

Calm, l’app perfetta per rilassarsi e meditare: il perfetto strumento dedicato a rilassamento, respirazione e mindfullness direttamente sul nostro telefono

L’App Calm è una semplicissima e intuitiva applicazione da scaricare sul nostro cellulare (la potete trovare qui per iOS e qui per Android): dopo averla scaricata, sui nostri cellulari potremo così avere a disposizione ogni giorno e ogni ora una fantastica guida per meditare.

Inizialmente l’app è gratuita, e con questa opzione si può usumruire di funzioni base, ma comunque molto interessanti. Dopodiché dopo averla provata sono disponibili vari pacchetti a seconda dell’utilizzo.

Le sessioni possono andare dai 2 ai 20 minuti (nella versione online che troviamo sul sito di Calm) oppure dai 2 ai 30 minuti (nell’App, appunto). “Welcome to this 3 minute pause in your day”. “Benvenuto in questa pausa di tre minuti nella tua giornata”, dice una voce calma e suadente. La stessa che ci guiderà poi nella meditazione, attraverso la voce (in inglese), delle soavi musiche e delle immagini rilassanti.

Si possono scegliere gli obiettivi che più ci interessano: un sonno migliore, la riduzione dello stress, la gestione dell’ansia, l’imparare la meditazione…

Tra gli obiettivi che Calm propone ci sono i 7 giorni di calma, i 21 giorni di calma, i 7 di sonno, le sessioni di meditazione guidata, le scene naturali coinvolgenti, le musiche rilassanti create apposta per la meditazione… E poi, con le funzioni premium, delle meditazioni specifiche per la creatività, la concentrazione, la fiducia, l’energia…

Sappiamo che trovare trenta minuti al giorno per meditare è difficile. Ma cominciare con tre minuti per aumentare via via è un’ottima idea. La meditazione, al di là del tempo che le dedichiamo (basta che sia di qualità!), è utilissima per molti aspetti della vita, e non solo per la calma (come si penserebbe). Perché rilassarsi, respirare consapevolmente e meditare ha benefici su tantissime situazioni.

Il sonno sarà tra i primi aspetti della nostra vita a beneficiarne, e a lui seguiranno il corpo in generale (che grazie all’ossigenazione si sentirà più energico), la concentrazione sul lavoro (e la conseguente produttività, alla faccia di chi pensa che non bisogna mai fermarsi), l’autostima, la felicità, le relazioni con gli altri… E poi potremo beneficiarne anche negli aspetti negativi della nostra vita. Ad esempio? Sarà più facile rompere le abitudini cattive. E le situazioni difficili diventeranno più sopportabili grazie alla resilienza che svilupperemo.

E poi anche i bambini ne beneficiano moltissimo, come vi avevamo spiegato in questo articolo qualche tempo fa!

 

Qui trovate altri articoli utili sulla meditazione:

 

L’olio per massaggi all’arnica

Martedì, 16 Gennaio 2018 14:18

Un INCI davvero sorprendente, una storia lunga e consolidata, un profumo inconfondibile e un’azione comprovata e sicura: l’olio per massaggi all’arnica di Weleda è uno dei prodotti che non mancano mai nel nostro armadietto (e nemmeno nel kit di pronto soccorso naturale). Le botte e i bernoccoli, gli strappi e gli affaticamenti sono un must di tutta la famiglia: ognuno ha un suo sport o una sua passione, e il movimento porta giustamente a sentire dolori (piacevoli) qua e là. E quando questi dolori si intensificano, è proprio l’olio per massaggi all’arnica a venire in nostro aiuto!

L’olio per massaggi all’arnica di Weleda: un prodotto sicuro e naturale che non dovrebbe mai mancare in casa

Nell’INCI leggiamo subito i due ingredienti che stanno alla base di questo olio per massaggi all’Arnica di Weleda: l’olio di girasole e quello d’oliva, che lo rendono naturalmente nutriente e corposo. Essendo un olio per massaggi, questo all’anica è sempre stato utilizzato non solo in maniera casalinga dopo lo sport, ma anche dai professionisti della fisioterapia e dell’osteopatia, proprio per i suoi principi naturali, la sua consistenza e il suo essere estremamente efficace.

