Lasciate che i bambini credano nella magia

Non vi chiedete mai "ma come facevo a credere a Santa Lucia? A Babbo Natale? Alle fate, agli gnomi, ai folletti del Natale?".

Ci credevamo, ve lo assicuriamo. Con tutti noi stessi!
Babbo Natale e Santa Lucia ne sono l'emblema: l'assurdità di un paio di vecchietti che portano doni in tutto il mondo in un'unica notte è inspiegabile ad un orecchio adulto, ma ad un bambino, fino ad una certa età, non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di poter metterne in dubbio la validità.

Ma non pensate che siano solo frivolezze infantili: credere in qualcosa di soprannaturale non è solo un divertimento, ma parte integrante e importantissima della psiche dei bambini.

Lasciate che i bambini credano nella magia: l'importanza di fate, folletti, fiabe e Babbi Natale, parte integrante e insostituibile della crescita

Credere senza vedere è una prerogativa dei bambini. Gli adulti la perdono per diventare dei San Tommaso fatti e finiti: se non lo vedo non ci credo. Eh già. Questo atteggiamento lo dobbiamo al progresso scientifico (nelle culture arcaiche la magia era una forma di sapere). Ma lasciare che i bambini si rifugino nella magia non significa lasciarli in un mondo illusorio e un po' naif. No, la loro prospettiva non è quella di noi adulti, e continuare a credere nella magia non li farà risultare dei disadattati, degli ingenui, dei creduloni e dei sempliciotti agli occhi degli altri bambini. Semplicemente ne trarranno molto più beneficio!

Lasciare che credano in fate, folletti e gnomi senza strapparli brutalmente da questa loro fantasia significa semplicemente lasciare che sviluppino una sensibilità interiore importantissima per la loro crescita. Fiaba e magia sono fondamentali per la formazione culturale e psichica di ogni individuo.

Attraverso la magia i bambini studiano il mondo, lo analizzano secondo le loro logiche e, importantissimo, cercano di trovare delle spiegazioni a ciò che non comprendono o un senso più positivo a situazioni che spesso li sopraffanno. E questo da tempi immemori: l'uomo ha sempre avuto bisogno del soprannaturale per spiegare il mondo. E così anche il bambino.

Non esiste un'età ideale per strapparli da questo loro mondo. Il passaggio sarà naturale: inizieranno a fare domande, a porsi interrogativi più concreti, a capire che di magico nel mondo c'è ben poco. Ma ogni bambini ha i suoi tempi, e non è utile seguire l'esempio di altre mamme della classe che decidono, che so, che la terza elementare sia l'anno perfetto per svelare il segreto su Babbo Natale.

Strapparli il più in là possibile da queste convinzioni è una maniera dolcissima per far sì che la loro sensibilità si rafforzi sempre di più, e a beneficiarne saranno la loro psiche, le loro abilità sociali e la loro empatia, e anche la loro intelligenza, stimolata più creativamente.

Nelle fiabe, la magia è spesso l'elemento risolutore delle situazioni critiche o di disagio. La trasformazione di Cenerentola, il bacio del principe, il tappeto volante che arriva in aiuto.
Ma nessuno dà nulla gratis, non preoccupiamoci: la magia arriva sempre con un prezzo o accompagnata da un insegnamento, mentre riporta la pace e l'ordine. E spinge comunque all'azione, non aiuta passivamente personaggi viziati che non alzano un dito. Fateci caso!

Le fiabe aiutano quindi, con la loro magia, a sviluppare nel bambino capacità fondamentali: il piccolo capisce che bisogna lottare e impegnarsi per ottenere qualcosa, che nella vita si devono superare ostacoli, che è importante conoscere se stessi, che le alleanza con gli altri sono importanti, così come la comprensione dell'altro. Le fiabe propongono quindi infinite linee guida per affrontare la vita!

E fate e folletti cos'altro sono se non creature gentili, amorevoli e altruiste? Se i bambini ci credono, significa che non mettono in dubbio l'amore e la bontà presente nel mondo. Perché strapparli da questo incanto?

Sara Polotti

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