L'ozio come valore pedagogico

Ricordo i miei interminabili pomeriggi da bambina..

Interminabili dopo aver finito i compiti e letto quella famosa pagina 10 volte (i miei compagni delle elementari capiranno ;)). Interminabili perchè avevo un sacco di tempo, avevo l'infinito, lo stesso giardino di azzurro, di verde e marrone da esplorare ancora venti volte e, ogni volta, trovare nuove cose da scoprire...

Ricordo polpette di fango, foglie fischiate, soffioni nel vento, montagne di terra, piscine gonfiate, bucate, tappate, rigonfiate e ri-riempite di nuovo.. Ricordo case improvvisate o costruite, corse in bicicletta e nascondino in luoghi in costruzione..

Serate in strada da maggio a settembre e le voci dei grandi solo dopo l'imbrunire..

Ricordo cieli guardati cambiare, nuvole che assumevano forme diverse in continuazione, ricordo lo stare seduti su un marciapiede a lanciare sassi così, tanto per fare e ricordo che potevo dire "arrivo" per dieci volte ed arrivare dopo un'ora..

Ero una bimba libera, di quelle che si lavavano a sera e tingevano l'acqua di marrone..

La mia infanzia è stato il tempo dell'ozio.. Con questo non voglio assolutamente dire che non facevo, anzi eravamo una banda con i fiocchi ed i controfiocchi.. Dico che avevamo davvero tanto tempo.. Così tanto da poter far galoppare la fantasia velocissima, inventarci un sacco di avventure e scoprire "cose da bambini" che nessuno può spiegare ai bambini.. E' giusto che l'infanzia scopra quello che solo l'infanzia è capace di capire..

Il tempo, perso, non organizzato,

il tempo dove l'ozio diviene fantasia,

il tempo non guidato ed organizzato da un adulto,

è prezioso, preziosissimo..

E' necessario tornare a dare fiducia ai nostri cuccioli, lasciargli tempo di perdersi, trovarsi e scoprirsi.. Dar la possibilità alla fantasia di scorrere e agli interessi di essere scoperti.

Per far ciò è necessario lasciare tempo libero da attività organizzate e dar la possibilità di correre, in quel verde, azzurro e marrone...

Un abbraccio a chi c'era in quei colori e quei pomeriggio d'ozio.


Cora Erba

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