Il trasloco è positivo o negativo per i bambini?

Molti genitori quando decidono di cambiare città, paese o addirittura continente si chiedono che effetto avrà sui loro bambini e come reagiranno. Si sentiranno destabilizzati oppure, al contrario, avranno una marcia in più in futuro?

Spesso nei genitori si sviluppa anche un leggero senso di colpa, dovuto alla sensazione di stare imponendo una propria decisione a qualcun altro.

Non c’è una risposta universale. Dipende in primo luogo dal carattere del singolo bambino (se è più estroverso o introverso). Soprattutto, è fondamentale l’approccio dei genitori, che devono riuscire a trovare il modo giusto per supportarli e guidarli in questo cambiamento.

Esistono ricerche che hanno studiato l’argomento, come quella pubblicata sul Journal of Social and Personality Psychology: secondo i ricercatori, traslochi frequenti avrebbero conseguenze negative nella crescita dei bambini. Ma non per questo dobbiamo scoraggiarci.

Online troviamo parecchi blog e racconti di persone che spiegano come, a loro parere, traslocare ripetutamente durante l’infanzia si sia rivelato per loro una chiave verso il successo.

Tra i molti esempi troviamo quello di Tia Gao, che su Medium ha condiviso la sua esperienza. Ex studentessa di Stanford, ora lavora nel mondo delle startup. Da bambina, si spostò 6 volte prima dei 14 anni, passando dalla Cina a Singapore, fino a San Francisco. Basandosi sulla sua esperienza, la donna porta al pubblico la sua critica nei confronti dell’articolo pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, secondo cui cambiare casa ripetutamente prima dei 14 anni causerebbe problemi e disagi in età adulta.

A Tia Gao, al contrario, cambiare più volte residenza avrebbe insegnato ad adattarsi e a sopravvivere, oltre che ad accettare tutti gli eventi della vita che sfuggono al nostro controllo.

Non è detto, dunque, che traslocare, significhi per forza destabilizzare i bambini, lasciando in loro incertezze e dubbi.

In un altro articolo, Emma Lord, giornalista, ha elencato i 12 aspetti della sua vita che hanno beneficiato dei molti traslochi durante la sua infanzia, rendendola così un’adulta migliore. Tra questi, lo sviluppo di una maggiore autoconsapevolezza. In particolare, grazie a questa esperienza Emma si dice molto più consapevole del suo carattere e di quegli aspetti della sua personalità che restano sempre costanti e fermi, nonostante il cambiamento di luogo e contesto. Altra abilità acquisita nel corso dei vari spostamenti, è la capacità di rompere il ghiaccio. Non ultimo, secondo la giornalista questa sua vita durante l’infanzia le avrebbe lasciato una positiva predisposizione a viaggiare.

In conclusione, più che concentrarsi su quanto ci sia di universalmente positivo o negativo nel traslocare con i bambini, sarebbe più utile elaborare una sorta di guida personale per aiutare i propri figli ad affrontare questo cambiamento secondo i bisogni della propria famiglia. In caso di incertezza o difficoltà, è sempre utile rivolgersi ad una persona qualificata, come uno psicologo o un educatore, per definire insieme un percorso e capire quali accorgimenti siano più adatti al proprio bambino.

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