“Mamma, ma Babbo Natale esiste?”

Esatto. Ad un certo punto arriverà la difficilissima domanda da parte dei pargoli, che sentendo qua e là qualche conversazione tra adulti, i commenti di qualche compagno di classe maligno o semplicemente perché annusano qualcosa nell’aria, lanceranno la bomba inaspettatamente. No, non la domanda “Da dove vengono i bambini”.

“Mamma, ma Babbo Natale esiste?”. E lì le risposte sono importantissime, perché l’equilibrio tra li fare crollare il loro mondo di sogni e certezze e il non trattarli più da bambini piccoli è delicatissimo.

“Mamma, ma Babbo Natale esiste?”: come destreggiarsi tra le risposte per evitare ogni tragedia e vivere felici

La “bugia” di Babbo Natale è importantissima per l’infanzia dei nostri bambini, e ve ne avevamo già parlato. Tuttavia è anche importante capire quando è il momento giusto per rivelare l’inganno: quando un bambino è troppo piccolo per saperlo? E quando è troppo grande per restarne ancora all’oscuro?

Prima di tutto, quindi, vi diamo qualche consiglio per sapere come comportarci quando la fatidica domanda arriva (anche perché solitamente arriva proprio durante le feste di Natale).

Innanzitutto, ogni genitore saprà valutare se un bambino è troppo piccolo per scoprire ancora la verità. Anche i bambini più piccini a volte se ne escono con la domanda. In quel caso l’approccio migliore è chiedere a loro cosa ne pensano. Qualcosa del tipo: "Mamma, ma Babbo Natale esiste?"; "Non saprei, secondo te?". Probabilmente, diranno che è non capiscono come possa un vecchietto portare i doni in tutto il mondo, o snoccioleranno i loro ragionamenti, ma solitamente si risolve tutto in un niente, poiché i bambini continuano tranquillamente a credere alla magia.

Tuttavia quando i bambini sono più grandicelli o quando, anche se piccoli, proprio non vogliono sentire ragioni (chiedendo con insistenza la verità) è giusto dirla, in maniera dolce e leggera. In quel caso, infatti, non è nemmeno salutare continuare a imporgli di credere: si romperebbe il legame di fiducia e i bambini si sentirebbero sottostimati.

A questo punto la domanda si sarà trasformata: non più "Ma Babbo Natale esiste?", ma qualcosa come "Dai, ditemelo che siete voi", oppure "Babbo Natale NON esiste, vero?". Una risposta valida in questi casi è molto semplice, e prevede non la delusione nello scoprire che i vostri figli l’hanno scoperto (“Che scatole, mi spiace tu l’abbia capito, ora non sarà più la stessa cosa”), ma la felicità della scoperta. Possiamo ad esempio dire: “Oddio, che bello! E l’hai capito da solo? Sono proprio orgogliosa. Beh, ora potremo essere più complici durante la notte di Natale e potrai aiutarci a preparare i regali sotto l’albero! È una notte magica anche per noi!”.

Una risposta che forse sembra strana, ma che evita ogni imbarazzo dei bambini e dei genitori e che evita ci sia quello strappo e quella sensazione da “stupidi” che i bambini possono provare in questo momento delicato della loro infanzia in cui scoprono che la magia e il sogno sono in effetti solo fantasie.

In alternativa, potete comunque trovare altri approcci. Ad esempio spiegare il significato di questa figura, che deriva da San Nicola (Santa Claus), un santo che si riteneva buono e miracoloso e la cui generosità ha ispirato tutte le persone buone che vogliono fare del bene agli altri, in questo caso ai bambini, portando i doni la notte di Natale. Quindi non sarà proprio l’anziano barbuto a portare i doni, ma tutte le persone che posano regali sotto l’albero sono guidate da lui, dal suo spirito, e quindi è come se fosse lui a portarli. Idem per le altre tradizioni, come Santa Lucia o la Befana (con i Re Magi che portarono i doni a Gesù).

A questo punto sarà bellissimo coinvolgere i bambini nel Natale in toto, anche nelle preparazioni segrete, soprattutto se in casa ci sono bambini più piccoli ancora all’oscuro, ma anche se non ce ne sono: preparare i regali all’insaputa degli altri, donare ai bambini in difficoltà, portare generosità e gioia a tutti facendo delle buone azioni tutti insieme…

Ora che sono grandi, quindi, ci si può concentrare sulla gioia di donare, e non solo di ricevere!

 

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