5 cose che le nostre nonne facevano meglio di noi mamme di oggi

Siamo sempre qui a criticare la zia Ignazia sui suoi pseudo consigli non richiesti, sulla sua incompetenza. In realtà sono convinta che le nostre nonne e ancor più le nostre bisnonne, su alcune cose ci superavano ampiamente, me compresa. 

Ecco allora le 4 cose che le nostre nonne facevano meglio di noi mamme di oggi: in che cosa le donne del passato erano più competenti di noi 

1. Il bambino non si sveglia mai quando dorme: è vero, il sonno del bambino è sacro, e a nessuna delle nostre bisnonne passava dall'anticamera del cervello di svegliare un bambino di un mese per portarlo a fare una commissione o perchè diventava troppo tardi e il piccolo rischiava di non dormire la notte. Così il detto "il bambino più dorme più dorme" è vero!. I bambini di 100 anni fa dormivano molto di più dei nostri e loro erano mamme assolutamente meno stressate. E la pediatria moderna lo conferma: anche se il bambino fa la cacca mentre dorme non deve essere mai svegliato (trovate la spiegazione del pediatra Luca Roasio nel mio libro Mamme pret a porter, il primo anno insieme, edito da Mental Fitness Publishing) ma il suo riposo deve essere al primo posto. Noi invece li portiamo a corsi per imparare a farlo mangiare, a cambiarlo e magari a farlo dormire, e nel mentre lo svegliamo per arrivare puntuali. La giornata delle mamme dell'800 e dell'inizio del '900 era molto più lenta priva di appuntamenti, per cui quando potevano e il piccolo era sveglio le donne si incontravano, uscendo in strada magari o recandosi a casa dell'amica.  

2. Meno paranoie: cresce poco, cresce troppo, mangia bene, mangia male, è sul percentile troppo basso, è stimolato poco, parla poco per avere 8 mesi, "ma il tuo beve già da solo dal bicchiere a 6 mesi?". Se da una parte la medicina ha fatto passi da gigante per cui grazie alle visite filtro pediatriche è possibile monitorare la salute del bambino ed essere in grado di intervenire in caso di necessità, allo stesso tempo le nostre bisnonne erano molto più sicure di loro stesse, grazie anche al supporto di una rete di donne importante, depositario di un sapere dato dall'esperienza di madre. Così si ponevano molte meno domande e bomardavano molto meno i loro piccoli di stimoli pessimi per il loro benessere: giostrine con luci psichedeliche assolutamente fondamentali per la crescita del bambino (io potrei avere una crisi di nervi se mi mettessero sopra il letto una roba del genere, magari con una musica straziante di sottofondo) non erano di certo previste. I bambini potevano uscire in cortile e in strada, potevano crescere non più responsabilità, di certo a 6 anni le scarpe se le allacciavano da soli. 

3. Tempi lenti: forse la più grande virtù che vorrei aver preso dalle mie bisnonne era la lentezza. Si perchè la vita era lenta, organizzata, monotona e routinaria ma si sa quanto questo tipo di lentezza faccia bene al bambino. Erano donne in  grado di stare mesi sedute con la tetta di fuori e il bambino attaccato (la maggiorparte di noi hanno bisogno di muoversi in maniera complsiva in casa non è così??!!!), non avevano bisogno di fare grandi giri ai centri commerciali la domenica perchè in casa scleravano: si sedevano davanti alla stufa ad allattare, magari parlando con delle amiche o delle sorelle. Così si celebrava l'arrivo delle stagioni, si parlava per mesi del Natale e la festa di paese era un evento atteso per settimane. 

4. Non avevano il telefonino: si, questo proprio lo dobbiamo dire, non c'era il telefonino, il bambino non vedeva la sua mamma continuamente intenta a scrivere su un rettangolino senza sapere cosa stesse facendo. E non era interrotto nella sua relazione. 

5. Less is more: pochi oggetti, davvero apprezzati, amati ed attesi. Pochi stimoli, pochi impegni, ma attesi e vissuti come un "Sabato del Villaggio" di Leopardi. Sta iniziando la corsa al Natale con bambini bombardati di giochi, tendenzialmente isterici in quei giorni perchè devono fare la maratona delle cene dai parenti se non dei viaggi per andare in un "posto a misura di bambino". Ma sopratutto è inondato di giochi che, lo sappiamo anche noi, useranno effettivamente per il 10%, il resto sarà nesso nel dimenticatoio e poi dato via. E non è la solita romanzina, credo che fosse molto più appagante e soddisfacente per un bambino (ma anche per un adulto) un Natale 150 anni fa dove davvero di respirava la magia del momento. A prescindere dal Natale, in generale ogni cosa aveva il suo valore, il suo tempo: non c'era bisogno di possedere un tablet a 3 anni e magari una mamma e un papà che fanno straordinari per comprarlo: bastava un gioco in legno per sentire il cuore a mille e gli occhi colmi di lacrime di gioia. Quel gioco era il diversivo dai giochi veri che dovrebbe fare un bambino: giocare in cortile con la terra, con le palle di fieno, con la ghiaia, nelle pozzanghere, con la bici magari e in inverno con la neve. Qui non sto parlando di etica, sto parlando di soddisfazione personale. E le nostre bisnonne, volenti o nolenti davano questi 5 doni ai loro figli. 

Noi rispetto a loro abbiamo una cosa in più: possiamo scegliere. 

Giulia Mandrino

Foto Credits: https://it.wikipedia.org/wiki/Campana_(gioco)#/media/File:Duverger_Hopscotch.jpg

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