Storia di mamma, storia di famiglia

E questo mese un'altra donna, e mamma, ci racconta la sua esperienza....

Ho sempre sognato di essere madre. Sempre! Da quando mi ricordo, dai giochi dell'infanzia, alle conversazioni con le amiche in adolescenza.

Ed io, sognatrice, avevo già programmato tutto: mi sarei innamorata follemente di un principe misterioso, sarei rimasta incinta e sarei stata una donna incinta piena di desideri, coccolata dalla famiglia e dagli amici. Persino il nome del cucciolo già lo sapevo: Pedro. Ho scelto questo nome per conto di una canzone di Raul Seixas "Il mio amico Pedro" che diceva "Dove tu vai, vengo anch'io" - (https://www.youtube.com/watch?v=cvUG2kegI48) - e quando il mio bambino sarebbe arrivato, io gli avrei cantato questa canzone come un ninna nanna per farlo addormentare ogni notte, gli avrei raccontato delle storie ogni giorno e sarei diventata la mamma più brava del mondo.

Ma la vita confonde e ingarbuglia sempre i nostri piani, ma è per questo che è così eccitante! Quello che è successo in realtà, è che il mio principe è sempre stato vicino a me, e non è mai stato cosi misterioso . . . dopo circa 15 anni di amicizia ho sposato il mio migliore amico!

Nel 2008 ci siamo trasferiti in Inghilterra, una terra lontana per chi ha sempre pianificato di fare crescere il proprio bambino in una specie "tribù" familiare. Dopo 3 mesi sono rimasta incinta!! La nostra felicità era così grande, non pensavamo che sarebbe stato tanto veloce. In un primo momento è stato difficile essere cosi distante dal mio paese, della mia madre lingua, della famiglia e degli amici. Ma l'Inghilterra mi dava la possibilità di vivere la mia gravidanza in modo molto più naturale che come sarebbe stato nel mio paese, e questo mi ha aiutata ad essere più coraggiosa, nonostante la distanza dai miei affetti.

In Inghilterra, chi segue da vicino la donna incinta è la "Midwife", il medico viene coinvolto soltanto se qualcosa non va bene, ma fortunatamente, ho avuto una gravidanza abbastanza tranquilla, tolta la sensazione di malessere e la mancanza della mia famiglia. Una gravidanza completata da belle esperienze: il corso prè parto per le coppie (che ci "insegnava" il parto naturale), il corso per imparare a controllare il respiro durante il parto, l'acqua gym (dove ho conosciuto delle amiche per la vita), lo yoga e tante letture sulla gravidanza.

È stata una ecografia a svelarmi che quel Pedro che avevo tanto sognato stava per arrivare. E così, il 4 luglio 2009, dopo un paio di ore di travaglio, tanto dolore e tanto gas esilarante, è nato il mio piccolo Pedroca. Bello e tranquillo, l'ho allattato da subito, e una pioggia di ormoni mi ha riempito di felicità assoluta per i primi sei mesi. Poi, però, è arrivata la parte "difficile" della fiaba, quella in cui il bel bambino non dorme, non si ferma mai ad ascoltare le storie, e la gente del paese in cui vivi non vede bene le donne che allattano in pubblico. Mio marito (che considero un eroe) ed io ci siamo fatti in mille per riuscire a realizzare le cose più elementari e avremmo dato non so cosa per avere un aiuto. Ma questo caos dei primi anni, così lontani da chi avrebbe potuto aiutarci, ci ha soltanto rafforzato, ed ha unito la nostra famiglia. Ringrazio sempre per aver vissuto questa esperienza e ringrazio Pedro che ci ha insegnato tanto.

Nel 2011 siamo tornati in Brasile e nel 2013, il nostro piccolo João è nato, con vicine tutte le persone che abbiamo sempre sognato. Adesso stiamo già pensando ad una nuova avventura, in un'altra cultura, in un altro paese. Ora con loro due più grandi, stiamo pazientemente aspettando dove la vita ci porterà!

Carola Corsi, 35, Brasiliana, mamma di Pedro (5 anni) e João (2 anni).
onna, e mamma, ci racconta la sua esperienza....

Tathi Saraiva

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