I tempi e i costi dell'adozione internazionale

Quando una coppia inizia a pensare all'adozione, certamente prima vengono l'entusiasmo, la voglia di donare il proprio amore ad un essere umano in difficoltà, la felicità di formare una famiglia. Ma non è possibile nascondersi dietro un dito: il secondo pensiero è più sconfortante, e riguarda i tempi e i costi che derivano necessariamente da questa scelta.

È vero: è difficile, psicologicamente ed economicamente. Ma una scelta così bella può essere oscurata ed abbattuta dalla preoccupazione?

I tempi e i costi dell'adozione internazionale: facciamo chiarezza su alcuni punti insidiosi della scelta di adottare un bambino straniero

L'iter, ve lo abbiamo già spiegato, è in effetti lungo. Prima i corsi, poi la disponibilità in tribunale, poi le indagini degli assistenti sociali, poi l'affidamento della pratica ad un ente autorizzato, poi l'attesa e, solo alla fine di un percorso che durerà degli anni, l'abbinamento e la creazione di una vera famiglia con l'arrivo di un bambino.

Tuttavia non è giusto appigliarsi alla solita scusa del "i tempi sono troppo lunghi, bisognerebbe sfoltire la burocrazia". In questo caso la burocrazia esiste per un motivo ben preciso, importantissimo e imprescindibile: il bene del bambino.

Già: le indagini, le domande, gli enti e tutte le procedure nel mezzo servono solamente a raggiungere l'obiettivo di assicurare al bambino adottato, un essere umano già provato da disgrazie e abbandoni, una famiglia il più possibile vicina alla perfezione. Essere genitori non è un diritto; è il bambino che ha diritto ad una famiglia!

Altro discorso sono chiaramente i costi, che, beh, in effetti sono alti e portano moltissime coppie ad abbandonare l'idea e il percorso. La crisi economica e l'instabilità fanno sì che i soldi siano un deterrente. E sono sommati allo sconforto dei tempi lunghi: alla fine in molti desistono, e solo chi davvero vuole con tutto il cuore procedere ad adottare continua il cammino.

Nello specifico, i costi variano naturalmente da paese a paese. Il Vietnam è diverso dalla Cina, che è diversa dalla Russia, che è diversa dal Kenya, che è diversa dal Perù e così via. La media, tuttavia, è di solito intorno ai 20000 euro, ma non è impossibile arrivare a sborsare fino a 35000 o 40000 euro.

Ma cosa riguardano queste spese, per la precisione? Beh, i costi specifici dell'Ente Autorizzato (che pur essendo Onlus hanno giustamente bisogno di denaro per esistere, e che prima di vedersi affidato l'incarico comunica ai genitori la lista delle spese che sosterrà con i soldi ricevuti - dalle consulenze psicologiche alle pratiche e alle mediazioni con i paesi stranieri), i costi del Paese d'origine e degli istituti stranieri, ma anche le spese di viaggio dei genitori, che una volta abbinati ad un bambino devono recarsi per qualche tempo nel paese per familiarizzare con l'ambiente e con il futuro figlio., pagandosi di tasca propria il trasporto, il vitto e l'alloggio.

Ma la difficoltà economica non sta solo nei costi in sé: anche il reddito famigliare spesso è un impedimento che si mette tra la volontà adottiva e la reale possibilità di procedere. Il tribunale in Italia valuterà la possibilità dei genitori di crescere un figlio (e l'instabilità contrattuale spesso è motivo di difficoltà: i genitori a volte si rassegnano, altre aspettano di essere più solidi professionalmente), ma ci sono anche paesi, come la Cina, che vogliono essere sicuri che la coppia abbia un reddito minimo per assicurare il benessere del bambino adottato.

Insomma, è vero: è difficile. Bisogna mettere sul piatto moltissimi pro e altrettanti contro. Sta solo alla coppia decidere se pesa di più l'uno o di più l'altro!

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