La maternità nel mondo: essere mamma in Gran Bretagna

Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord: nel Regno Unito ci sono ben 4 nazioni, ma, beh, volete scoprire insieme a noi qualche curiosità? Insomma, com'è crescere un bambino sotto il regno di Elisabetta?

La maternità nel mondo: essere mamma in Gran Bretagna

Partiamo dal momento in cui una mamma nasce, e cioè quando porta in giro il suo pancione. Se in molte parti del mondo la maternità è spesso invasa da occhiate, toccatine e chiacchiere da parte dei conoscenti, in Gran Bretagna non vi capiterebbe praticamente mai di essere toccate sulla pancia da uno sconosciuto, da un parente lontano o da un amico poco intimo! Si è molto riservati su tutto, soprattutto sui propri sentimenti (non è insensibilità, ma discrezione ed educazione, rispetto nei confronti dell'altro!), quindi, a maggior ragione sulla maternità.

È la loro indole. Un'indole delicata e all'apparenza fredda che li spinge a non accettare mai un complimento (vi risponderanno sempre: "Oh, questo straccetto? Mmm, non mi convince"; oppure "Non è vero, il tuo taglio di capelli è moooolto più chic") e, prima di tutto, a non vantarsi mai. Gli inglesi non parlano mai dei buoni risultati in maniera pretenziosa, non si vantano mai di nulla, professionalmente, scolasticamente e personalmente. E i bambini vengono cresciuti in questo modo: sentono sempre quando i genitori non si sbilanciano con gli altri sui loro risultati, e imparano a loro volta a non vantarsi, in modo da essere sempre educati in una società nella quale il vanto non è accettato.

Tuttavia questa indole di apparente freddezza e riservatezza assoluta non si riflette (fortunatamente) sull'allattamento: vedere una mamma che allatta il suo bambino in pubblico è assolutamente normale e accettato, e anche se i negozi e i ristoranti hanno quasi sempre zone riservate a questa pratica per le più timide, non c'è clamore o disgusto nel vedere qualcosa di così naturale.

Fin da piccoli, poi, i bambini sono abituati e allenati a cadere e farsi male. Suona strano? Beh, sì. Ormai i paesi occidentali sono così abituati al childproofing (e cioè al sistemare ogni angolo della casa in modo che sia a prova di bambino - tanto che negli Stati Uniti esistono figure professionali apposta, che vengono in casa e sistemano tutto quanto!) da ritenere assurdo un comportamento del genere. Ma è proprio così, e non è così stupido come concetto: i bambini devono abituarsi a cadere e a farsi male, perché solo in questo modo possono imparare a gestire le loro competenze, capire il pericolo e aggiustare il tiro! Chiaro: non li si mette in pericolo di vita, ma un po' di lividi e graffi non fanno male.

Non appena vanno a scuola, poi, vengono subito vestiti con la loro piccola uniforme. Sì, è proprio come nei film. Quasi tutte le scuole prevedono un'uniforme, e il motivo è che gli inglesi ritengono che esse incoraggiano la disciplina e la concentrazione, oltre a spianare visivamente le distinzioni di classe (anche se, beh, nel Regno Unito queste classi contano ancora parecchio...).

E quando i bimbi tornano da scuola per festeggiare il loro compleanno a casa con i loro amichetti, ognuno accompagnato dai genitori, ecco che arriva anche il momento di mamma e papà, che da buoni inglesi si concedono una birretta o un bicchiere di vino anche in presenza dei bambini: gli inglesi bevono parecchio, lo sappiamo, ma soprattutto c'è la convinzione che sarebbe impossibile resistere ad una festicciola di compleanno con altri genitori che a malapena si conoscono da completamente sobri!

In ogni caso, il tempo passato in famiglia è sacro, e lo sono anche i compleanni e le vacanze. Di ferie i sudditi di Elisabetta sono soliti prenderne due, di due settimane l'una, una in estate e una in inverno. Non significa andare per forza da qualche parte: anche stando solo a casa, ma sapendo che quelle quattro settimane saranno dedicate solo alla famiglia!

Sara Polotti

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