Le emozioni della mamma

Quando si pensa a una mamma col proprio bambino in braccio, si tende a immaginare una giovane donna, curata, sorridente, solare, distesa che guarda la propria creatura tra le sue braccia che dorme serena e rilassata. E, in effetti, ci sono anche momenti in cui una situazione del genere può proporsi nella vostra vita di mamme. L’errore sta nel pensare che sia sempre così. Purtroppo ci saranno anche momenti in cui non vi sentirete curata proprio come Audrey Hepburn, che il vostro bambino non dormirà sereno tra le vostre braccia ma urlerà come un disperato e voi … non avrete un’espressione serena e distesa … e non sentirete crescere in voi l’amore materno e lo spirito di accadimento … anzi, proverete emozioni negative, come la rabbia, la paura, la tristezza. Avrete pensieri indicibili e violenti e vi sentirete sull’orlo di una crisi di nervi. Benvenute nel club! Siete delle normalissime neo mamme, alle prese con il carico fisico che ciò comporta e con il peso della responsabilità del vostro nuovo importantissimo ruolo.

Possiamo dire di sentirci arrabbiate ogni tanto!

Forse si dice ancora troppo raramente che le mamme provano anche emozioni negative nei confronti dei loro bambini, è ancora un po’ troppo idealizzata la figura della super mamma sempre carica e pronta ad affrontare ogni situazione, sempre a disposizione col sorriso sulle labbra. Siamo essere umani, non dimentichiamolo! Abbiamo dei limiti fisici e psicologici. Non possiamo farci carico di tutto quel che comporta la maternità senza mai avere un attimo di cedimento. È assolutamente sano. Anzi, qui incoraggiamo la verbalizzazione delle emozioni che vengono vissute, soprattutto quelle negative. Il fatto stesso di condividerle e normalizzarle le rende meno spaventevoli e più gestibili. Il fatto di poterne parlare, e di sapere che non si è pessime madri se lo si fa, evita che questi pensieri diventino vere azioni.

L’emozione negativa più spesso provata dalle neo mamme è sicuramente la RABBIA. Le mamme si arrabbiano perché stanche dalla gestione di un bambino che chiede continuamente cure e attenzioni, frustrate dal dover essere sempre a disposizione anche quando non si hanno più energie e dal dover farsi carico di diversi ambiti in famiglia (spesso non si occupano solo del bambino ma anche delle faccende domestiche, del preparare pranzi e cene …), sono arrabbiate col loro bambino perché piange spesso, perché non sta buono col papà o con la nonna, ma si calma solo col contatto materno, perché le limita nella loro scelte di vita, perché le proprie esigenze e i propri desideri sono passati in secondo piano.. ora c’è lui! Sono arrabbiate con tutto un contesto sociale che spesso è giudicante o che le fa sentire inadeguate nel loro ruolo materno, col partner che non arriva a capire da solo quello che dovrebbe fare per essere di supporto, che lavora ( beato lui!), ed esce tutti i giorni senza aver incollato perennemente il bambino.

Le mamme provano spesso anche TRISTEZZA. Sembra inconcepibile a chi non è genitore immaginare una neo mamma che ha trascorso nove mesi in trepidazione nell’attesa del suo così tanto desiderato bambino, che ha fatto mille preparativi, che ne ha sempre parlato con gioia ed entusiasmo, diventare improvvisamente dopo il parto triste e depressa. Senza arrivare ad analizzare in cosa consista la depressione post partum, molte donne provano comunque momenti di sconforto totale, si sentono svuotate e inadeguate, senza più energie né per sé né per il bimbo.

E che dire di tutte quelle volte che si prova PAURA? Paura di non farcela, di non essere in grado, di non comprendere le esigenze del bambino, di sbagliare qualcosa, di non garantirgli una crescita sana ed equilibrata, di fargli sentire tutta la nostra ansia, di sbagliare la dose di antibiotico, di lavarlo nell’acqua troppo fredda, di averlo coperto troppo …. Tutto all’inizio può spaventare. In effetti, non abbiamo più il bambolotto di quando eravamo bambine tra le mani, stavolta si fa sul serio, è un bambino vero questo, il nostro! E mamme non si nasce, ci si diventa giorno dopo giorno…

 Dott.ssa Monica Contiero

 

 

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