Leggere ai bambini: l'influenza positiva verso la posizione lavorativa da adulti

L'abitudine alla lettura fin da piccoli è qualcosa che da sempre sosteniamo: non solo per i risvolti intellettivi, ma anche e soprattutto per l'apertura di orizzonti che dà ai bambini e ai ragazzi, per il fatto di essere un sano passatempo che si porteranno dietro per tutta la vita e per la bellezza della lettura in sé.

Tuttavia, è innegabile: i risvolti intellettivi che abbiamo accennato sono importanti e assolutamente concreti. La lettura stimola il cervello, e i contenuti aprono la mente in maniera davvero utile.

Ed ora è proprio una ricerca italiana a confermare che bambini che leggono diventano adulti molto più intelligenti e, conseguentemente, di successo: vediamo come!

Leggere ai bambini: una ricerca italiana dimostra come influenzi positivamente la posizione lavorativa

Tre economisti dell'Università degli Studi di Padova, Giorgio Brunello, Guglielmo Weber e Christoph T. Weiss, hanno dimostrato infatti che leggere fin da piccoli porta i bambini a diventare adulti con una carriera professionale più solida.

Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica The Economic Journal (potete leggerne un estratto qui: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/ecoj.12307/full), e ha preso in considerazione circa 6000 adulti di nove diversi paesi europei cresciuti tra il 1920 e il 1956, e cioè negli anni in cui la scuola è diventata d'obbligo. La ricerca ha voluto indagare la correlazione tra i libri letti e l'ambiente famigliare (se stimolante o meno in relazione alla lettura) all'età di 10 anni e i guadagni ottenuti una volta cresciuti.

Dallo studio è emerso che se le famiglie d'origine, durante l'infanzia dei soggetti, avevano in casa meno di uno scaffale di libri, i bambini una volta cresciuti hanno effettivamente guadagnato meno rispetto a chi ha avuto accesso a molti libri (così come un solo anno di scuola in più ha aumentato questi guadagni del 5% nel caso di bambini che hanno letto pochi libri, del 21% chi ne ha letti molti). 

Ma non solo a livello di (mero) guadagno questo dato si è rivelato: soprattutto in merito alla posizione lavorativa in sé, che per i bambini cresciuti in mezzo a tanti libri è effettivamente superiore (a partire dal lavoro di ufficio in su).

Gli aspetti da tenere in considerazione ovviamente sono molti, a partire dal fatto che una casa con molti libri spesso è indice di una condizione socio-economica più elevata, e quindi si presume che anche i genitori abbiano avuto in qualche modo accesso ad un'istruzione completa; tuttavia lo studio ha provato anche a registrare gli effetti nonostante l'educazione e gli stimoli dei genitori, e il risultato non è variato di molto: è proprio il numero dei libri ai quali i bambini avevano accesso, e quindi il numero (poi) di libri letti, a determinare il conseguente successo nella vita lavorativa. 

E anche il fatto di aver condotto la ricerca su gruppi sostanzialmente omogenei e di simile estrazione ha dimostrato la stessa scuola: nella maggior parte dei casi il fatto di vivere in case con molti libri e di averne letti altrettanti è sinonimo di un futuro migliore rispetto a chi, alle stesse condizioni socio-economiche, i libri non li ha poco o per niente presi in mano.

 In conclusione, anche se lo studio ha voluto solo empiricamente dimostrare attraverso i numeri come la lettura influenza la vita lavorativa, a livello concettuale  è innegabile il fatto che essa abbia effetti positivi sia sul rendimento scolastico sia sull'apertura mentale, e una casa nella quale i libri sono a disposizione incoraggia sicuramente questa tendenza. 

Mamme, riempite la casa e la cameretta di libri, leggeteli insieme ai bambini, fatevi vedere mentre leggete; solo così i vostri figli si appassioneranno davvero al passatempo più bello e stimolante del mondo!

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