L’Arnica è per eccellenza la pianta guaritrice del dolore e dei traumi. Quando capitano quindi botte, cadute, incidenti e traumi fisici in generale, l’arnica è davvero raccomandata, e non solo a livello topico attraverso creme o oli, ma anche per via orale (e in questo senso Weleda ha un prodotto specifico, nella linea Weleda Pharma, da assumere sotto consiglio medico).

Tuttavia ciò che non si conosce è l’utilizzo dell’Arnica anche nella quotidianità e non solo dopo lo sport o in caso di traumi. La vita sedentaria, in particolare, ci porta a posture e movimenti scomodi, e l’olio all’Arnica è un toccasana. Ma vediamo subito come possiamo utilizzarlo nei due casi specifici, ovvero nel caso della vita sedentaria e in quello delle situazioni sportive.

Se le nostre giornate sono piuttosto sedentarie, se passiamo molte ore davanti al PC o seduti ad una scrivania, le conseguenze per il nostro corpo, lo sappiamo, sono molte e negative. Innanzitutto ciò si ripercuote sulla postura: i dolori che sentiamo alla sera o al mattino sono spesso dovuti a questo. E in questo caso l’olio per massaggi all’Arnica fa davvero molto bene e dona sollievo: basta applicarlo attraverso un massaggio sulla schiena al mattino prima di uscire. In questo modo si scalderanno le parti contratte e il mal di schiena cronico ne trarrà beneficio.

A questo vanno naturalmente aggiunti esercizi di movimento associati ad uno stile di vita sano: è normale avere una vita sedentaria in questo momento storico, ma è importantissimo compensare con movimento, sport e aria aperta. Lo yoga e il pilates, su tutte, sono attività molto benefiche per chi passa molto tempo fermo e seduto!

Detto questo, oltre al massaggio mattutino con l’olio per massaggi all’arnica, il prodotto può essere utilizzato come momento di benessere durante tutta la giornata, poiché basta tenerlo vicino (in borsa o sulla scrivania) per estrarlo quando vogliamo e annusarlo un po’. Quando abbiamo un momento di stanchezza, il suo profumo, attraverso l’aromaterapia, ci aiuta a ritrovare concentrazione e armonia, grazie agli oli essenziali contenuti (il rosmarino, tonificante, e la lavanda, rilassante).

La vita sedentaria porta poi ad un’altra conseguenza: il freddo. L’olio all’arnica anche in questo senso aiuta, perché dopo averlo scaldato tra le mani e averlo passato sulle zone dolorose o fredde con un massaggio dona una piacevolissima sensazione di tepore. In questo caso, l’olio è perfetto per le mamme casalinghe non costrette negli abiti da ufficio! Il freddo, gli strappetti muscolari durante le faccende di casa, il mal di schiena da bimbo in braccio, le braccia indolenzite del cane al guinzaglio… Tutte situazioni che ne possono beneficiare!

Nel caso invece della vita sportiva, anche qui l’olio per massaggi all’arnica è un toccasana potentissimo. Noi che pratichiamo yoga e pilates non possiamo farne a meno (ma anche i nostri mariti, appassionati di corsa!): non solo dopo le attività per alleviare i dolorini, ma soprattutto prima, per scaldare i muscoli. E poi è un piacevolissimo rituale: dieci minuti prima di vestirci lo applichiamo su gambe, schiena e braccia (dopo averle inumidite con una spugna, per fare penetrare per bene l’olio attraverso movimenti circolari!), nutrendo bene le zone, lasciamo asciugare e andiamo. La sensazione è davvero piacevole, e l’effetto benefico è immediato.

E per i bambini? Anche nel loro caso è ottimo per contrastare il freddo (esattamente come il Baby olio alla Calendula), applicato sul corpo (tranne che sui piedini).

Insomma, l’olio per massaggi all’Arnica di Weleda è quasi indispensabile per noi, che amiamo prenderci cura dei nostri muscoli tanto quanto dei nostri organi!

 

Non è che la vita da genitori sia sempre tutta rose e fiori. Anzi. Amiamo moltissimo i nostri bambini, ma non possiamo negare che quando abbiamo una giornata “no” per i fatti nostri questo mood di ripercuota sui nostri figli. Perché siamo esseri umani, e abbiamo emozioni, e sbagliamo, e ci pentiamo.

