Dalla parte di Persefone

Ogni tanto sorrido pensando alle mie amiche appassionate di babywearing che mi dicono: "siamo entrate nel tunnel della dipendenza del portare!", poi rifletto..

Da quando sono doula anche io ho una dipendenza: le dee, gli archetipi femminili e, conseguentemente, le mie adorate tende rosse..

Sento il bisogno di stare con le donne e condividere, ma questa è tutta un'altra storia!!

Le dee e gli archetipi femminili mi hanno molto aiutato a capire me stessa, la mia parte femminile ma anche i miei rapporti con gli altri, in primis: i miei bimbi, mio marito e mia madre.

E così, quando conosco delle donne, delle mamme, gli archetipi che le guidano mi saltano spesso agli occhi e mi dico: ecco Kali, oppure la Vergine Maria, Rhiannon o la mia adorata Artemide...

E spesso, quando entro a casa delle mamme in puerperio trovo una Persefone spaurita..

Lo ammetto, Persefone è una delle mie dee preferite, insieme ad Artemide e Nut.. anche Hermes lo adoro.

Non credo sia un caso, mi chiamo Cora e Kore era l'altro nome della dea, nella mia vita ci siamo incontrate spesso...

Conoscete il mito legato a Persefone?

La giovinetta era la figlia di Demetra, dea Madre e dea delle messi. Un giorno, Persefone si trovava a giocare con altre fanciulle e una spaccatura del terreno la inghiottì: venne rapita da Ade, dio degli inferi che la portò nel suo regno. Demetra tentò in mille modi di riavere la figlia, fin quando bloccò con la sua disperazione le messi e la vegetazione; Zeus quindi fece sì che la fanciulla potesse tornare dalla madre, la natura rifiorì. Persefone da quel momento, avendo mangiato semi di melograno offertile da Ade, dovette passare sei mesi sulla terra con la madre e sei mesi nel regno dei morti con Ade che la rese regina degli inferi; vari miti infatti narrano Persefone come colei che accoglie le anime nel regno dei morti..

Giungo a casa delle mamme in puerperio, accanto a Donne in piena trasformazione..

Beh, il parto ci fa ben cadere in un buco profondo e ci può anche esaltare.. una doula inglese ci raccontò quanto uno sciamano le aveva confidato di essere molto fortunate, noi donne, di poter provare questo momento "iniziatico".

Insomma Donne subito dopo il parto, che hanno vissuto la paura più profonda ma anche l'innalzamento e l'esaltazione..

Donne in piena trasformazione e spesso impaurite da questa sensazione, senza punti di riferimento, spesso attanagliate dalla gioia immensa ma nello stesso momento da paure bieche; felici per un attimo e tristi quello successivo.

Donne che grazie al parto possono fare un super salto nella loro vita, trovare fili, unirli, tessere nuovi trame, legare e slegare nodi; possono ritrovare nuove parti di sé, sentirsi potenti e competenti, perchè nel buco hanno scoperto l'esaltazione, perchè nella nascita hanno visto la morte e nella morte la possibilità di rinascita. Donne che nel parto, e nello stesso puerperio hanno conosciuto Ade e stanno imparando a star lui accanto..

Insomma, quelle che un giorno prima erano ragazzine, possono diventare, anche solo in un momento, le regine degli inferi...

Non prendetemi alla lettera, parafrasatemi: avete mai incontrato Donne che avevano una paura fottuta del parto e di tutto quello che ne veniva? Io si, una mia cara sorella lo ha fatto, si è abbandonata e fatta guidare dalla sua bimba e da tutto ciò che la cucciola ha portato..

Insomma un po' come una Persefone che "cerca di stare" negli Inferi, cerca il suo spazio, il suo ruolo e torna sulla Terra Donna nuova.

Insomma, potente questa Persefone in cambiamento: da bambina a regina, con un grande lavoro su di sé!

E poi, lì, accanto a quella Persefone impaurita che sta cercando la sua via nel suo puerperio, trovo anche Demetra.

Demetra può essere potentissima: fa crescere le messi, il nutrimento per tutta l'umanità, e può anche, in un attimo, bloccare tutto!

Demetra, la madre della madre, in questo mio scritto, può essere da una parte un sostegno profondissimo durante il puerperio della figlia e dei nipoti: può stare accanto ed offrire aiuto materiale, emotivo, pratico, può ascoltare, consolare, può raccontarsi e riparare il passato delle "sue" nascite in occasione del "suo" diventare nonna...

D'altra parte può volere tenere la figlia sempre bambina e quindi screditarla nel ruolo di mamma: farle sentire di non essere in grado, far sorgere in lei mille insicurezze ed ostacolarla nella ricerca del suo ruolo; a volte, con le donne che hanno appena partorito, basta poco, una parola, una frase un: "il tuo latte sarà abbastanza nutriente?".

Nonne troppo presenti o poco presenti, nonne arcigne e nonne grandi madri, nonne che a loro volta si sono sentite competenti ma anche "in crisi" ed insicure, in balia della loro Persefone. Nonne che quando diventano tali hanno il dovere di guardarsi indietro, di chiedersi: "come eravamo?, di cosa avevamo paura?, cosa mi sta offrendo questa nuova Vita portata da mia figlia?".

Donne adulte che hanno il dovere di far nascere in loro quel sentimento, quell'empatia che le muove nel mondo dell'amore verso le loro figlie.

Nonne che rivivono la loro maternità ma che non diventano, attenzione, madri dei loro nipoti...

Care, nonne, care e potenti matriarche.. Oggi le mie parole sono per voi: siate la differenza, aprite la via una seconda volta alle vostre figlie e permettete loro di divenire, a loro volta, Madri.

Cora Erba

Pedagogista e Doula
3391206776

Immagine tratta da srhelena.blogspot.com

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