Insegnano ai bambini l'utilità degli errori

Dipende da come i genitori la vedono: fallire significa ottenere una possibilità per crescere e imparare qualcosa di positivo oppure è solo qualcosa che ostacola la strada verso il successo? Un successo, sia chiaro, non meramente inteso come lavorativo o in termini di ricchezza, ma sopratutto un successo relativamente alla persona che si è e al proprio percorso scolastico.

Be', i bambini captano tutto ciò che i genitori sentono, e quando un passo sbagliato viene visto in famiglia come un fallimento insuperabile loro lo percepiscono, e potrebbero vivere questo momento in maniera davvero pessimistica.

Insegnano ai bambini l'utilità degli errori: comunichiamo che il fallimento è una modalità di crescita non di debolezza

Uno studio pubblicato su Psychological Science da Kyla Haimowitz e Carol Dweck (intitolato: "Cosa porta i bambini a sviluppare una mentalità malleabile e resiliente? Non la visione dei loro genitori sull'intelligenza, ma quella sul fallimento") mostra come l'atteggiamento dei genitori abbia in effetti un ruolo fondamentale nella crescita mentale dei figli rispetto alle situazioni di fallimento.

In poche parole: meglio intendere il fallimento come una possibilità di crescita verso il successo piuttosto che come un mero e triste ostacolo che danneggia il percorso!

In sostanza, Kyla Haimowitz ee Carol Dweck dimostrano come i bambini traggano maggiori benefici quando hanno una visione più malleabile delle loro capacità: se la loro intelligenza, i loro obiettivi e le loro abilità non sono granitiche, ma capiscono che possono cambiarle nel tempo, allora i bimbi sviluppano la competenza di far fronte alle difficoltà in maniera molto più positiva e propositiva.

Come fare allora per trasmettere questo messaggio ai bambini? Come far sì che acquisiscano questa capacità mentale di vedere il fallimento come una possibilità di successo?

La soluzione sta nel regolare la nostra reazione quando i nostri bimbi sbagliano qualcosa, volenti o nolenti. Solo così si lancia il messaggio: provando che è veramente ciò che pensiamo, mostrando con i fatti e con le parole.

Non basta però far capire ai figli che sappiamo che le loro intenzioni sono buone e giuste, e che siamo consapevoli delle loro altre molteplici capacità. Per esempio: se il tema va male, non basta dire "è tutto ok, tanto sai e sappiamo che in matematica sei bravissimo e probabilmente diventerai un ingegnere". Il messaggio subliminale? "Puoi tranquillamente lasciare perdere l'italiano, è solo un ostacolo, un qualcosa che devi per forza affrontare ma che non ti sarà d'aiuto".

Meglio quindi capire insieme al bambino cosa non va, e provare a rimediare all'errore (magari chiedendo più aiuto, senza vederlo come un problema, alla maestra), e provare a vedere anche cosa si è imparato nonostante tutto, nonostante il brutto voto. Non focalizzandosi sull'intelligenza specifica del figlio, quindi (matematico o scrittore non importa) ma su quello specifico fallimento che può diventare un'occasione di crescita. L'intelligenza la si costruisce, non è fissa e non è scontata.

In questo modo i bambini capiscono che dentro ogni fallimento è una opportunità di crescita (a livello emotivo e psicologico, ma anche pratico!). Non si focalizzeranno più sul brutto voto in sé, ma sul contenuto. La soglia della loro tolleranza si alzerà. Non si sentiranno più così frustrati. Non molleranno più incrociando le braccia sul petto con sguardo imbronciato!

Il compito dei genitori è quindi quello di fare capire a fatti e a parole che il fallimento è qualcosa di inevitabile nella vita, ma che questo fallimento è certamente e sempre un motivo in più per crescere sfruttando ciò che si è imparato nonostante tutto.

La redazione di mammapretaporter.it

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