Anche gli uomini vogliono lo strascico

Articolo tratto dalla rubrica Da donna a donna

 

Le foglie che fanno primavera

Ogni bambina avrà sognato almeno una volta un abito con un lungo, lunghissimo strascico bianco. Poi la maggior parte sono cresciute e, una volta innamorate, avranno avuto altri, più grandi, desideri.

I bambini, invece, non fanno di questi pensieri, divengono adolescenti e continuano a non desiderare nulla del genere; e così anche una volta diventati adulti. Ma ogni uomo, una volta innamorato, sogna, giorno e notte, più ogni altra cosa al mondo, di avere uno strascico. No, non c'è nessun ambiguo doppio senso. La sola cosa che vogliono questi uomini è essere, per la loro donna, dei supereroi stile superman, petto in fuori, mani sui fianchi, sguardo fiero e un lungo lunghissimo mantello rosso, più lungo di uno strascico.

Noi donne moderne siamo troppo forti e indipendenti per godere dei vantaggi che traevano le nostre antenate dal fare dei loro uomini i loro superuomini. Molte donne credono che un certo tipo di atteggiamento verso il loro compagno le renda deboli, vulnerabili e patetiche. Io trovo che non ci sia nulla di più patetico di una donna infelice, perché siamo donne ed il cervello, il cuore e l'animo di una donna possono tutto. Cambiando di poco la nostra prospettiva ed il modo in cui ci poniamo verso il nostro compagno siamo in grado di cambiare la nostra vita e il nostro livello di felicità e soddisfazione.

Da bambine volevamo lo strascico, da adulte disincantate ci basterebbe un marito che faccia parte dei lavori domestici, che componga delle frasi invece di grugnire monosillabi inebetito davanti alla tv, che ci porti fiori e ci riempia di coccole e, spesso, finiamo per pensare che non sarà mai così.

Basta essere un po' "damigelle in pericolo" ogni tanto, fare sentire il nostro compagno un piccolo superman e in quattro e quattr’otto ecco un marito amorevole e affettuoso, un amante attento e generoso, un amico solerte e disponibile a realizzare ogni nostro desiderio e, se lavoriamo bene, anche una mezza domestica perché un uomo felice anche con un grembiulino rosa addosso si sente il più fico dei supereroi. Bastano un po' di pratica e addestramento e saremo noi stesse a tirare fuori dai nostri uomini il principe azzurro da film che, insospettabilmente, si nasconde dentro di loro.

Tutte le volte che propongo questo genere di soluzione a quelli che sono tutti i problemi delle mie amiche loro mi chiedono “Perché dovrei? Lui non pensa mai ai miei bisogni ed alle mie necessità” e di certo ognuna di loro racconta una parte di verità. Per quanto un uomo voglia fare del suo meglio il suo modo di ragionare, molto diverso dal nostro, lo porta a pensare che il suo comportamento sia compreso dalla compagna che, invece, fraintende ogni sua mossa e parola se non possiede gli strumenti adeguati per decifrare il complicato linguaggio di questi testosteronici esseri umani, per i quali i fatti hanno più peso delle parole. E così i nostri uomini sono spaesati non capendo perché non riescono mai a farci felici mentre noi donne ci sentiamo tristi, sole e incomprese.

Uomini e donne hanno bisogni primari differenti. Le donne, nell'ordine, hanno bisogno di: sollecitudine, comprensione, rispetto, devozione e rassicurazione. Erroneamente pensano che per gli uomini sia lo stesso e cercano di dargli sollecitudine, comprensione … ma senza alcun risultato e si sentono sempre meno amate. Gli uomini, dal canto loro, necessitano di: fiducia, accettazione, apprezzamento, ammirazione ed incoraggiamento, e passano il loro tempo nel tentativo di far si che i loro bisogni primari siano soddisfatti e quando ciò non accade si sentono inutili, incapaci e indesiderati e si allontanano sempre di più.

