Storie, poesia, musica e tutto ciò di cui i bambini hanno bisogno

Romanziere per ragazzi tra i più amati, il quasi settantenne Philip Pullman ha creato mondi fantastici nei quali moltissimi bambini si sono immersi con entusiasmo. La trilogia di "Queste oscure materie" e la serie di Sally Lockhart (a partire dal "Rubino nel fumo") sono solo alcune tra le sue opere più famose.

Nel 2005 è stato insignito dell'Astrid Lindgren Memorial Award: all'autrice del romanzo dedicato all'eroina bambina Pippi Calzelunghe è dedicato dal 2003 questo premio alla Letteratura d'Infanzia, e all'inventore del mondo di Lyra Belacqua è andato l'onore di ricevere questo riconoscimento.

In occasione del decimo anniversario dell'ALMA (il premio Lindgren, appunto), Philip Pullman ha donato ai suoi lettori un pensiero meraviglioso riguardante l'importanza dell'arte e della cultura per i nostri bambini.

Storie, poesia, musica e tutto ciò di cui i bambini hanno bisogno: nelle parole di Philip Pullman la meraviglia delle arti nelle vite dei nostri figli.

Paragonando il bisogno di storie, poesia e musica dei bambini alle urgenze primarie come il cibo, il sole e l'aria aperta, lo scrittore vuole esprimere e imprimere nelle menti dei genitori l'importanza dell'arte nella crescita dei ragazzi: un bisogno non visibile o istantaneo come il nutrimento fisico, ma altrettanto fondamentale!

"Se non si danno al bambino arte, storie, poesie e musica il danno non è subito visibile, ma c'è", si legge sulla pagina dell'ALMA sulla quale è stato pubblicato il testo integrale di Philip Pullman . "I loro corpi sono sani abbastanza, possono correre, saltare, nuotare e mangiare con appetito e fare molto rumore, come i bambini hanno sempre fatto. Ma qualcosa manca".

Questo qualcosa, appunto, è l'arte. Soprattutto quando un bambino ne è affamato senza saperlo.

Le parole di Philip Pullman continuano poeticamente, ma colpiscono in profondità: certo, non nega esistano persone che possono fare a meno dell'arte, che non possiedono alcun libro e la cui casa ha pareti spoglie, senza alcun dipinto o immagine o disco. Queste persone potrebbero non accorgersi nemmeno se un giorno tutta l'arte sparisse dal mondo, e non ne soffrirebbero, probabilmente.

"Ma - continua l'autore - altre persone, nel corso della loro infanzia, o giovinezza, o addirittura da vecchie, si imbattono in qualcosa di cui non si sono mai sognati prima. Un giorno sentono una voce alla radio che legge una poesia, passano accanto ad una casa dalla cui finestra aperta si sente qualcuno che suona il piano, vedono il poster di una particolare opera appeso al muro di qualcuno, e vengono colpiti in un modo così difficile eppure così dolce che gli vengono le vertigini".
Queste persone si accorgono all'improvviso di avere una fame che mai hanno saziato, quella culturale, perché mai è stata data loro la possibilità di farne esperienza. Così accade ai bambini ai quali è stata negata la possibilità di conoscere l'arte, la cultura, la narrativa, la musica: potrebbero imbattersi all'improvviso in essa nel corso della loro vita e capire che il vuoto che sentivano poteva essere colmato da tutto questo, oppure non accorgersene mai, e privarsi così di una parte fondamentale della loro persona.

"Gli effetti della fame culturale non sono drammatici e non sono facilmente visibili", dice l'autore, che, continuando, vuole sottolineare l'importanza di dare una possibilità ad ogni bambino. Magari non ne avrà bisogno, magari non gli importerà di leggere un capolavoro o di godere di un paesaggio ben disegnato, ma almeno avrà avuto la chance di capire se nella sua vita la cultura è importante o meno.
"Questa fame esiste in un sacco di bambini, e spesso non viene soddisfatta perché non è mai stata svegliata. Moltissimi bambini in tutto il mondo muoiono di una fame per qualcosa che alimenta e nutre la loro anima in un modo che nient'altro avrebbe mai potuto fare".

Risvegliare questa fame dovrebbe quindi essere compito di ogni genitore ed educatore. Non solo. Dovrebbe essere un diritto costituzionale di ogni bambino!

"Diciamo, giustamente, che ogni bambino ha diritto al cibo e al riparo, all'educazione, alla medicina, e così via. Dobbiamo però capire che ogni bambino ha il diritto di fare l'esperienza della cultura. Dobbiamo comprendere appieno che senza storie, o poesie, o disegni, o musica i bambini moriranno di fame".

Moriranno. Di. Fame. Capito?

Sara Polotti

Foto Credits: https://www.flickr.com/photos/thenickster/8016466507

Ti potrebbe interessare anche

Filastrocche a tavola
Matisse attraverso la creatività: i collage per bambini
“Benvenuto, pomodoro!”, il progetto per promuovere la lettura e la sana alimentazione
Il libro per fare la nanna con il sorriso: “Buonanotte” de Il Castoro

Lascia un commento

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

rassegna