Ma questo non significa che possiamo essere gratuitamente aggressivi con i nostri figli. Il primo passo? Essere consapevoli della situazione. Fatto questo, tutto è recuperabile e tutto può essere risolto, senza rendere pesante e grave la giornata.

Rifare da capo, ovvero come trasformare una giornataccia: come tornare rispettosamente sui nostri passi per non fare pesare l’aggressività sui nostri figli

Dicevamo: le giornate “no” implicano inevitabilmente un umore pessimo che si ripercuote su chi ci sta vicino. I nostri compagni e compagne, prima di tutto, e poi sui bambini. Perché quando abbiamo una presentazione difficile al lavoro, o quando ci si sono accumulate le faccende di casa, o quando succede qualcosa di grave e destabilizzante, essere gentili e carini è difficilissimo.

Sia chiaro: è un nostro diritto sentirci tristi, arrabbiati, svogliati o nervosi. Ciò che sbagliamo, tuttavia, è il modo con il quale ci poniamo verso gli altri, che spesso pagano una situazione nella quale siamo impantanati solo noi. In altre parole: come vi sentite quando qualcuno vi sgarba senza motivo solo perché in quel momento è di pessimo umore? Male. E la reazione va dalla tristezza all’offesa, dall’arrabbiatura al nervosismo di riflesso.

Lo stesso accade con i nostri figli: anche quando non hanno combinato nulla, se la giornata ci sta mettendo alla prova ci rivolgiamo a loro in maniera sbrigativa, nervosa, arrabbiata o chi più ne ha più ne metta. E come dicevamo è assolutamente normale. Ma ciò non deve diventare una scusa verso il non-rispetto.

Essere consapevoli di stare sbagliando il tono è il primo passo. Il secondo è il sapere che i nostri figli non sono solo “bambini”, ma esseri umani, persone, individui. E che come noi risentono del tono di chi gli sta di fronte. Ciò significa che, esattamente come noi che ci sentiamo bistrattati quando qualcuno nervosamente ci tratta male, anche loro ne risentono.

Nel momento in cui ci rendiamo conto di avergli risposto male (“Svegliati, è tardi! Vedi di mettere al volo le scarpe altrimenti ti lascio qui” - quando magari i bimbi sono bell’e che pronti da un po’ - è solo un esempio per tutti), spesso vorremmo cancellare il momento, no? Ci diciamo: “Oddio, lo sto trattando proprio male anche se non ne ho motivo, non se lo merita”. E già questo è un passo.

Spesso però l’orgoglio e il nervosismo generale non ci permettono di andare avanti e di continuare con le belle azioni che questo pensiero nobile ci darebbe l’occasione di sviluppare. Perché se non fossimo nervosi torneremmo sui nostri passi spiegando la situazione ai bambini e chiedendo scusa (e svoltando la giornata anche a noi, ve lo assicuriamo: a volte un sorriso - anche forzato - in un momento “no” è la scintilla per stare meglio). Ma a volte proprio non ce la facciamo.

Eppure è proprio quello il segreto per svoltare la giornata (dando allo stesso tempo una lezione concreta di gentilezza, bontà e rispetto ai nostri figli): basterebbe chiedere scusa, spiegare le ragioni per le quali abbiamo alzato la voce e dire che non è colpa loro, ma che mamma o papà in quel momento hanno sbagliato perché sono arrabbiati per motivi loro e senza volerlo si sono sfogati su di loro.

Questo semplice gesto ha due effetti: il primo è il senso di rispetto che infonde nei bambini, che si sentono così considerati e rispettati. Il secondo è il buon esempio di autocritica: vedendo che i genitori sono a conoscenza dei propri difetti o dei propri comportamenti errati farà capire al bambino che è importante essere consapevoli dei propri limiti, dei propri errori. Ed essere consapevoli dei propri errori è il primo passo verso l’empatia, perché in questo modo riconosciamo che tutti gli esseri umani non sono infallibili. Insomma: capire noi per primi che si può sbagliare è la prima pietra su cui si fonda il rispetto per l’altro, che può sbagliare proprio come noi.

