Come parlare a tuo figlio del suo modo di fare arte

Quella macchia di colori sembra proprio una farfalla. "Ma no, mamma! Ho disegnato un pagliaccio!". E quella che sembra un sasso capovolto è una Tartaruga Ninja, nientemeno.

Capita a tutti i genitori. Soprattutto quando vostro figlio si sente super artista e dipinge tutto il giorno disseminando casa di disegni incomprensibili (ma sempre bellissimi!).

Alla fine ti ritrovi ad usare tutta la gamma di espressioni che ti evitano il momento di indovinare il soggetto. Del tipo: "Wow, quanti colori!", "Mi piace il modo in cui hai usato i pastelli a cera" o "Spiegami a parole tue il tuo bellissimo disegno".

Come parlare a tuo figlio del suo modo di fare arte: le cose da dire e non dire quando il tuo piccolo ti mette davanti alla sua bellissima, indecifrabile opera d'arte

- Sì alle domande riguardo al suo lavoro. Chiedigli di parlarti di come gli è venuta l'idea o quale tecnica ha utilizzato o rivisitato: lo farà sentire importante e stimolerà le sue capacità comunicative (fondamentali per un vero artista!).

- Sì ai commenti: parla apertamente della sua tecnica e cosa ti piace di essa. Ad esempio, di come sta venendo bene la mescolanza tra due colori, del suo modo di tratteggiare o di pennellare, di quanti bei pois sta mettendo nel suo disegno.

- Sì ai riconoscimenti: fai notare a tuo figlio il fatto che sei a conoscenza del duro lavoro che sta facendo, di come si sta impegnando e di quanta cura sta mettendo nei dettagli, o di quanto sia bravo a immaginare e creare.

- Si ai limiti:i travasi sono i travasi, il disegno è un disegno. Per cui poniamo dei limiti strutturali se i nostri piccoli invece che disegnare con le tempere vogliono solo spremere le confezioni: ciò significa che non hanno piacere di disegnare ma di effettuare attività più sensoriali e magari troveremo anche modo di coinvolgerli quando spremeremo un tubetto di dentifricio!

No

- No a commenti negativi: regola numero 1 mai disprezzare il lavoro dei vostri piccoli, ne uscirebbero con l'autostima a pezzi. 

- No alle domande del tipo: "E questo cos'è?". Niente di più scoraggiante e demotivante. Ma come, cos'è? Allora significa che non è stato bravo abbastanza?

- No ai complimenti automatici e impersonali. Un "Com'è bello" detto impulsivamente, automaticamente e frettolosamente non porta a nulla. Lui capirà che non sei sincero!

Sara Polotti

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