La dieta del dott Longo: 5 giorni al mese per la dieta mima digiuno per la rigenerazione cellulare

Anche se questa dieta, recentemente arrivata nei topic più discussi, è da intendersi da intraprendere solo sotto osservazione e consiglio di un medico nutrizionista, vogliamo spiegarvi in maniera semplice di cosa si tratta, per valutare la sua efficacia e i suoi benefici.

Stiamo parlando della dieta mima digiuno per la rigenerazione cellulare.

La dieta del dott Longo: 5 giorni al mese per la dieta mima digiuno per la rigenerazione cellulare che rivaluta il valore delle proteine all’interno dell’alimentazione

A settembre è uscito un libro davvero innovativo: “La dieta della longevità” di Valter Longo, direttore del Longevity Institute dell’University of Southern California. Questo libro vuole porre il focus sull’invecchiamento, ma non tanto quello dell’età biologica, quanto quello cellulare. In poche parole, se i fattori di rischio aumentano con l’età, il tutto è correlato allo stato di salute dell’organismo, e per vivere sani, bene e a lungo dobbiamo solo restare giovani più a lungo, limitando quei comportamenti che invecchiano invece le nostre cellule.

Nel libro il dottor Longo afferma sostanzialmente che le diete e i regimi alimentari ipocalorici, quelli insomma più in voga (anche nel mondo scientifico), sono effettivamente efficaci perché aiutano, grazie all’apporto bilanciato di vitamine, minerali e nutrienti, a restare in forma e in salute a lungo (spingendo anche il metabolismo), ma che in realtà sul lunghissimo tempo indeboliscono l’organismo e le difese immunitarie.

Al contrario, ed essere efficace sia sul breve che sul lungo termine è il digiuno intermittente. Un digiuno che non è quindi un “mangiare poco per tanto tempo”, ma un privarsi del cibo in maniera drastica per brevissimi periodi a intermittenza.

Il perché dell’efficacia è presto spiegato. Per lungo tempo l’uomo è stato abituato a un regime alimentare che per forza di cose sfruttava il digiuno alternato alle abbuffate, e in effetti il corpo si comporta in maniera tale da sfruttare al meglio tutte le implicazioni di questa pratica, poiché durante il digiuno le cellule staminali vengono stimolate a rigenerarsi, e nella fase di re-feeding (di re-nutrimento) il corpo si adatta e si impegna in una potente rigenerazione cellulare.

Quella che ha stilato il dottor Longo si chiama quindi dieta mima digiuno, ed è cioè un regime alimentare che inserisce, in determinati periodi, tempi brevi di forte riduzione calorica.

La dieta, tuttavia, ha determinate regole anche per i periodi di alimentazione “normale”. Prima di tutto, il dottor Longo suggerisce di mangiare sempre moltissime verdure e grassi buoni (l’olio, le olive, la frutta secca…), e di diminuire le proteine e gli zuccheri (e quindi i carboidrati). 

L’assioma più importante per questa dieta riguarda proprio le proteine. Secondo Valer Longo, infatti, assumere il 20% delle calorie giornaliere sotto forma di proteine (vegetali o animali) espone al 75% in più di mortalità. Tutto questo semplicemente perché le proteine sono il principale mediatore dell’ormone della crescita: in parole povere, più proteine consumiamo, più stimoliamo questo ormone della crescita che durante la fase adulta è davvero pericoloso, poiché stimola la divisione cellulare ed espone quindi ad un maggior rischio di diabete, tumori e invecchiamento cellulare precoce.

Se le solite diete sacrificano quindi grassi e carboidrati a favore delle proteine, questa mima digiuno vuole ridurre proprio queste ultime (insieme agli zuccheri dei carboidrati), portando il corpo ad una carenza di glucosio e di proteine. Questa carenza, esattamente come il digiuno, stimolerà il corpo a produrre più cellule staminali, che sostituiranno quelle morte e inefficienti.

Quando si segue il suo regime di dieta 5 giorni al mese, ha dimostrato il professore, gli organi si ritrovano così ad essere ringiovaniti, e i benefici di questo ringiovanimento durano tutte le volte per almeno tre mesi. Oltre alle cellule rigenerate, inoltre, l’organismo torna a non essere resistente all’insulina (la causa del diabete è proprio questa resistenza) e il sistema immunitario si resetta in maniera superbenefica, dal momento che un terzo di esso viene distrutto e ricostruito interamente durante la fase di re-feeding.

Ma come si sviluppa una dieta mima digiuno? Insomma: cosa si può mangiare e quando ci si dedica ai mini periodi di digiuno?

In realtà questo “digiuno” è una sorta di diminuzione importante di alcuni alimenti per cinque giorni al mese. Non è un digiuno totale, ma una carenza selettiva di nutrienti che, appunto, “mima” il digiuno al quale storicamente l’uomo era costretto a sottostare (il frigo pieno e in non saltare pasti sono concetti e abitudini dell’uomo moderno). Questi nutrienti “tagliati” sono appunto le proteine e gli zuccheri derivati dai carboidrati quali i cereali e la frutta.

Il primo giorno si potranno assumere quindi 1000 calorie, suddivise in questa maniera: 34% di carboidrati, 56% di grassi e 10% di proteine. I quattro giorni successivi vedranno invece una riduzione delle calorie a 750, divise tra 47% di carboidrati, 44% di grassi e 9% di proteine.

Questi carboidrati, grassi e proteine saranno da prendere esclusivamente da alimenti di origine 100% vegetale. Andranno quindi benissimo verdure cotte o crude, minestroni senza legumi, qualche cucchiaino di olio di oliva e qualche frutta secca ogni tanto.

Dopodiché, basterà fare attenzione anche all’alimentazione di tutti i giorni (i restanti 25 giorni del mese, quindi), seguendo comunque le regole base di cui parlavamo (e cioè ridurre le proteine e gli zuccheri favorendo l’assunzione di verdure e grassi vegetali buoni).

I cereali integrali dovranno essere assunti con moderazione (preferendoli comunque sempre a quelli raffinati), così come la frutta (molto più ricca di zucchero delle verdure) e i prodotti di origine animale (puntando più sul pesce che sulla carne). Gli zuccheri semplici dovranno sempre e comunque essere ridotti al minimo o azzerati, e un occhio di riguardo andrà alle proteine, da prendere dai legumi piuttosto che dalla carne.

Non serve, comunque, azzerare tutte le proteine animali. Anche quelle hanno i loro benefici, ma solo se la loro assunzione è molto, molto limitata: dalla carne potrete prendere alcuni amminoacidi essenziali. Ma l’altra faccia della medaglia è sempre quella pericolosa stimolazione dell’ormone della crescita di cui parlavamo.

Un’altra abitudine da adottare per far sì che questa dieta mima digiuno sia ancora più efficace è il provare a concentrare l’assunzione di cibo nelle prime ore della giornata: sono queste infatti le ore che saranno seguite da attività fisica (più o meno forte) e che quindi contribuiranno alla giusta assimilazione. Nelle prime otto ore dopo la colazione si potranno quindi concentrare la maggior parte delle calorie da assumere durante la giornata, lasciando eventualmente un piccolo spazio per delle verdure cotte a cena.

Alla fine, i precetti sono chiari, e possiamo notare due piccoli dettagli che confermano tutto quello che abbiamo sempre sostenuto: innanzitutto la carne rossa andrebbe quasi sempre evitata (l’OMS è da un po’ che lo dice), ma soprattutto il latte e i suoi derivati non dovrebbero proprio essere contemplati nell’alimentazione adulta

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