Tutto questo è per dire che spesso i genitori, soprattutto guidati da una vecchia impostazione educativa e pedagogica, faticano a chiedere scusa perché magari ritengono che le scuse minaccino l’autorità e il rispetto che i bambini devono provare nei confronti dei grandi. In realtà in questo caso l’aggressività è gratuita, ed è per questo che non chiedere scusa è assurdo e irrispettoso. Il rispetto lo si guadagna prima di tutto rispettando l’altro, e i bambini solo così imparano davvero cosa significhi.

Da grandi tutto questo sarà prezioso: certo che è più semplice crescere i figli imponendo regole, comportamenti e obblighi. Ma la facilità non porta da nessuna parte e a nessuna riflessione. Fondare l’educazione su insegnamenti concreti e sulla comprensione profonda dei motivi che stanno dietro alle regole: ecco il segreto per crescere figli consapevoli, rispettosi, indipendenti e corretti.

 

La Winter Beach a Riccione

Lunedì, 15 Gennaio 2018 14:18

Dopo l’hotel nel quale vivere la magia del Natale tutto l’anno, oggi vi segnaliamo un’altra iniziativa che ci ha colpito moltissimo, per la sua natura di delizioso ossimoro! Di cosa parliamo? Di una spiaggia aperta tutto l’anno, dove i bambini possono divertirsi a costruire castelli di sabbia anche in inverno inoltrato!

La Winter Beach di Riccione: una spiaggia di mare dove poter rivivere l’estate tutto l’anno!

Tirate fuori dall’armadio i costumi: lo sappiamo, saranno nascosti in fondo, dietro ai salviettoni ormai relegati dietro all’attrezzatura da sci e da neve. Ma ora potranno servire di nuovo, e non per la solita gita in spa o per il corso di piscina!

A Riccione c’è un bellissimo hotel che non è solo un bellissimo hotel: è un’occasione per passare una vacanza bizzarra, coinvolgente e pazzesca in famiglia! Si chiama Atlantic Hotel, e si trova proprio sul Lungomare della Libertà. Fu costruito nel 1959 e da allora ospita una clientela selezionata e di livello e gli amanti della cultura di Riccione.

Se già sul lungomare si può assaporare il sapore del mare, l’Atlantic Hotel offre ancora di più: al suo interno, infatti, ecco la Winter Beach, una spiaggia riscaldata dentro all’hotel dove i bambini possono sentirsi praticamente al mare tutto l’anno, facendo castelli di sabbia nei loro colorati costumini!

Oltre alla sabbia sono presenti anche una grande piscina (con un divertentissimo impianto di nuoto controcorrente a profondità baby), una vasca idromassaggio per adulti e la grandissima piscina Atlantide, di 200 metri quadrati, riscaldata e attorniata da una grande vetrata. I genitori possono così sorvegliare i bambini che si divertono rilassandosi, leggendo sui lettini (proprio come in spiaggia), godendosi un bagno o bevendosi un aperitivo comodi comodi.

Il bello di tutto ciò (se non fosse già bello abbastanza) è che l’acqua della piscina è la stessa del mare Adriatico, purificata e riscaldata. E anche la sabbia è la stessa delle spiagge riccionesi! Quindi è tutto naturale e il sapore marino dell’esperienza è assicurato!

L’hotel è un connubio quindi di divertimento, sport e relax. Offre inoltre delle rilassanti sessioni di watsu e di distensione muscolare, e la magnifica SPA completa alla perfezione l’esperienza: thalassoterapia, bagno turco con vapore marino, saune, emotional showers… Tutto ciò che serve per stare davvero bene in un ambiente delizioso.

Anche le camere di questo storico hotel, naturalmente, sono bellissime: stanze e suite sono grandi e luminose e ognuna ha un differente design. Si può scegliere di dormire in camere vintage, romantiche, marinare o metropolitane. E poi, uscendo, ci si può concedere un po’ del famoso shopping riccionese.

E non dimentichiamo il cibo: in cucina c’è lo chef Lucio Antonietti, che propone un’alimentazione variegata, innovativa, gustosa e leggera, rispettando i sapori e i principi nutrizionali (come piace a noi, nemmeno a dirlo).

