La scuola in Finlandia, rivoluzionaria e innovativa

C'è un video postato recentemente su Youtube che mostra una classe quarta intenta nello studio della matematica. Questa classe si trova in Finlandia, all'interno dell'University of Easter Finland, in un'aula di training per i docenti del futuro.

All'interno dell'università si trovano infatti una scuola primaria di primo grado e una secondaria di primo: i bambini sono parte interante del processo di educazione degli insegnanti, che imparano direttamente sul campo cosa significa istruire (e al contempo i bimbi ricevono una solidissima educazione). Basta guardare attentamente i fotogrammi per capire moltissime cose riguardanti il sistema scolastico finnico!

Ecco la scuola in Finlandia, rivoluzionaria e innovativa: attraverso i programmi personalizzati, i bambini finlandesi hanno accesso ad un programma educativo davvero speciale

Se la scuola "normale" diffusa in tutto il mondo è fatta di competizione, stress, valutazioni vincolanti e lezioni frontali alla lavagna, qui tutto è rivoluzionato: basta dare un'occhiata alla pianta della classe (non ordinatamente frontale, ma divisa a gruppetti di banchi che non guardano necessariamente verso il maestro) per capire che si differenzia totalmente dal nostro concetto di "scuola" (vedi anche la scuola san Giuseppe di Meda e le scuole senza zaino)

Nelle aule non troverete le classiche lezioni spiegate alla lavagna da un docente che tendenzialmente rimane seduto alla cattedra (o comunque in quei pressi). In Finlandia gli insegnamenti passano attraverso le passeggiate tra i banchi che i maestri compiono, spiegando personalmente ad ogni ragazzo i compiti e gli obiettivi, che, così facendo, si trasformano in traguardi educativi personalizzati e calibrati ad personam.

Non mancano le lavagne o le cattedre, certo, e nemmeno la tecnologia (che tuttavia si limita a casi particolari: i libri sono sempre preferiti), ma esse vengono utilizzate solo raramente, e sempre per simulare e spiegare concetti e lezioni personalizzate per ogni bambino.

Le classi sono frequentate dagli alunni e da alcuni giovani aspiranti insegnanti, oltre che dal docente vero e proprio: egli si occupa contemporaneamente dell'educazione dei pupilli e del training dei maestri, dedicando del tempo ad ognuno. In questo modo, tutti interagiscono con tutti! E i bimbi seduti al loro banco ricevono delle lezioni faccia a faccia, importantissime e molto più ricettive, con gli insegnanti che li accostano aiutandoli al loro fianco, in un rapporto davvero molto speciale.

Anche l'atmosfera è unica: guardando il video ci farete caso. Il mood è super rilassato, tranquillo, libero dallo stress. I bambini si concentrano, ma al contempo sbuffano, ridono, parlottano, senza essere rimproverati per questo. In questo modo non si sentono costretti e obbligati, non si innervosiscono e mantengono comunque le loro buone maniere.

Anche gli insegnanti si sentono un pochino più liberi, contribuendo a questa atmosfera rilassata: non gli viene infatti data una scaletta rigorosa e imprescindibile da seguire per educare i ragazzi e per insegnare loro le varie materie, ma possono, con il loro libero arbitrio e il loro buonsenso, scegliere i programmi da seguire tenendo conto di tutte le varianti che la classe offre. Possono innovare e sperimentare, possono tentare nuovi approcci oppure sceglierne di più tradizionali. Sta a loro!

Tra gli approcci nuovi, ad esempio, molti insegnanti scelgono sempre più le tecniche di auto-valutazione per i ragazzi, che sono spronati ogni giorno a stilare liste e racconti di ciò che hanno imparato e a darsi a vicenda consigli e feedback.

Quella dell'University of Easter Finland è solo un esempio: in questo paese ogni insegnante deve aver conseguito un master in ambito educativo, avere una specializzazione di ricerca e aver seguito una di queste classi-pilota, prima di poter prendere il ruolo in una scuola primaria. Non come in troppi angoli del mondo: spesso gli insegnanti hanno seguito solo qualche ora di tirocinio e non hanno una laurea. 

Insomma, per riassumere, una scuola che si basa sull'esperienza diretta degli aspiranti insegnanti, sull'educazione personalizzata di ogni bambino, sul rapporto speciale tra docenti e alunni e sulla centralità dei ragazzi, sempre protagonisti della scuola: e sopratutto non c'è prestazione, performance ma il desiderio di appassionare i bambini al piacere di imparare. 

La lezione frontale quindi, per intenderci quella dove i bambini sono seduti in classe al loro banco e l'insegnante alla lavagna che spiega, non esistono quasi: così le lezioni dure 45 minuti, dopo le quali ci sono 15 minuti di intervallo dove i bambini devono uscire dalla scuola. Queste pause frequenti all'aperto favoriscono la concentrazione e la motivazione dell'alunno, ma anche quella dell'insegnante.E anche gli sport sono ritenuti importantissimi: la corsa nel bosco, lo sci di fondo o il pattinaggio sono solo alcuni tra i moltissimi che le scuole finlandesi fanno praticare ai loro alunni.

La scuola elementare non inizia a 6 anni ma a 7: dopo la scuola materna infatti il bambino frequenta un anno di prescuola (a mio modo di vedere un'idea geniale perchè consente al bambino di passare da una realtà di solo gioco a una di scuola) chiamato Eskari dove il bambino alterna attività al banco con gioco sul pavimento.

La scuola primaria invece prevede la divisione delle classi in due gruppi, che entrano alternativamente un'ora prima ed escono un'ora dopo. Quest'ora sfalsata serve per studiare matematica e finlandese (la lingua madre, quindi) in maniera più tranquilla, con la metà degli alunni che sono così seguiti molto meglio dall'insegnante.

Anche alle elementari il tempo all'esterno è molto importante: si sta senza scarpe in classe (alunni e maestri!), ma gli indumenti sono subito fuori dall'aula, a portata di mano per tutte le volte che si esce in cortile.

La mattinata prevede due ore di lezione, in seguito alle quali si fa una lunga pausa pranzo, in una mensa gratuita che insegna da subito il valore del non spreco ("prendi solo ciò che mangi" e "assaggia tutto" sono regole ferree), tenuta ordinata a turno dai ragazzi più grandi (aiutati comunque da tutti gli alunni, che sparecchiano il proprio posto).

Dopo una mezz'oretta di pausa per digerire, si torna a lezione. Queste lezioni prevedono libri, quaderni, penne e matite colorate come in tutto il mondo, ma la differenza è che in Finlandia il tutto è offerto dalla scuola.

La lettura è poi stimolata continuamente: i finlandesi tengono molto al fatto che i bimbi siano lettori, e ciò lo dimostra il "libro da banco" che tutti devono avere a portata di mano: una lettura per non annoiarsi quando si finisce un compito prima degli altri o nei momenti morti.

E i compiti a casa? Nei primi anni di elementari non sono praticamente previsti. Si tratta di brevissimi esercizi o riletture, che prendono pochissimo tempo dopo scuola e che i genitori non ricontrollano: sono gli stessi bimbi a correggerli, quando il giorno dopo a scuola l'insegnante (spesso maschio!) mostra loro i risultati corretti.

Quindi insegnamenti personalizzati, sport, ore all'aria aperta; ma anche la musica copre un ruolo importantissimo, anche se è prevista come "optional" scelto dall'insegnante (che spesso decide di includerla nelle lezioni).

Sara Polotti, Giulia Mandrino

Foto Credits: http://nepc.colorado.edu/blog/learning-absolutely-nothing-finland

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