La storia di Beatriz

É arrivato 2015! E anche se sono solo delle date, l'arrivo di un nuovo anno ci porta sempre tante speranze. Quindi, per iniziare questo nuovo anno col cuore pieno di gioia, abbiamo scelto una bellissima storia da condividere con voi. Ricordate del racconto di Rita? (http://www.mammapretaporter.it/mondi-mamme/rubriche/mondi-di-mamme/storie-di-adozioni-e-di-amori-infiniti)
Allora questo mese Beatriz, la sua figlia piú piccola ci racconta la sua storia di "figlia del mondo". Una storia che sicuramente vi riempirà di buone energie.

La mia nascita non è stata accolta da palloncini rosa, baci abbracci e sorrisi. Anzi, sono stata salutata dal buio della tristezza, dalla povertà e da urla e grida. La mia culla era un terreno arido e sterile come il cuore della madre che mi ha donato la vita. Un cuore privo di amore e sorrisi, un cuore prosciugato dalla violenza e dall'ingiustizia. Nei miei primi anni di vita ho subito e visto tanto dolore, ma avevo i miei cinque punti di riferimento a farmi compagnia: le mie sorelle e il mio fratellino, grazie ai quali le mie notti erano meno buie e spaventose. Quando le autorità vennero a salvarci ero ancora molto piccola e tutto quello che so lo devo ai ricordi delle mie sorelle maggiori.

I miei ricordi cominciano dietro ai grandi cancelli dell'orfanotrofio. Furono tempi più o meno neutri, nella mia mente ci sono giochi, cartoni animati, tempo passato coi miei fratelli tra coccole e scherzi, ma c'erano le sbarre e la consapevolezza di non essere figli. C'è la fuga da quel posto grigio, il palloncino a forma di "tweetty" e le cure che mi dedicava la mia sorella maggiore Dayanne. Sono tante piccole cose che ogni tanto fanno capolino nella mia testa per ricordarmi di essere felice per ciò che ho, ciò che allora mi mancava.

La mia seconda venuta al mondo comincia con un abbraccio che somiglia tanto a un respiro di sollievo. La seconda volta che sono nata avevo 4 anni e il mio cuoricino vuoto era pronto a accogliere l'amore che mamma e papà mi davano incondizionatamente poiché questi nuovi genitori mi volevano davvero. Avevano fatto un lungo viaggio per accogliermi nella loro vita portando giocattoli e colori per dipingere con sfumature allegre il mio piccolo mondo. Ed è grazie quell'amore se sono cresciuta così, con due paesi nel cuore. In quel primo mese passato insieme abbiamo imparato a essere una famiglia, abbiamo visto e fatto così talmente tante cose da sostituire i brutti ricordi con piacevoli avventure e novità sempre felici. Siamo stati in numerosi parchi, visto piazze e città, abbiamo vissuto il natale assieme e il mio primo compleanno, abbiamo giocato, cantato e comunicato come si riusciva. E poi c'è stato il lungo volo in aereo e la prima volta che ho visto la neve che ha dato inizio alla mia nuova vita!

Col tempo sono stata sempre più attratta dalle mie radici, poiché con l'adolescenza il bisogno di sapere veramente chi fossi in tutte le mie sfaccettature cresceva. Finalmente, nel 2013, ho intrapreso un piccolo viaggio nel passato, ho letto le carte che i miei genitori custodivano in attesa del momento giusto e ora sono un po' più grande e quei primi due anni di cui non ricordo nulla ora fanno parte di me come è giusto che sia. Ho realizzato un video (http://youtu.be/-9GJE222_dQ?list=UUoRYJKp92_uocTpD3S8J8tQ) che contiene tutta me stessa tra dubbi, ricordi e paure, ma anche speranze e sogni. Quello è stato il progetto che ha chiuso il cerchio e sono riuscita a far pace con il mio passato.

Ora so che con l'appoggio dei miei genitori e delle mie sorelle posso avere tutta la felicità che merito."

 

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