Il miele e i bambini, tutto quello che c’è da sapere

Vi diciamo sempre che lo zucchero raffinato è da eliminare completamente dalle nostre tavole, e che il miele è un ottimo sostituto come dolcificante naturale: niente di più vero. Anche perché i benefici non si limitano all’essere meno dannoso dello zucchero: le sue proprietà sono note (http://www.mammapretaporter.it/alimentazione/family-food/15-benefici-e-usi-del-miele-che-non-conosci), a partire da quella disinfiammante che vede un cucchiaino di miele come rimedio contro la tosse.

Tuttavia è giusto anche essere informati sulle giuste dosi e sul rapporto di questo prodotto dell’alveare con i bambini, che come sempre hanno valori di riferimento differenti da noi adulti. Insomma, il miele fa bene, ma bisogna non eccedere, fare attenzione e soprattutto conoscerlo. Ecco quindi una guida dedicata proprio al miele e ai bambini.

Il miele e i bambini, tutto quello che c’è da sapere: le verità sui rimedi contro la tosse, i pericoli e il rapporto particolare con i più piccoli

Parliamo quindi proprio della tosse e delle infezioni dell’apparato respiratorio: i bambini ne sono soggetti davvero moltissimo, e non a caso la tosse è la malattia per la quale si portano maggiormente i bambini dal pediatra. Capita più volte durante l’anno, chi più chi meno, ed è quindi giusto non biasimare le mamme che preferiscono ricorrere a metodi alternativi di cura: assumere per troppo tempo farmaci e rimedi non naturali è deleterio per l’organismo.

Il miele, quindi, è da sempre utilizzato da mamme e nonne proprio in sostituzione dei farmaci o in abbianmento a questi, come cura alternativa in caso di tosse o di infezione del tratto respiratorio superiore. Non è solo una diceria: in effetti il miele ha un potere calmante della tosse, e grazie alle sue proprietà antibatteriche può portare anche alla guarigione completa (senza essere soltanto cura palliativa).

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo dice: il miele è un emolliente delle vie respiratorie, e per questo è da considerarsi una cura alternativa ed economica. Non parla di riscontro scientifico nella cura, questo no, però la scientificità c’è, e questa riguarda proprio la proprietà emolliente del prodotto, che disinfiammando la gola irritata dona sollievo sia alla gola sia alla tosse.

Ma non è solo l’OMS ad aver provato a testare scientificamente i benefici del miele. Nel 2007 un gruppo di ricercatori ha pubblicato su una rivista di divulgazione medica e scientifica (“Jama Pediatrics”) il proprio studio, intitolato “Gli effetti del miele, del dextrometorfano e di nessun trattamento sulla tosse notturna e sulla qualità del sonno nei bambini con la tosse e i loro genitori”.

Si trattava di un trial nel quale 105 bambini di età compresa tra i 2 e i 18 anni affetti da tosse (tosse dovuta ad una infezione del tratto superiore respiratorio) ricevevano in maniera casuale dosi di miele, di dextrometorfano (al gusto di miele) oppure nessun trattamento, in maniera tale da capire quale delle terapie fosse la più efficace contro la tosse (e, di conseguenza, quale influisse meglio sulla qualità del sonno, dal momento che la tosse spesso fa dormire molto male). Il dextrometorfano non è stato scelto a caso: è il medicinale contro la tosse più venduto in America in età pediatrica.

Il miele somministrato era quello di grano saraceno (ci sono moltissimi tipi di miele, e questo in particolare è molto scuro e ricco di fenoli), e veniva assunto, così come il trattamento al dextrometorfano, mezz’ora prima di coricarsi. I genitori, poi, dovevano riferire ai ricercatori l’andamento della notte e della tosse (parlando anche della qualità del sonno).

Alla fine dello studio l’esito è andato nettamente a favore del miele: è risultato infatti il trattamento più efficace. La frequenza della tosse diminuiva, così come la sua gravità, e già dalla seconda notte i miglioramenti erano riscontrabili.

L’aspetto più interessante, però, si è visto nel trattamento delle tosse più lunghe, quelle che duravano più di un paio di giorni. Con il miele, infatti, aumentavano i benefici con l’aumentare della malattia, mentre con il trattamento farmacologico essi diminuivano con il passare dei giorni, sottolineando come il corpo si fosse abituato agli eccipienti e quindi questi non facessero più effetto.

Questo risultato è dovuto al fatto che nel miele sono naturalmente presenti elementi antimicrobici e antiossidanti. Non solo: l’effetto dato dalle sostanze zuccherine degli sciroppi qui è presente in maniera naturale. Il miele infatti contiene saccarosio di per sé, e la sua dolcezza stimola la salivazione, che a sua volta seda e ammorbidisce la laringe e la faringe calmando anche la tosse. Inoltre, da non sottovalutare è la capacità del corpo di produrre oppioidi endogeni in seguito all’assunzione di sostanze dolci: mangiando miele, quindi, il corpo produce il suo naturale analgesico.

Naturale: ripetiamo spesso questa parola perché sta proprio qui la sua forza rispetto allo sciroppo da banco, che ha moltissime controindicazioni ed effetti collaterali (distonia, anafilassi e mastocitosi con dosi standard del farmaco; dipendenza, psicosi, mania, allucinazioni, sonnolenza e diabete e neuropatia periferica con dosi eccessive). Certo, anche il miele ha le sue avvertenze: assumerne eccessivamente può portare a casi di botulismo nei bambini più piccoli (una tipologia di intossicazione alimentare), a ipotensione e a volte disturbi cardiaci. 

E poi c’è un’altra faccia nascosta della medaglia, sottile ma presente: il miele, infatti, rispetto agli altri due trattamenti (o non trattamenti) è risultato essere causa in alcuni casi di iperattività, nervosismo e insonnia.

Queste controindicazioni sono però casi rari, e soprattutto per quanto riguarda gli effetti collaterali più gravi si tratta di conseguenze di un’eccessiva assunzione (come tutto, vale la regola della moderazione).

In conclusione, lo studio dei medici americani ha fatto emergere soprattutto una considerazione generale: la tosse e le infezioni del tratto superiore respiratorio sono spesso e soprattutto di natura autorisolutiva , e cioè il nostro corpo è in grado di combatterle entro qualche giorno. Per calmare i sintomi e aiutare l’organismo nella strada verso la guarigione, tuttavia, è bene ricorrere al miele piuttosto che al solito sciroppo farmaceutico, poiché i benefici sono di gran lunga maggiori.

Ma quando possiamo iniziare a somministrare miele ai nostri bambini: non prima dei 3 anni, e assolutamente non prima dei due.Le api infatti possono trasportare spore di botulino, che trovano terreno fertile nel miele per moltiplicarsi: il bambino al di sotto dei tre anni, avendo una flora intestinale ancora debole e poco sviluppata, rischia quindi di contrarlo. Nessun rischio invece per gli adulti e i bambini dai 3 anni in su.

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