Perché mai una donna dovrebbe preoccuparsi di soddisfare i bisogni primari del compagno, di farlo sentire apprezzato e accettato? Siamo donne forti, indipendenti, autonome, perché tornare indietro di cinquant'anni? Perché il nostro cervello è ancora quello di cinquant'anni fa, in realtà e ancora quello che avevamo all'età della pietra e, così come è sempre stato, nel momento stesso in cui dimostriamo fiducia ai nostri compagni loro ci ricompenseranno subito, inconsciamente e involontariamente, con il doppio della sollecitudine, attentissimi alle nostre necessità. Quando gli dimostreremo accettazione, nel modo in cui ne avranno bisogno, avremo piena è totale comprensione. Dimostrandogli, ogni giorno, apprezzamento e ammirazione avremo sincero rispetto e completa devozione. Sentendosi incoraggiati ci daranno tutta la rassicurazione di cui necessitiamo.

Il soddisfacimento di un bisogno primario dell'uomo lo sprona, istantaneamente, a soddisfare quelli che sono i bisogni primari della sua compagna. Non sa di starlo facendo. Gli viene naturale perché è un istinto che il suo cervello possiede da milioni di anni. Il processo è semplice, come sono semplici gli uomini infondo infondo; l'uomo ha bisogno di sentirsi accettato e apprezzato più di ogni altra cosa, il “cosa faccio” in qualche modo lo aiuta a comprendere il “chi sono”. In parte è per questo motivo che sono così affezionati al concetto di divisa e chiedono consiglio solo a chi reputano esperto in un certo ambito o settore. Per un uomo è, quindi, fondamentale sapere che sta facendo bene quello che fa, se non si reputa in grado di fare qualcosa e, comprende che non ha speranza di migliorare, perde interesse per quella cosa. Anche il matrimonio infondo è un lavoro, se ai nostri uomini non ricordiamo, continuamente, quanta fiducia nutriamo in loro, che li accettiamo senza se e senza ma, esattamente così come sono, che apprezziamo il loro impegno, che ammiriamo la loro forza e la loro determinazione e se non li incoraggiamo giornalmente come potrebbero mai fare loro, dotati di così scarsa memoria e così poco spirito di osservazione, a comprendere che li amiamo?

Ma la domanda da un milione di dollari è “come fare?”. Ci vuole solo un po' di pratica. Mentirei se dicessi che non è difficile imparare a dargli amore incondizionatamente, è un cammino faticoso ma meraviglioso. Basta solo qualche dritta, un po' di tempo e pazienza ma, sopratutto, la ferma convinzione che l'uomo di cui vi siete innamorate è lì, dentro quell'uomo che qualche volta vorreste strozzare. Non dobbiamo fare tutto noi, ma nemmeno tutto loro.

Credo che solo le donne abbiano la sensibilità necessaria a tracciare la “strada maestra” di una relazione. Abbiamo bisogno di comprendere ciò che ci accade intorno tanto quanto di comprendere noi stesse, per gli uomini è sufficiente renderci felici, aiutiamoli ad essere i nostri supereroi e loro ci renderanno delle principesse.

Ci si potrebbe chiedere perché fare tutta questa fatica? Non dovrebbe bastare l'amore a rendere una relazione meravigliosa? Non credo proprio. Una relazione necessita di impegno, proprio come un neonato, ha bisogno di continue cure amorevoli, per crescere, per farsi forte. Ci vuole fatica ma pensate a quanta gioia ci darà il risultato finale.

Gli alberi in autunno lasciano cadere le loro foglie perché mantenerle in vita gli costa troppo, esse succhiano energia vitale alla pianta. Poi, in primavera, si ricoprono di foglie, che devono faticosamente nutrire e mantenere, perché, quando le giornate iniziano ad essere soleggiate, le foglie, grazie al sole ed alla fotosintesi, producono, per la pianta, tantissima energia vitale con la quale essa può nutrire i suoi meravigliosi fiori e far maturare i suoi deliziosi frutti. Senza le foglie, che ogni pianta deve faticosamente mantenere in vita, essa non avrebbe le energie sufficienti per nutrire tutta la meraviglia che in primavera tira fuori. Riempiamo le nostre giornate di fogliame ed energia; facciamoci aiutare dai nostri uomini a fare primavera ogni giorno; magari non lo sarà per tutto il giorno ma lo sarà, comunque, tutti i giorni. Le foglie che dovremo pazientemente alimentare saranno i bisogni primari del nostro compagno e vivremo in eterno in una meravigliosa primavera perché, in una relazione, le stagioni durano quanto noi riusciamo a farle durare.

 

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foto tratta da www.paintitblack.it

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