E' nato un papà

Il ruolo del papà ha subìto un profondo cambiamento negli ultimi decenni. Si è modificato il concetto di famiglia e con esso i ruoli che i genitori assumono rispetto ai figli. Se qualche anno fa l'immaginario collettivo rappresentava il papà come capo famiglia autoritario, detentore del potere decisionale, poco presente nella gestione della prole, proiettato unicamente nel mondo del lavoro e la donna come Mamma, spesso casalinga, con il dovere principe di prendersi cura dei figli e del marito, ora il papà è decisamente più presente sia fisicamente che emotivamente nella gestione dei figli con un ruolo attivo. Ha smesso i panni del "duro" per indossare quelli del genitore competente e la mamma può essere anche altro oltre che mamma, può proiettarsi nel mondo del lavoro e delegare alcuni dei compiti genitoriali classicamente a lei affidati, può riscoprirsi come donna e dedicare parte del tempo al proprio benessere. Il papà, una volta figura da temere e apparentemente forte, oggi può permettersi di dimostrare affetto, cure, attenzioni sia nei confronti del figlio che della partner, può permettersi di mostrarsi spaventato, disarmato, in difficoltà a volte, senza per questo temere di perdere il suo ruolo maschile, che rimane sicuramente importante nella misura in cui serve a controbilanciare la modalità femminile della madre, spesso molto più orientata all'accudimento e alla protezione. Se dovessi immaginare una metafora, mi piace l'idea che la mamma possa rappresentare per il figlio le radici, mentre il papà le ali! La mamma è la sicurezza emotiva, è l'àncora, il papà apre le porte del mondo, propone nuove esperienze sociali, porta altrove...

Ma quali sono i nuovi compiti che si trova a svolgere un papà oggi?

- Sicuramente è importante che garantisca la sua presenza fin dalla gravidanza in modo da viverla attivamente, partecipando ai momenti salienti del percorso gestazionale e alle decisioni relative al futuro nascituro. Dopo la nascita il papà dovrebbe essere presente nell'accudimento del bambino fin da subito, creando dei rituali personali, come il bagnetto o l'accompagnamento al sonno. Non è sempre facile che ciò avvenga, un po' per la paura paterna nella gestione del piccolo, un po' per la difficoltà della mamma di non avere il completo controllo nella cura del suo bambino. Mi sembra comunque importante che si superino al più presto queste piccole difficoltà per evitare che si crei la coppia mamma-bimbo, con ritmi propri, così consolidata a chiusa da emarginare il papà, facendogli assumere un ruolo secondario, poco partecipato, poco incluso nel nuovo assetto familiare. Anche in periodi di tempi successivi, il papà dovrebbe garantire il proprio esserci, appena possibile, dedicando tempo ed energie al bambino e concedendo alla mamma di ritagliarsi i propri spazi personali.
- L'affetto da dimostrare al bambino non è mai troppo! Ritrovo a volte ancora stereotipi del passato in alcuni papà del giorno d'oggi, che li inducono a credere che dimostrare affetto e rinforzare positivamente il proprio figlio attraverso parole di apprezzamento ed esternazioni emotive sia come delegittimarsi dal ruolo maschile, come perdere un po' di autorevolezza agli occhi del bimbo. In realtà non è certo così che viene messo in discussione il loro "potere"! E' necessario trovare il giusto equilibrio comportamentale in modo da poter far sentire il bambino amato, apprezzato, rispettato ma nel contempo riuscire a mostrarsi autorevoli e fermi, quando necessario.
- Il papà spesso per il bambino crescendo, rappresenta il momento del gioco, della condivisione di esperienze divertenti; è ciò va benissimo! Non dimentichiamo però che oltre al piacere c'è il dovere; man mano che il bambino cresce, ci saranno sempre più impegni improrogabili a cui devono far fronte i genitori, come le visite pediatriche, i colloqui con gli insegnanti, il supporto all'esecuzione dei compiti, l'accompagnamento agli sport ... Non diamo per scontato che siano doveri femminili! E' auspicabile che il papà possa sostituire la mamma in queste attività, magari perché anche la mamma lavora ... o magari perché la mamma nel frattempo si prende una pausa dall'intensa attività di mamma!
- Altro requisito da sottolineare è il "fare squadra con la mamma" : no alle discussioni per princìpi educativi diversi in presenza dei bambini , lo scopo non è far prevalere la propria idea, non è dimostrare di aver capito tutto su come essere genitori perfetti ma, attraverso un confronto autentico e sereno, avere la finalità di raggiungere un equilibrio nella coppia genitoriale, mettendo in discussione sia le proprie che le altrui iniziative per trovare un punto d'accordo.

Dott.ssa Monica Contiero

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