Sì, dobbiamo lasciare che i figli falliscano

Fallire fa parte della vita. Cadere, sbagliare, avere torto. Eppure la nostra società ci porta a pensare allo sbaglio come a qualcosa di negativo. O meglio, di solo negativo. Certo che la negatività è insita nello sbaglio, ma c’è anche molta positività che purtroppo non contiamo. 

Soprattutto, questa positività non la trasmettiamo ai figli. E il perché è presto detto: non gli permettiamo di sbagliare, e di conseguenza non gli lasciamo lo spazio per capire che lo sbaglio esiste nella vita. Anzi: che è necessario!

Sì, dobbiamo lasciare che i figli falliscano: perché è giusto lasciare che i figli sbaglino per far sì che crescano in maniera più serena

Il problema principale è che evitando che i bambini sbaglino o falliscano, il messaggio che passa è che l’importante è la vittoria, e non la partecipazione. Proprio il contrario di ciò che da sempre ci vantiamo di professare: “l’importante non è vincere ma partecipare”. Potremmo anche dirlo mille volte, ma se nel concreto proteggiamo i nostri figli troppo (prendendoli prima che cadano, riempiendo la casa di espedienti anti-botta, non lasciando che ritaglino con le forbici , non lasciando che si impegnino in sport in cui non eccellono “perché è inutile”, aiutandoli nei compiti “per non fargli fare brutta figura), gli neghiamo la possibilità di sperimentare davvero la vita e di farsi un equipaggiamento solido per il futuro.

Perché la vita non è mai facile. Anche nelle situazioni migliori, ci sono sempre piccoli nei che ti mettono alla prova. E anche se a scuola o nello sport o nell’infanzia in generale si cerca di proteggere i bambini dalle delusioni, la vita gliele proporrà. Quindi perché nasconderle? Solo fronteggiandole sin da piccoli i bambini riusciranno a non farsi sopraffare dalle situazioni negative nella vita adulta.

Cadere e sbagliare, poi, dà moltissimi insegnamenti. Ti insegna a rialzarti, ad aggiustare il tiro, a valutare le situazioni per volgerle al meglio, a non lasciarsi abbattere. Ti insegna la pazienza, ti insegna l’impegno, ti insegna le responsabilità, ti insegna le conseguenze, ti insegna, quindi, ad essere una persona migliore.

E non sottovalutiamo anche un altro insegnamento che gli sbagli, gli errori, le cadute e le delusioni portano con sé: ti insegnano a capire meglio le tue priorità, a visualizzare meglio ciò che vuoi dalla vita. Pensiamoci bene: potrebbe capitare che vostro figlio fallisca in matematica. Capirà che non è la sua strada, perché in effetti non gli piace, e metterà a fuoco un suo futuro più rivolto alle lettere o alla scienza. Si impegnerà comunque, ma non sarà un dramma.

Idem nello sport: magari non riuscirà a raggiungere la cintura nera a karatè, ma nel momento in cui capirà che in effetti non se la sta prendendo troppo (perché per lui le arti marziali sono uno sport come un altro) allora metterà in luce anche il fatto che probabilmente là fuori c’è un altro sport che fa per lui e che amerà.

Allo stesso modo, se questo fallimento invece susciterà in lui delusione e tristezza, capirà che è davvero qualcosa di importante per lui, e allora si impegnerà molto di più! Perché la passione non si spezza. Ma se non gli permettiamo di sbagliare, e gli spianiamo la strada, allora non ne sentirà mai la forza.

Infine, fallire insegna ai bambini (come agli adulti) ad apprezzare ancora di più le vittorie e i buoni risultati, i complimenti e la stima. Se non hai mai perso, come fai a sapere quanto è bello vincere? Se non hai mai bruciato un caffè, come fai a sentire la vera bontà dell’aroma della bevanda pronta e azzeccata? Se non hai mai preso un brutto voto, come fai ad apprezzare quel meraviglioso 10 preso non perché “ci arrivi senza sforzo”, ma perché hai dovuto impegnarti a fondo per raggiungere l’obiettivo?

Fallimento, insomma, significa opportunità. Non nascondiamolo sotto il tappeto!

 

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