Mettete giù lo smartphone e l’autostima dei bambini ne guadagnerà

Ve ne avevamo già parlato: i pericoli della troppa tecnologia sono davvero reali e i bambini che ne fanno largo utilizzo rischiano davvero dei danni emozionali e intellettivi non indifferenti. Ma non è pericoloso solo l’utilizzo (come dicevamo, meglio uno strumento musicale!: gli smartphone, che sono ormai parte integrante della nostra quotidianità, hanno effetti anche passivi devastanti per i nostri bimbi, soprattutto nei primi mesi di vita. Perché? Ve lo spieghiamo subito.

Mettete giù lo smartphone e l’autostima dei bambini ne guadagnerà: i pericoli dell’utilizzo passivo della tecnologia per i nostri bambini

Controlliamo le mail, scriviamo nel gruppo di famiglia, in quello delle mamme dell’asilo, in quello degli amici. E poi diamo uno sguardo alle notizie, sbirciamo i nostri social, postiamo quella bellissima foto dei piedini del nostro bebè. Pensateci: anche se non sembra (ormai è un’abitudine e non ce ne accorgiamo nemmeno), il tempo che passiamo davanti al piccolissimo schermo del nostro smartphone è davvero moltissimo durante la giornata. Ma non diamolo per scontato: è proprio esso ad essere pericoloso per i nostri bambini. Perché?

Semplicemente, provate a dare un’occhiata ad una persona che sta controllando il suo cellulare. Non è completamente inghiottita da esso? Non ha tutta l’attenzione lì? Eh certo. E’ così. E anche se noi mamme ci vantiamo di essere multitasking (sì, è vero, lo siamo!) quando focalizziamo l’attenzione sui device tecnologici questa viene risucchiata completamente da essi. 

Bene. Se anche voi vi accorgete dell’impressione che fa una persona davanti al suo smartphone, sappiate che anche i bambini se ne accorgono. Vi vedono intenti al cellulare, e in poco capiscono che in quel momento non ce n’è per nessuno, nonostante la buona volontà.

Il fatto che se ne accorgano, tuttavia, non è fine a se stesso. Purtroppo le conseguenze sono importanti, poiché, in maniera conscia o meno conscia, i bambini si sentono lasciati da parte, recepiscono il messaggio che “non sono abbastanza importanti” e la loro autostima ne risente negativamente. E, a lungo andare, la bassa autostima può trasformarsi drasticamente in ansia e depressione.

Tutto questo è sintomo dei nostri tempi, poiché volenti o nolenti se prima i bambini erano abituati ad avere stimoli da parte nostra e da parte del mondo esterno ora le relazioni, il lavoro e mille altre cose passano attraverso la rete. Solo che nei primi tre anni di vita questi stimoli dovrebbero essere davvero moltissimi, ed è per questo che sarebbe meglio ridurre in maniera netta i momenti passati davanti allo smartphone, dedicandoci invece ai nostri bambini! Come? Abbiamo per voi qualche consiglio per far sì che i nostri bambini non risentano della tecnologia che ormai ci ha invaso.

Innanzitutto, decidete certe zone in casa nelle quali smartphone e tablet saranno banditi: le camere, ad esempio, ma soprattutto la tavola e la zona giochi dei bambini. 

In secondo luogo, fissate alcuni momenti della giornata nei quali controllare mail, social media e messaggini (quelli non necessari; quelli importanti arriveranno come sempre sul telefono, e chi vi deve trovare vi trova anche con una telefonata, state tranquilli). Questi momenti saranno gli unici adibiti al controllo, e in questo modo imparerete a fare a meno dello smartphone durante la giornata.

In questo modo, i bambini vedranno che non è indispensabile tutto quel tempo passato con gli occhi incollati al telefono, e oltre alla loro autostima ne risentirà positivamente anche il rapporto che in futuro avranno loro stessi con la tecnologia (il buon esempio è sempre la migliore educazione).

Terza regola, infine, riguarda direttamente i bambini. Sappiamo che spesso è comodo piazzarli davanti ad un video sul tablet o ad un gioco educativo sullo smartphone (ce ne sono di bellissimi, è vero), ma evitate di farlo prima dei tre anni. Ok, saranno anche attività educative, ma lo stimolo diretto, umano e concreto è sempre il migliore strumento che potete mettere loro in mano!

Sara Polotti

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