LaboGattoMeo, il laboratorio Munari di Seregno

Il metodo Bruno Munari è bellissimo: creativo, didattico, formativo. I suoi Laboratori, nati avanguardisticamente negli anni Settanta a Brera, si propongono di aiutare i bambini a rendersi indipendenti attraverso l'arte. Insomma, un po' come coniugare il metodo Montessori con la creatività!

In Italia purtroppo non sono diffusissimi, ma alcune realtà ne propongono i principi didattici applicandoli ai bambini (dal momento che spesso vengono utilizzati anche per la formazione degli adulti!): una di queste si trova in Lombardia, e più precisamente a Seregno (provincia di Monza Brianza, via Colombo 80). Si tratta di Labo Gatto Meo, e siamo sicuri che vi piacerà!

Ecco il LaboGattoMeo, il laboratorio Munari di Seregno: attività e formazione per i bambini per stimolarne la creatività e l'indipendenza

Il Laboratorio è nato qualche anno fa dall'idea di Silvia Frigerio e Mascia Arienti, le quali frequentarono il Master in Metodologia Bruno Munari proposto proprio dall'eponima Associazione, per sviluppare progetti culturali infantili rivolti tanto ai genitori e agli educatori quanto ai bambini, protagonisti dei laboratori.

Il nome è già tutto un programma: LaboGattoMeo si ispira infatti al Gatto Meo Romeo in gommapiuma realizzato dal designer nel 1949, una scultura interattiva super innovativa, nonché ai caratteri del Gioco ABC di Danese disegnato da Munari, utilizzati proprio per il logo del laboratorio.

I laboratori didattici e creativi proposti nella sede di Seregno da Silvia e Mascia e presso la Fondazione Pietro Rossini di Briosco sono rivolti alle famiglie ma anche alle scuole.

LaboGattoMeo, in sostanza, si rivolge ai bambini e ai gruppi familiari o scolastici con proposte creative e progetti di didattica dell'arte per indagare e stimolare la curiosità dei più piccoli attorno al linguaggio dell'arte, alle forme espressive più disparate, alla creatività e alla comunicazione.

Nei laboratori trovano spazio tutte le forme dell'arte, quindi: pittura, scultura, disegno, grafica, architettura, fotografia, scrittura. I bambini, in questo modo, sono invitati a sperimentare e scoprire il piacere derivato dall'arte e dalla creatività, che si trasforma in strumento didattico ed educativo in maniera dolce e divertente. Si sperimentano mille tecniche e mille materiali, e senza freno alla creatività si trasforma l'esperienza in strumento per diventare indipendenti. Il tutto rivolgendo il pensiero al "come fare per capire, come fare per formare", seguendo il pensiero pedagogico di Bruno Munari

Non si tratta quindi di copiare opere d'arte, o di realizzare qualcosa di già esistente, seguendo regole ferree e prestabilite, ma di valorizzare il processo creativo e il percorso che portano all'indagine sull'opera. L'obiettivo? Portare i ragazzi verso l'autonomia di pensiero lontana dagli stereotipi, in modo che la sua fantasia e la sia immaginazione diventino strumento logico da sfruttare nel corso della vita.
Gli operatori dei Laboratori Bruno Munari non dicono Cosa Fare. Quello mai! Piuttosto indirizzano verso il Come Fare, stimolando l'autonomia, l'originalità, la creatività, l'osservazione e l'elaborazione autonoma.

Così, da LaboGattoMeo i genitori e gli educatori potranno trovare la Baby Officina, per i bambini di 3 e 4 anni, che indagherà l'arte dei grandi maestri contemporanei e proporrà laboratori artistici con i più svariati materiali; il Labo per bambini di 5 e 6 anni, con diverse attività creative incentrate attorno all'immaginazione, all'inventiva e alla sperimentazione della bellezza; il Labo per bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni di età, con laboratori come quello dei Castelli di Carta per conoscere e sperimentare le più svariate tecniche costruttive; il Labo in pillole, per gli appassionati che hanno tempo solo la domenica; e infine il Labo dedicato alle aziende, agli enti, ai musei e alle gallerie, ma anche agli istituti scolastici, che potranno così compiere un percorso per completare i programmi di sviluppo della creatività infantile (o implementare la promozione dell'immagine aziendale).

Sara Polotti

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