Una vacanza diversa dal solito che ci piace, insomma: un hotel rinomato, conosciuto e raffinato che unisce all’eleganza e al servizio impeccabile il divertimento familiare, con i bimbi che impazziranno a vivere una vacanza estiva nel periodo più freddo dell’anno!

 

Dopo avervi svelato tutti i segreti della tajine, la tipica pentola conica marocchina, ecco una ricetta semplice, deliziosa e tradizionale con la quale stupirete i vostri ospiti: grazie alla cottura lenta i cibi acquistano un sapore unico e il vapore che si forma nel camino della pentola lascia tutto morbidissimo! Se preferite una versione veg, basta sostituire il pollo con altre verdure oppure con del seitan o del tofu.

Tajine di pollo: la ricetta del tradizionale piatto marocchino con la nostra tajine in ceramica Zisha

 

Natale è appena passato, le luminarie pian piano si stanno spegnendo (mancano solo le più pigre). E a noi un po’ piange il cuore, perché Natale è un po’ il periodo che più preferiamo durante l’anno, con quell’atmosfera tranquilla, la gentilezza nell’aria, le musichette che scaldano il cuore e le luci che ci avvolgono.

Per questo siamo contentissime di avere scoperto Mirtillo Rosso!

All’Hotel Mirtillo Rosso è Natale tutto l’anno: ai piedi del Monte Rosa un albergo per la famiglia nel quale respirare l’atmosfera natalizia anche lontano da dicembre

L’Hotel Mirtillo Rosso si trova a Roma Valdobbia (VC) ed è davvero speciale: è infatti un family hotel che permette, oltre a passare una vacanza in famiglia rilassante, fresca e piacevole, di rivivere tutto l’anno la magia del Natale!

Tutto, all’Hotel Mirtillo Rosso, è a tema natalizio: il concept rimane per tutto l’anno, con allestimenti e proposte dedicati interamente alla magia del Natale (con una Christmas Room assolutamente fantastica). Non solo: il 24 di ogni mese si trasforma in questo albergo in una nuova Vigilia, nella quale tutti si festeggia con laboratori di biscotti, regalini per i bimbi e un cenone natalizio!

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Le camere, nemmeno a dirlo, sono bellissime, e si inseriscono all’interno di una struttura altrettanto meravigliosa, che si fonde alla perfezione con il paesaggio montano che la attornia: ecosostenibile, è realizzata interamente in legno e riprende in maniera moderna il disegno delle tradizionali case Walser del diciottesimo secolo. Le camere, dicevamo, sono quindi stupende, perché lasciano immergere gli ospiti in boschi e sentieri, torrenti e laghetti.

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Tutto è pensato per la famiglia: in ogni camera (ce ne sono sessanta) ci sono spazi gioco e comodi letti, ma anche armadi capienti, angoli per la degustazione e ogni strumento per prepararsi una bevanda calda tutti insieme.

Ed è anche molto montessoriano, l’Hotel Mirtillo Rosso. Perché? Lo si vede sin dall’ingresso, quando al check in i bambini vengono accolti proprio come gli adulti, con un desk a loro dedicato, per farli sentire grandi! Le aree comuni, inoltre, sono tutte a misura di bambino (davvero), con strutture di misure inferiori allo standard sia nel ristorante che nella lounge, nel bar, nel giardino e alla reception.

Il cibo, poi, è pensato davvero per i piccoli: oltre ai baby menu serviti ad orari flessibili, i genitori possono contare su una cucina self service per preparare le pappe, così come di un baby shop nel quale oltre agli strumenti per l’igiene e ai beni di prima necessità si trovano anche pappe e latte.

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Attorno all’hotel, nemmeno a dirlo, c’è la natura incontaminata: è il regno perfetto delle escursioni (di tutti i livelli, da provare con i bambini, che rimarranno affascinati dai paesaggi mozzafiato), ma anche dello sci, del rafting, della bicicletta (ci sono percorsi davvero entusiasmanti, semplici e divertenti), delle ciaspolate…

E poi, dopo le avventure all’aria aperta, non manca la SPA, che possiamo scegliere tra quella dedicata alla famiglia e quella pensata solo per la coppia, per godere di un momento di relax mentre i bambini giocano con gli altri piccoli ospiti nel baby club. Piscine, idromassaggi, spazi relax, tisanerie, massaggi, sauna e bagno turco… Un perfetto momento di rilassamento per mamma e papà, ma anche per i bambini, con le piscine interne ed esterne per godere della vista della neve e della notte stellata!

 

Che sia un frutto naturale o la bella conseguenza della fecondazione assistita non cambia il succo: restare incinte dopo anni di ricerche e varie diagnosi di infertilità è indescrivibile. È unico, più di una gravidanza “normale”, perché solo una mamma che è passata attraverso il percorso accidentato dell’infertilità sa quanto faccia soffrire, riflettere e dubitare questa situazione.

E oggi ci rivolgiamo proprio a voi, mamme diventate mamme dopo l’infertilità: gioite, godete del momento, scacciate le paure che si sono impossessate di voi durante questi anni.

La meraviglia della gravidanza dopo l’infertilità: gioite, mamme “infertili”, perché i vostri figli sono unici e favolosi

Le preoccupazioni iniziali quando il tanto sperato bambino non arriva subito; i dubbi medici, da scacciare quanto prima; la paura a varcare la soglia dell’ospedale quando finalmente ci decidiamo a fare qualche controllo; lo sconforto nel sentire quella parola terrificante. “Infertilità”. “Sterilità”.

E poi il non riuscire ad essere felici per le amiche che sembrano restare incinte una dietro l’altra, senza apparente difficoltà (anche se poi l’esperienza e le testimonianze lo confermano: non è vera, tutta questa “facilità”; spesso, giustamente, le mamme non dicono tutto, e sappiamo che restare incinte anche in situazioni “normali” e sane non è così semplice - si parla di circa un 25% di possibilità per rapporto).

E poi, ancora, l’impressione di diventare quella “da compatire”, la “poverina” che non riesce ad avere figli, la famiglia incompleta perché non arriva un bambino. Anche se in cuor tuo sai che non sei incompleta perché non sei mamma. Una donna non è necessariamente madre, e fortunatamente i tempi stanno cambiando.

Per quanto serenamente una donna viva la situazione dell’infertilità, la sofferenza è normale e naturale. Anche quando finalmente superi la cosa, la elabori e, resilientemente, la trasformi in qualcosa di positivo. Magari decidendo di non darti per vinta, magari capendo che essere genitori non è il vostro destino, magari affidandoti a cure, magari capendo che la strada per diventare genitori, per voi, non passa dalla pancia ma dal cuore e intraprendendo così il magnifico percorso dell’adozione. Ognuna vive la maternità, la gravidanza o la non-genitorialità a modo suo, negativamente o più positivamente, e non c'è una giusta maniera.

E poi, un giorno, la lineetta rosa compare sullo stick. Anche lì, però, la paura e i dubbi degli anni precedenti passati a rimuginare si fanno sentire, e il timore che vada storto non fa vivere il momento con la gioia che spetterebbe di diritto. Perché, magari, già altre volte il test era positivo, ma lo spietato utero non aveva permesso di andare oltre una certa soglia…

Ma il giorno diventa un mese, e poi due e poi tre, e a quanto pare finalmente ce l’avete fatta. Siete incinte davvero, e il vostro bambino si sta attaccando con tutte le forze alla vostra pancia. Vostro figlio è davvero lì, e finalmente lo sentite, e finalmente lo dite a tutti.

E già dirlo è una gioia: i familiari e gli amici spesso vivono insieme ai genitori le sofferenze, e la felicità che provano la sentono perfettamente anche loro, consapevoli che lo sforzo fatto finora rende tutto amplificato, più gioioso, più denso di speranza, stupore e pura felicità.

Ecco: ora è il momento di godere davvero, ex mamma infertile e neo-mamma incinta. È il momento di stare bene con te stessa, di toccarti la pancia, di fantasticare, di comprare culla, biberon, seggiolino e passeggino. È il momento di godere degli sguardi altrui, delle coccole del papà, dell’immagine di tuo figlio che giorno dopo giorno si crea nella tua mente e che verrà poi spazzata via nel momento in cui lo conoscerai davvero, tuo figlio, e sarà migliaia di volte più bello di ogni fotografia ipotizzata che avevi in testa.

Restare incinta è stata una fatica. Ma questa fatica rende tutto ancora più bello, più soddisfacente, più vero e più sentito. Cerca solo di non lasciarti sopraffare dalle paure. Perché non è più il momento di provare timore: è il momento di essere felici e rilassate. E basta. Perché TE LO MERITI!

 

Impara con le lettere e gli animali

Venerdì, 12 Gennaio 2018 08:21

I giocattoli in legno li adoriamo; lo stesso vale per gli strumenti educativi per imparare a leggere; gli animali non mancano mai nelle ceste dei giochi dei nostri bimbi. Dunque non potevamo lasciarci sfuggire la notizia: noi il 19 gennaio correremo in edicola. Arriva infatti la nuova collezione edu-tainment (educativa e divertente) “Impara con le lettere e gli animali”.

“Impara con le lettere e gli animali”: la nuova collezione di lettere e animali in legno per imparare divertendosi

Dal 19 gennaio, con cadenza prima ogni 14 giorni e poi settimanale, troveremo finalmente in edicola la nuova collezione “Impara con le lettere e gli animali” di RBA Italia. Perché ci piace? Perché non è la solita collezione di giocattoli plasticosi per bambini, ma nemmeno la boriosa e noiosa serie di libri educativi che sappiamo già prenderanno polvere sugli scaffali in cameretta.

Un libro, un animale in legno e una letterina nello stesso materiale, fatti per giocarci, per essere maneggiati e per imparare divertendosi: “Impara con le lettere e gli animali” è questo. Ad ogni uscita i bambini troveranno un bellissimo racconto che avrà come protagonista un animale, la forma in legno con lo stesso animale e la lettera (sempre in legno) corrispondente all’iniziale del nome di questo animale. Non le solite “C” di “coccodrillo” o “O” di “orso”. “B” è la lettera di “Ben”, il cavallo, ad esempio, mentre con la “C” i bambini conosceranno Carla, l’orsetta.

Le lettere in legno (un materiale sostenibile, naturale e sicuro che come sapete amiamo moltissimo) sono utilissime: nel solco della tradizione montessoriana, possono essere utilizzate come strumenti tattili per imparare a leggere. Come l’alfabeto tattile di Maria Montessori, infatti, queste lettere in legno (bellissime, corpose e fatte per restare in piedi da sole) stimolano la sensorialità del bambino, che non impara così solo leggendo la lettera scritta, ma ne prende confidenza in maniera molto più completa.

Il tutto è quindi reso molto più divertente dal racconto, che possiamo leggere ai bambini o che possiamo benissimo utilizzare come strumento per insegnargli la lettura, e dall’animale in legno, con il quale giocare tutti i giorni replicando anche la storia contenuta nel libro!

Copia di I volumi di Impara con le lettere e gli animali.jpg

Ogni mese, in questo modo, i bambini scopriranno una lettera e un animale alla volta (ci sono sessanta uscite!). La prima uscita (che parlerà di “Amanda vuole essere un’Astronauta”) costa pochissimo: al lancio, infatti, “Impara con le lettere e gli animali” costerà solo 1.99 euro. La seconda uscita sarà invece “Ben va in Bicicletta” (il nostro amico cavallo!) e costerà 3.99 euro. Dalla terza uscita, quindi, il costo sarà di 7.99 euro (comunque contenuto, se pensiamo ai materiali e al volumetto).

Sul sito di “Impara con le lettere e gli animali” è possibile anche abbonarsi, risparmiando notevolmente e ricevendo ogni mese più uscite tutte insieme, oltre che dei regali esclusivi come il set di mascherine per carnevale, lo zainetto tigre o il tappeto-sacco porta giocattoli (una manna dal cielo, per le mamme disordinate come noi!).

I bambini potranno inoltre imparare e divertirsi anche attraverso una fantastica app creata per scrivere e riconoscere le lettere sullo schermo del tablet, scoprire il suono delle lettere e in quali parole si possono trovare e fare tanti giochi come ad esempio il memory delle lettere.

 

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